Comune-Brescia Musei, approvata a tarda notte la convenzione “della discordia”

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Un consiglio comunale quanto mai acceso ha approvato alle 2,30 di notte, tra precedenti urla, silenzi e scambi di battute al veleno, la nuova convenzione tra il Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei che già all’epoca della discussione in commissione aveva generato diverse polemiche nella minoranza, convinta che ci volesse una qualche forma di controllo. In particolare il M5S aveva presentato 56 emendamenti, al quale ieri la maggioranza ne ha aggiunti altri due. Tra questi ultimi il centrosinistra ha proposto e varato l’istituzione di un “Consiglio generale” che avrà il ruolo di verificare e approvare la programmazione decisa dalla fondazione Brescia Musei.

L’atto non è da poco visto che modifica la delibera originaria e rappresenta proprio quel “controllo” che chiedevano le minoranze, cosa che non ha mancato di generare qualche differenza nella maggioranza stessa.

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UN COMMENTO

  1. Stiamo parlano di una Fondazione, a capitale misto pubblico-privato, che da Statuto non ha fini di lucro e non distribuisce utili, ma che ha poteri rilevanti per decidere in via autonoma (ad esempio stipulare contratti di qualsiasi genere anche non afferenti direttamente la gestione museale, assumere personale, chiedere finanziamenti e mutui). Troppi poteri decisionali dunque in merito non solo alla gestione ma soprattutto alla programmazione ed al controllo, dovendo solo rispondere di un contratto di servizio con il Comune, che giustamente sono stati sottoposti ad un organismo di approvazione e di verifica. La sensazione, ovviamente personale, è che sullo sfondo vi siano come al solito non irrilevanti interessi economcici privati.

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