Omicidio Raccagni, condannati gli assassini. La moglie: pene troppo lievi

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Tredici per Ergren Cullhaj e Pjeter Lleshi, dodici per Vitor Lleshi, 10 anni e 10 mesi per Luli Erion: questi gli anni di condanna per gli albanesi che uccisero Pietro Raccagni, macellaio di Pontoglio. L’uomo aveva sorpreso  la banda in casa e nella colluttazione era stato colpito alla testa con una bottiglia da Lleshi, ferita che lo ha ucciso 11 giorni dopo in ospedale. Il pubblico Ministero Claudia Moregola aveva chiesto pene più alte e per questo la vedova Pagani ha gridato all’ingiustizia: “Forse era meglio avere un’arma in casa quella sera perché ci saremmo difesi. Meglio un cattivo processo che un bel funerale” ha detto la donna, come riporta il Giornale di Brescia.  

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  1. tanto credete che ne sconteranno quanta di pena? Siamo ridicoli, la certezza della pena non esiste. Qui ormai vale la pena di delinquere, sai che non rischi nulla. Si fa fatica a spiegare ormai ai figli che rispettare le leggi è cosa giusta e che chi sbaglia verrà preso e condannato….

  2. Per di più quando un cittadino onesto viene condannato perché ha reagito deve anche risarcire i danni agli aggressori. Invece i criminali non pagano una mazza perché risultano nullatenenti. Una pena ai lavori forzati li costringerebbe almeno a ripagare il debito che hanno verso gli italiani.

  3. Dove siete diritti per tutti ricordatevi a Natale di portare qualche dono a questi delinquenti che si sentiranno soli in galera a vita

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