Arresto jihadisti, il fratello di Samet: siamo qui da 20 anni, hanno sbagliato persona

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Messaggi contro Papa Francesco: «Non ci sarà più un Papa dopo questo, questo è l’ultimo» e la foto del proprio figlio di 10 anni armato di kalashnikov e il post "Sarà il futuro Califfo": questo pubblicava Samet Imishti, il leader della rete di propaganda jihadista smantellata dall’inchiesta coordinata della Procura di Brescia.

Samet è stato arrestato in Kosovo, ma fino ad aprile era residente a Chiari, in un appartamento considerato la sua base logistica: lì la Digos di Brescia ha fermato il fratello, Ismail, raggiunto da provvedimento di espulsione dal territorio nazionale firmato dal ministro dell’Interno. Nella casa, però, è rimasto un terzo fratello che, come riporta il Giornale di Brescia, ha gridato all’errore «Siamo in Italia da 20 anni, hanno sbagliato persona», avrebbe detto.

Samet Imishti, deve rispondere di apologia di terrorismo e istigazione all’odio razziale. Oltre a suo fratello dall’Italia è stato espulso anche il nipote Mergin Imisht, rintracciato a Savona, mentre il macedone Suma Arben, residente nel Vicentino, sarà "sorvegliato speciale" per i prossimi cinque anni.

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  1. ritengo che i delinquenti comuni, vadano espulsi. I terroristi vanno carcerati, magari nei loro paesi (con la garanzia che ci stiano) altrimenti è come lasciarli sul campo di battaglia. Pur di non lasciarli andare, sono disposto a pagare le tasse per mantenerli in galera.

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