Sentinelle, Beccalossi: per la sinistra chi difende la famiglia merita le botte?

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“Difendi la famiglia tradizionale? Da oggi devi farlo a tuo rischio e pericolo, magari prendendo anche qualche schiaffo da chi è certamente più abituato all’occorrenza a menare le mani. Verrebbe da sorridere, se non fosse che, pur di contestare una manifestazione delle Sentinelle in Piedi, alcuni deputati del Pd siano addirittura arrivati a scrivere un’interrogazione parlamentare stigmatizzando l’impiego di forze dell’ordine per assicurare l’incolumità a chi presenziava alla veglia tenutasi un mese fa a Salò”. Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio ed esponente di Fratelli d’Italia-An Viviana Beccalossi, commentando la notizia dell’interrogazione parlamentare dei deputati Lacquaniti, Marzano e Zan, che denunciano l’eccessivo impiego di polizia durante la veglia contro la teoria gender organizzata il 10 ottobre scorso a Salò.

“Certa sinistra – conclude Viviana Beccalossi – non perde il vizio di considerare i cittadini di serie A o di serie B a seconda delle idee. Piuttosto che togliere protezione alle Sentinelle in Piedi, gli autorevoli esponenti del Pd dovrebbero pensare a chi, certamente più vicino alla loro parte politica, scende nelle piazze per provocare anche in modo violento, come è avvenuto a Bologna domenica scorsa”.

  

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  1. Ma spensierata signora Viviana, non si capisce queste sedicenti “sentinelle” da chi o da cosa starebbero difendendo la cosiddetta famiglia tradizionale. Chi ha mai messo in discussione la possibilità di formarne una? Quanto a Bologna, mi pare logico e positivo che molti cittadini abbiano cercato di difendere la loro città dalla calata di certi personaggi…

  2. Ma infatti, pericolosissime famiglie etero e non e un gruppo di ragazzini delle medie, che intonavano canzoni e diffondevano pericolosissime bolle di sapone, dai da brava Viviana, provaci ancora.

  3. Ma infatti, pericolosissime famiglie etero e non e un gruppo di ragazzini delle medie, che intonavano canzoni e diffondevano pericolosissime bolle di sapone, dai da brava Viviana, provaci ancora.

  4. Visto che la Beccalossi tira in ballo Bologna, azzardo una mia semplicistica riflessione sulla giornata bolognese, scusandomi se mi dilungo: un popolare proverbio dice che: “…tra cani nun si mordono”. Credo che, nel caso del comizio bolognese molto probabilmente questo detto venga negato e sul palco, invece, tra “cani” (il signor B, e il signor S.) “ci si morde” eccome! In prossimità di scadenze “elettorali” si sta riproponendo, stavolta con accenti e scelte ancora più feroci e barbarici, lo scontro tra chi si sposta verso posizioni ancora più estreme e più reazionarie. Questo lo scontro, in realtà, è tra “tre” destre; non più una sola! Una è quella tradizionale nazional-populista, ben rappresentata dal signor B. e compagnia cantante; l’altra è quella razzista xenofoba e barbarica portata in avanti dal signor S. con i suoi (lo testimoniano alcune eloquenti foto dei sostenitori leghisti) “nerbo-cornuti” sostenitori; un’altra ancora, invece, sarà quella quella “capitalistica-globa lista-nazionale” rappresentata dal signor R. che sta così progettando il suo “partito della nazione”. Quindi, più che di scontro di classe, preferirei parlare di scontro tra i vari pezzi di società che la crisi sta producendo. Pezzi di società non tutti configurabili nelle tradizionali e classiche appartenenze o divisioni di “classe”; stanno iniziando piuttosto a somigliare troppo ad epoche precedenti nelle quali è potuto nascere il nazi-fascismo; lo scontro di allora avvenne in presenza di una grossa crisi sociale e politica; crisi dovuta dalle pesanti e costose eredità e derive negative lasciate dagli sviluppi della prima guerra mondiale; sviluppi che vedevano intere masse sociali vagare immiserite, umiliate e offese dalle pesantissime misure punitive e richieste risarcitorie che altre nazioni, uscite vincenti dalla scontro militare, pretesero dagli sconfitti. Attualmente siamo in presenza di una crisi che ha principalmente nei suoi aspetti economici, e non solo militari, il risvolto maggiore di immiserimento popolare; possiamo notare come enormi masse popolari siano vittime di tagli feroci ai loro redditi e ai loro sistemi di vita e di consumo; tutto ciò in presenza comunque di una crescita delle disuguaglianze e dei privilegi, non solo economici, tra le classi sociali a tutto vantaggio della classe privilegiata e padronale. Ebbene è proprio su questi argomenti che viaggia il messaggio di questi personaggi, che fanno leva sull’immiserimento sociale, oltre che culturale, di chi li sostiene. A fronte di ciò penso che non siano sufficienti manifestazioni come quella bolognese (manifestazione comunque importante, utile a mostrare una opposizione che non sia solo virtuale o da salotto televisivo); occorrerà mettere in campo un progetto più ampio e collettivo che si scontri con l’altro individualistico-ego tistico e reazionario dei signori menzionati prima. Penso che la battaglia di oggi sia (oltre che di carattere culturale) tra quanti credono e portano ancora avanti un disegno di società più egualitaria costruita da tutti e per tutti, contro l’altro progetto che vede “un uomo solo al comando”, che disprezza la possibilità di vivere tra diversi, oltre che reprimere e negare diritti e dignità.

  5. Quelli che usano il manganello per dirimere le questioni e sono altrettanto avvezzi a menare le mani ed a provocare con la violenta sono pure i camerati ai quali con orgoglio e fin da ragazza si è sempre riferita politicamente la Signora Beccalossi. Ogni tanto farebbe bene a riflettere un secondo in più.

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