Buonissimo in crisi: la Loggia riduca l’affitto o chiusura a fine mese

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Se la Loggia non risponderà alle richieste di Buonissimo, lo store del gusto di Corso Goffredo Mameli abbasserà definitivamente la serranda a fine mese. Le lettere di licenziamento dei dieci dipendenti sono già pronte sulla scrivania di Tommaso Martini che però spera ancora di non doverle consegnare.

“Economicamente la situazione per noi non è più sostenibile – ha raccontato Martini al Giornale di Brescia – abbiamo investito molto in questo progetto, sulla base di un piano di rilancio della zona che il Comune (guidato allora dalla giunta Paroli, ndr) aveva presentato. Oggi quel rilancio non c’è stato” e Buonissimo si trova con un debito di 300mila euro con Brescia Infrastrutture causato dalla mancanza nei pagamenti degli affitti degli ultimi due anni.

In realtà il contratto di locazione con la società partecipata del Comune dura fino al 2019 ma dopo sei anni è possibile recederlo senza pagare penali.

Per evitare la chiusura, e il conseguente licenziamento dei dipendenti, Martini chiede la riduzione del canone d’affitto, giustificando la propria richiesta con tre motivazioni: “Innanzitutto per ristrutturare l’immobile nel bando si parlava di 450mila ma abbiamo speso almeno un milione e mezzo perché non c’era nemmeno l’impianto elettrico -. ha commentato -. Inoltre, presupposto del bando 2010 era il progetto globale di riqualificazione della zona, che non c’è stato. E di conseguenza il discorso cade sul canone d’affitto che chiediamo di ridurre”.

La giunta Paroli aveva deciso di acquistare l’immobile a 8,7 milioni di euro, 2,4 euro al metro quadrato, per evitare il rischio, paventato da qualche ben informato, che entrassero nella partita grossi imprenditori cinesi. Ora però la Loggia si trova a fare i conti con una locazione bloccata e il rischio di trovarsi l’ennesimo stabile vuoto da gestire.

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UN COMMENTO

  1. Una scelta di potere che, come tutte, è vocata al fallimento dal mercato… Le amministrazioni di centro sinistra, in tanti anni di governo, ne hanno fatte a bizzeffe di scelte del genere e i risultati continuiamo a pagarli ancora oggi con le nostre tasche…

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