Giornata dell’Unità Nazionale: il 4 novembre la celebrazione in piazza Loggia

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In occasione del 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale, delle Forze Armate e del Combattente, è prevista una manifestazione che si svolgerà in Piazza della Loggia a partire dalle 10.30. Seguiranno gli onori alla bandiera di guerra del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare e al Prefetto della Provincia di Brescia, la resa degli onori ai Caduti con deposizione delle corone istituzionali, la lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica da parte del Comandante del Centro Documentale dell’Esercito, la lettura di una motivazione di Medaglia al Valor Militare da parte del Presidente della Federazione Provinciale del Nastro Azzurro, il saluto del presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci e gli interventi delle autorità.

La cerimonia si concluderà alle 11 con gli onori finali alla bandiera di guerra del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare e al Prefetto della Provincia di Brescia.

Modifiche alla viabilità

Per consentire lo stazionamento dei veicoli militari al seguito della manifestazione saranno istituite alcune limitazioni della viabilità.

Mercoledì 4 novembre, dalle 6 alle 13 e comunque fino al termine della manifestazione, sarà revocata l’area pedonale urbana di piazza della Loggia e sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli su entrambi i lati delle vie attorno a palazzo Loggia. Sempre dalle 6 alle 13 il divieto di sosta con rimozione forzata sarà istituito anche sul tratto di corso Goffredo Mameli compreso tra corsetto Sant’Agata e via San Faustino e sul lato ovest di via San Faustino nel tratto tra il civico 1 e corso Mameli, fatta eccezione per i taxi.

Ai veicoli della logistica e ai veicoli al seguito della manifestazione sarà permessa la sosta in largo Tomaso Formentone e nelle altre zone soggette ai divieti.

Ulteriori limitazioni, deviazioni o modifiche alla circolazione, potranno essere apportate dagli agenti e dagli ufficiali della Polizia Locale addetti al controllo del traffico.

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UN COMMENTO

  1. Basta con questi festeggiamenti vuoti e senza significato! Ci hanno imposto un’unità d’Italia che nessuno voleva, tranne la massoneria per i propri interessi economici, e tutti abbiamo subito. E infatti portiamo ancora le conseguenze. In più ci continuano a propinare l’Europa (come a suo tempo hanno fatto per l’Italia) e nemmeno questa la sentiamo. Lasciamo liberi i popoli di autodeterminarsi, basta nazionalismi senza senso….

  2. Stiamo ricordando la Prima guerra mondiale e perchè non diciamo la verità: l’Italia è entrata in guerra cento anni fa con un colpo di stato, una decisione del governo, nemmeno del parlamento. E a farne le spese i giovani di allora, come i miei nonni, costretti contro la loro volontà a partire per il Carso a combattere contro chi manco conoscevano e in territori dove mai c’erano stati. Per cosa? Per conquistare delle terre dove gli abitanti manco volevano i savoia come imperatori. Direi che adesso sia arrivato il momento di parlare chiaro e vedere le cose come sono state, non continuare con una propaganda di buoni e cattivi che non esistono e non sono mai esistiti! Giusto?

  3. Stiamo ricordando i loro sacrifici, i loro patimenti e le loro sofferenze; è giusto celebrarli per non dimenticare, onore a tutti i Caduti italiani e non

  4. Quindi vittime di stato e di una guerra inutile! Perchè invece non ricordiamo in un altro giorno, un giorno neutro, tutti i morti di tutte le guerre e di tutti gli schieramenti e aboliamo queste date? Sarebbe più giusto e più onesto, non trovi?

  5. E gli anni di vita buttati dai soldati costretti ad andare al fronte, non pagati da uno stato che ti porta via tutto? Le esperienze allucinanti? Tutto questo lo stato non lo conta? E poi vengono a parlare di unità d’Italia, ma fatemi il piacere! E’ come una galera obbligatoria. Esperienze che hanno segnato queste persone tutta la vita. Meglio lasciar perdere queste commemorazioni, non c’è niente di bello da ricordare…

  6. Perchè ancora siete fermi alle divise e agli schieramenti assurdi e inutili che non hanno portato niente di buono per la gente, ma solo per il potere! Vuoi fare la guerra, falla tu, non coinvolgere chi non la vuole fare!

  7. Forse non lo festeggiano (mi verrebbe da dire provocatoriamente che nemmeno qui si festeggia) ma di certo il 4 novembre sono stati ben felici anche loro di tornarsene a casa, no?

  8. A casa? Vaglielo a dire agli abitanti, per esempio, di Bezzecca, deportati a destra e a sinistra, fino in Turchia, dopo la fine della guerra perchè avevano combattuto col perdente (austriaci) ed erano diventati, loro malgrado, italiani. Cambiano data che è meglio e associamola a tutte le guerre e a tutti i caduti, compresi anche quelli della Repubblica Sociale. Solo così cominceremo a ragionare obiettivamente!

  9. O Gorizia, tu sei maledetta:

    La mattina del cinque d’agosto
    si muovevan le truppe italiane
    per Gorizia, le terre lontane
    e dolente ognun si partì

    Sotto l’acqua che cadeva al rovescio
    grandinava n le palle nemiche
    su quei monti, colline e gran valli
    si moriva dicendo così:

    O Gorizia tu sei maledetta
    per ogni cuore che sente coscienza
    dolorosa ci fu la partenza
    e il ritorno per molti non fu

    O vigliacchi che voi ve ne state
    con le mogli sui letto di lana
    schernitori di noi carne umana
    questa guerra ci insegna a punir

    Voi chiamate il campo d’onore
    questa terra di là dei confini
    Qui si muore gridando assassini
    maledetti sarete un dì

    Cara moglie che tu non mi senti
    raccomando ai compagni vicini
    di tenermi da conto i bambini
    che io muoio col suo nome nel cuor

    Traditori signori ufficiali
    Che la guerra l’avete voluta
    Scannatori di carne venduta
    E rovina della gioventù

    O Gorizia tu sei maledetta
    per ogni cuore che sente coscienza
    dolorosa ci fu la partenza
    e il ritorno per molti non fu.

  10. E chi non è morto, come mio nonno, è stato a Gorizia fino al 1920 per sedare le rivolte antiitaliane dei cittadini che non accettavano il nuovo invasore. Anche questa è storia e la dice lunga sulla tanta propaganda fiabesca della guerra. Naturalmente mio nonno c’è dovuto stare, avrebbe preferito non partire per la guerra e starsene a casa. Lavoro perso e anni buttati per uno stato che nulla mai ti ha dato. Servitore di sovrani che sono sempre e solo stati traditori, inetti, incapaci e sprezzanti verso le popolazioni italiane. Questa è verità!

  11. Visto che siamo in tema, una ventina d’anni dopo ci furono altri italiani, nelle terre di Istria e Dalmazia, sottoposti al destino dei perdenti di guerre non volute, inutili, devastatrici. I nuovi padroni, la Jugoslavia comunista di Tito, dopo aver massacrato italiani cittadini inermi buttandoli nelle foibe o nel mare Adriatico con un apietra la collo, umiliò e discriminò coloro che erano diventati jugoslavi ma in quelle terre erano nati e vissuti da italiani. Così, 350.000 profughi italiani scelsero l’esilio per sempre. La guerra, la seconda, anche se persa e non vinta ma altrettanto inutile, lasciò anch’essa solo sangue e dolore dietro di sè.

  12. L’unità nazionale ? C’è poco da celebrare con tutta la buona volontà e le buone intenzioni per farlo. In quanto a celebrare le Forze Armate e i combattenti, sarebbe più opportuno commemorare, come molti commentano giustamente, solo i caduti di tutte le guerre, militari e civili, a cui la vita fu portata via dalla più alta mostruosità partorita dall’uomo contro un altro uomo in nome del nulla assoluto sia che si chiami ideale, che sete di conquista, che ideologia.

  13. Vero anche questo. Il bello però è che si parla sempre e solo di seconda guerra come di mostruosità perchè è stata persa, c’era un regime che i sinistri hanno sempre odiato e che l’ha voluta, abbiamo avuto i bombardamenti (dei liberatori), c’è stata al nord una guerra civile, la volontà di far cadere un governo in un momento critico lasciando un vuoto di un mese e mezzo, l’abbandono del paese da parte di un re inetto, come i suoi predecessori, e che non l’ha mai amato, un cambio di alleati sottaciuto per molto tempo, mentre con la Grande Guerra tutto tace, non si dice che è stato un colpo di stato a volerla, un’elite borghese che aveva solo vantaggi economici e si festeggia l’unità nazionale e la fine solo perchè, per la propaganda di sempre, è stata vinta. Non c’è obiettività, c’è solo volontà di fare apparire la guerra delle guerre solo la seconda. Che incoerenza e che poca verità storica che rende ancora più fragile, se già ce ne fosse di bisogno, un’unità nazionale non voluta…

  14. E mio nonno non poteva dire queste verità perchè altrimenti eri accusato di essere un traditore della patria, un qualunquista, ecc… E non solo quando c’era Mussolini anche dopo. Ci hanno imposto una storia che fa acqua da tutte le parti e piena di bugie. Ma, come sempre hanno le gambe corte e quando non esiste un’identità nazionale prima o poi salta fuori.

  15. Quella gente dell’Istria e della Dalmazia era veneta, più che italiana (lo sono stati solo per vent’anni circa). Non hanno mai osteggiato l’Austria perchè evidentemente stavano bene. La Grande Guerra li catapulta nel Regno d’Italia senza nemmeno che i nostri prodi siano arrivati a Trieste. Le problematiche di un nuovo regno retrogrado rispetto all’efficiente impero asburgico creano varie rivolte che però sono sedate dal fatto che l’Italia emargina la popolazione slovena e dal regime fascista. La lotta partigiana titina e la volontà di invadere l’occidente (Tito voleva il Friuli fino ad Udine!) fa scattare questo massacro contro la popolazione di lingua italiana con tutto quello che da pochi lustri è stato ufficializzato sulle Foibe. Ricordo i comunisti che sbeffeggiavano queste popolazioni, chiamati i giuliani, che scappavano dal massacro titino, accusati anche di essere fascisti! Quanto male in nome di ideali, della propaganda e del potere…

  16. Ecco, il solito discorso: siccome si festeggia il 25 aprile (la liberazione per alcuni quindi giusto, la fine di un governo per altri quindi non giusto) allora bisogna festeggiare il 4 novembre e via così all’infinito con tutte queste commemorazioni inutili inventate solo dal potere. Eliminiamole tutte e due e basta, guardiamo avanti e studiamo la storia per quello che è stato, superiamo gli schieramenti che non portano da nessuna parte!

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