Caso Pecorelli, il Fatto: rettore non si dimette, ma è in pensione e non ha decreto di nomina

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Il rettore dell’Università di Brescia, Sergio Pecorelli – accusato di abuso d’ufficio per un incarico conferito alla segretaria dell’ex ministro Gelmini e, pochi giorni prima, sospeso dall’agenzia del farmaco per “conflitti d’interesse” – fa sapere di non voler lasciare la poltrona. Eppure – scrive il Fatto quotidiano on line in un articolo di Andrea Tornago – da più di un anno il professor Pecorelli è in pensione e siede sullo scranno più alto dell’ateneo bresciano senza un decreto di nomina.

Della questione è stato investito nel febbraio scorso l’Ispettorato per la funzione pubblica presso la Presidenza del Consiglio e numerosi esposti sono finiti sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Brescia. A suo favore, precisa il Fatto, solo un parere del ministero.

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  1. L’articolo dice: “il Rettore fa sapere di non voler lasciare la poltrona”. Chiaro, si tratta di poltrone non di incarichi. Magnifico, il Rettore, fino all’ultimo…

  2. E’ in pensione e non ha nemmeno un decreto di nomina ? Quindi, tutte le mattine anizchè andare al parco e sedersi su un panchina a leggere un buon libro, preferisce andare in Università, entrare nell’Ufficio del Rettore e darsi da fare per rappresentare un’Istituzione pubblica. Ahooo ?!

  3. Pestato i piedi a qualcuno ? Si parla di assunzione della segretaria personale dell’ex Ministro Gelmini e Pecorelli è Rettore dal novembre 2010, quando Ministro (dal 2008 al 2011) dell’Istruzione, Università e Ricerca era Mariastella Gelmini, per giunta bresciana pure lei. In più, la sgeretaria assunta a Brescia all’Università, fu prima segretaria dell’AIFA, dove Pecorelli è Presidente da tempo, riconfermato nel 2014. Ma, a proprosito, cosa ne dice la gelmini ?

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