Nessun pentimento per aver dato fuoco alla moglie: meritava una lezione

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Nessun pentimento per il folle gesto compiuto contro la moglie, alla quale ha deliberatamente dato fuoco, anzi: “lo meritava”. Questa l’agghiacciante confessione rilasciata dal 30enne indiano che nella serata di venerdì 20 novembre ha dato fuoco alla moglie 26enne, rea secondo lui e la sua famiglia di vestire e vivere all’occidentale.

Colpa per la quale “meritava una lezione” avrebbe detto al cognato senza vergogna subito dopo il folle gesto e poco prima di essere trasportato in caserma dove, al termine di un lungo interrogatorio è stato arrestato per tentato omicidio. Mentre il fratello della vittima, che ora si trova ricoverata in fin di vita all’ospedale di Genova, gli urlava contro tutta la sua rabbia, lui, Agib Singh, quattro anni più vecchio della moglie, ubriaco ma consapevole di ciò che aveva appena fatto ha ribattuto seccato: “se lo meritava”. Rimasto in silenzio durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, ora l’indiano si trova rinchiuso nel carcere di Canton Mombello in attesa di giudizio.

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UN COMMENTO

  1. Sono persone senza speranza di recupero, vittime della loro stessa cultura e l'incapacità di integrarsi in un paese diverso dal loro ma nel quale hanno deciso volontariamente di iniziare una nuova vita. Se l'integrazione viene vista come una minaccia alla propria cultura allora é quasi inevitabile che vi siano vicende del genere. Sarebbe utile se le amministrazioni affrontassero il problema dell'integrazione proponendo iniziative volte a favorire l'incontro più che lo scontro tra i popoli. Ma servirebbe un'amministrazione illuminata e la volontà da parte degli immigrati a uscire dalla rigida gabbia della loro cultura.

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