Caritas-Prefettura: un accordo apre 100 posti ai profughi nelle parrocchie

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Il 16 ottobre 2015 è stata sottoscritta una convenzione tra la Fondazione Opera Caritas San Martino, braccio operativo della Caritas Diocesana di Brescia, e la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Brescia.

La convenzione ha per oggetto la disponibilità massima di 100 posti di prima accoglienza e assistenza, nell’ambito della Provincia di Brescia, a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi (servizi di ingresso e gestione amministrativa, servizi di assistenza generica alla persona, servizi di pulizia e igiene ambientale, erogazione pasti, fornitura di beni, servizi per integrazione).

La convenzione prevede che la disponibilità di posti sia assicurata dalla Fondazione Opera Caritas San Martino in immobili di sua proprietà, in locazione o messi a disposizione da parrocchie e Congregazioni religiose nella Provincia di Brescia.

A meno di due mesi dall’appello del Vescovo Luciano (1 settembre 2015), Caritas Diocesana registra infatti la mobilitazione di 73 parroci che si sono attivati per raccogliere informazioni sulle modalità di attivazione e gestione dell’esperienza di micro-accoglienza e assistenza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

Sulla possibilità che questa prima mobilitazione si traduca in un’effettiva ospitalità, l’esperienza maturata sul campo dagli operatori dell’ambito “Emergenze e Mondialità” di Caritas Diocesana di Brescia conferma il fatto che occorre considerare, da un lato, la necessità di adempiere ad oneri per la messa a norma degli appartamenti messi a disposizione da privati e parrocchie (aspetto formale amministrativo); dall’altro, l’opportunità di coinvolgere nel discernimento innanzitutto il Consiglio Pastorale Parrocchiale così da valutare le modalità con cui coltivare e alimentare una cultura dell’accoglienza (aspetto pastorale).

A oggi, delle 73 parrocchie che hanno avviato un rapporto con Caritas Diocesana di Brescia, la situazione si presenta così articolata:

  • 4 parrocchie sono attive per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, in quanto hanno formalmente ottemperato agli obblighi formali e amministrativi richiesti e registrato il positivo parere del Consiglio Pastorale Parrocchiale: parrocchie della Badia e del Violino (6 persone accolte), parrocchia di Calcinato (4 persone accolte), parrocchia S. Alessandro (8 persone accolte).

A queste accoglienze, si aggiungono: 1 unità abitativa di Caritas Diocesana Brescia, in genere utilizzata per interventi di housing sociale, a Motella-Borgo San Giacomo (5 persone accolte) e 8 posti assicurati dalla Casa Marcolini Bevilacqua (8 persone accolte).

Complessivamente, 31 risultano le accoglienze in essere di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e 5 le situazioni di micro-accoglienza.

  • 4 parrocchie sono pronte per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, in quanto hanno formalmente ottemperato agli obblighi formali e amministrativi richiesti e registrato il positivo parere del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

A queste si aggiungono due disponibilità presso la Piccola Casa della Carità di Caritas Diocesana di Brescia.

Complessivamente, 17 risultano le disponibilità immediate per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e 5 le situazioni di micro-accoglienza operative a breve.

  • 10 parrocchie stanno adempiendo agli oneri per la messa a norma degli appartamenti messi a disposizione da privati e parrocchie (aspetto formale amministrativo), avendo già ricevuto parere favorevole del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Complessivamente, 39 risultano le disponibilità a breve per l’accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

  • 25 parrocchie hanno la disponibilità (diretta o indiretta) di alloggi e stanno attivando il Consiglio Pastorale Parrocchiale per condividere il percorso di coinvolgimento della comunità.

  • 16 parrocchie hanno già condiviso con il Consiglio Pastorale Parrocchiale la disponibilità a dar vita a forme di micro-accoglienza nella propria comunità e stanno cercando soluzioni alloggiative idonee.

  • 7 parrocchie hanno valutato l’opportunità di collaborare per ora con cooperative già presenti sul territorio nella gestione di esperienze di micro-accoglienza di Richiedenti protezione internazionale.

  • 7 parrocchie si trovano nell’impossibilità a dar corso alla disponibilità all’accoglienza mancando di strutture alloggiative adatte.

Oltre alle parrocchie, anche 6 Ordini religiosi hanno manifestato la propria disponibilità all’accoglienza a Caritas Diocesana Brescia: 17 i posti per l’accoglienza di donne, 4 di uomini.

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  1. Dobbiamo aspettarci cortei, minacce e insulti razzisti ai ” traditori “, sassaiole e vetri rotti da parte di nazifascistileghisti ultrasbiesse come a Collio ?

  2. E le due famiglie di pachistani di via Trento che avete sfrattato dai vostri appartamenti non rientrano in questo discorso di accoglienza? O quelli devono pagare e basta? Come anche le numerose altre persone che sono in affitto nei locali vostri e delle vostre parrocchie che hanno difficoltà vista la crisi non rientrano in un discorso di alloggio gratis come questi?

  3. Un po’ pochino visto l’appello di Monari. Con tutto quello che predicano roba di vedere ogni parrocchia ospitare camionate di profughi e clandestini. Invece hanno problemi, devono mettere a norma le strutture (lo stato no, deve accogliere subito e tutti!), sentire i consigli pastorali, vedere quali locali adibire, non certo le canoniche dorate dei parroci. E poi, una volta qui, chi li manterrà? Loro? No, ancora noi e loro, come sempre se ne laveranno le mani e ci criticheranno… La storia ormai la conosciamo, è vecchia….

  4. Cominciamo a non dare più l’8 per mille a tutte le chiese e diamolo, in mancanza d’altre scelte (disoccupati, anziani, sanità, scuole, calamità naturali, debito pubblico, ecc.) allo stato. E’ già una forma di protesta per questi preti sempre mantenuti da noi e incapaci di fare una vita reale.

  5. Dai che così riuscite a riempire i numerosi immobili vuoti della diocesi con una rendita pagata dallo stato certa. Però spendete di vostro per metterli a norma come voi pretendete siano quelli dello stato che tanto criticate. Vedremo poi se l’investimento che state facendo sarà proficuo.

  6. Ma il parroco-genio di Cigole non ne ospita? Ah, già è troppo impegnato a trovare i soldi per sistemare il tetto della chiesa, dopo la sparata dei gratta e vinci. Interessa niente di questa gente che ha bisogno. La messa la puoi dire anche nella tua canonica, raccogli i soldi per questa gente, non per i muri di un tempio sempre più vuoto perchè i rappresentanti vivono al contrario di quello che predicano!

  7. Io dico che 100 profughi/clandestini ci stavano tutti nella curia, senza bisogno di scomodare le parrocchie. Avanti Monari, dà il buon esempio e ospitali tutti tu e a tue spese. Vedrai che anche gli altri tuoi sottoposti faranno altrettanto. Ipotesi fantasiosa? Non così come quello che predicate, comunque…

  8. benvenuti e finalmente avrete un po’ di pace. Non curatevi di chi vi attacca, ne avete visti tanti così durante il vostro viaggio, e andate avanti.

  9. Tu sei uno di quelli che avresti preferito morissero tutti affogati, vero? Di la verità? Guarda che le nonne hanno tutte la pensione e non rovistano nei cassonetti, e chi lo fa ha altri problemi.

  10. Benvenuti a loro e sfrattate le due famiglie pakistane di via Trento. Come al solito con i preti, due pesi due misure! Toffari, taci?

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