Legge di stabilità: i sindaci della provincia fanno appello al governo contro i tagli

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Favorire l’equilibrio corrente dei bilanci di previsione, utilizzando in tutto o in parte gli avanzi vincolati per trasferimenti dalle Regioni, in modo da avere più risorse nel 2016 da destinare al ripiano di eventuali disavanzi della parte corrente; consentire alla Province di utilizzare i proventi derivanti da alienazioni di beni e attività patrimoniali disponibili senza vincoli di destinazione, in modo da riportare in equilibrio il bilancio per l’anno prossimo; garantire maggiori risorse da destinare alle spese per la viabilità e per l’edilizia scolastica; escludere che nel processo di spending review venga coinvolto il patrimonio immobiliare degli Enti Locali. Un emendamento fornisce poi una copertura normativa certa degli accordi che le Regioni e gli Enti di Area Vasta stanno stipulando per il ricollocamento del personale di polizia provinciale; garantire la copertura, nel 2016, delle spese inerenti i disabili. Questi, in breve, gli emendamenti proposti dall’ Unione Province Italiane che il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, ha presentato ai parlamentari bresciani affinché li sostengano nell’iter dell’approvazione della legge di stabilità affinché possano essere recepiti dal Governo e approvati.

 

"Si tratta di tagli alle risorse necessarie alla Provincia per fornire servizi fondamentali quali gestione, manutenzione e messa in sicurezza di strade, scuole e ambiente – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – per applicare la Legge Delrio è necessario allentare la morsa della Legge di Stabilità".

E un appello al Governo arriva anche dai sindaci del territorio bresciano, che, nell’ultima Assemblea, riunitasi lo scorso 20 novembre, hanno sottoscritto la mozione o fatto pervenire successivamente la loro adesione nella quale si chiede al Governo di intervenire rispetto ai tagli economici previsti dal Disegno di Legge di Stabilità 2016, licenziato dal Consiglio dei Ministri.

A oggi hanno firmato la mozione 153 comuni, tra cui quello di Brescia, rappresentativi di 1.014.766 abitanti. Hanno siglato il documento anche i Presidenti di tutte le 5 Comunità Montane del territorio.

"Numeri – ha concluso il Presidente Mottinelli – che dimostrano la massiccia adesione da parte del territorio nel chiedere che, in conversione in Legge della manovra economica 2016 – 2018, vengano introdotte modifiche sostanziali essenziali, tali da consentire alla Provincia di disporre delle risorse necessarie per assicurare la piena copertura del mantenimento dell’erogazione dei servizi essenziali".

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UN COMMENTO

  1. Al Mottinelli che non può più “mantenere i servzi essenziali” vorrei chiedere che fine ha fatto l’analisi avviata con una società esterna in gennaio in merito ai 160 milioni di euro in strumenti derivati (interest rate swap) sottoscritti nel 2006 dall’allora Presidente Cavalli e che, costati solo nel 2014 5 milioni di interessi alle esangui casse provinciali, rappresentano una delle incognite più gravi da qui sino al lontano 2036. Partiamo da quello che si può fare qui e subito, come valutare esattamente il costo di estiznione di quei contartti capestro.

  2. Decreto n.359 del 2017 a firma del Presidente Mottinelli: la risposta c’è, c’è un po’ meno una buona notizia. Infatti, la Provincia di Brescia ha ufficialmente intentato un’ azione giudiziaria nei confronti di Dexia e Deutsche Bank, cioè i “venditori” dei due contratti di derivati, che sarebbero colpevoli di inadeguate informativa, carenza di advisoring e di trasparenza nell’ operazione. A parte il costo dell’azione legale, la parcella dell’avvocato incaricato (75.000 euro già anticipati insieme a spese varie e una cifra stratosferica da pagare percentualmente in caso di esito favorevole dell’azione), la durata della causa, l’ipotesi transattiva e le percentuali di successo, non capiamo perchè non si valuti l’estinzione dei finanziamenti e l’accensione di altri finanziamenti meno rischiosi con Cassa Depositi e Prestiti. Cioè con chi, già allora, ci avrebbe dato i denari per finaziarci. Non era magari prevsita l’estinzione anticipata ? E allora arriviamo al dato politico: chiediamo a Mottinelli perchè l’azione non sia rivolta anche contro chi prese nel 2006 l’infausta decisione (la Giunta Cavalli e i dirigenti resposnabili dei procedimenti) in assenza di chiarezza, trasparenza, conoscenze e professionalità pubbliche. Forse perchè i forzisti di oggi sono al Governo della Provincia con lo stesso Mottinelli ? Trattasi di denaro pubblico, 160 milioni, non dimentichiamolo.

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