Giallo di Marcheno, la famiglia di Ghirardini: non crediamo al suicidio

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Non credono all’ipotesi del suicidio i parenti dell’operaio addetto ai forni della Bozzoli, Giuseppe Ghirardini, il cui corpo è stato trovato senza vita a due giorni dalla scomparsa, avvenuta a distanza di cinque giorno dalla scomparsa dui uno dei suoi titolari di lavoro: Mario Bozzoli.

A farlo sapere con un comunicato affidato alla stampa da un amico è la famiglia di Ghirardini: “I parenti non accettano l’ipotesi del suicidio, se Beppe avesse voluto farla finita, da buon cacciatore, poteva provvedere in maniera diversa, senza soffrire inutilmente”.

“Non crediamo al suicidio sapendo che Beppe era un uomo solare, pieno di vita e non vedeva l’ora che arrivasse il Natale visto che avrebbe riabbracciato il figlio dopo 5 anni. Le telefonate intercorse infatti con la moglie avvenivano proprio per la preparazione dei documenti per far tornare in Italia il figlio”. Figlio che purtroppo Giuseppe Ghirardini non avrà più la possibilità di riabbracciare.

Nella nota i parenti di Ghirardini chiedono anche scusa ai giornalisti che alla notizia del ritrovamento della capsula contenente tracce di cianuro si sono rivolti alla famiglia per qualche dichiarazione a caldo, ricevendo in cambio, invece, una secchiata d’acqua gelata.

“I parenti ringraziano i giornalisti per l’interessamento al caso, nello stesso tempo si scusano per la reazione avuta nei giorni scorsi, dovuta alla pressione pesante degli organi di stampa e delle tv. Capiscono il diritto di cronaca, ma chiedono di vivere il dolore nella giusta intimità della loro famiglia”.

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