Rolfi (Lega) rilancia: vietare il burqa anche nei musei come a Venezia

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"Un plauso alla presa di posizione del prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, che si è espresso in modo chiaro e netto, ribadendo il divieto d’ingresso nei musei della città lagunare a volto coperto. Sarà mia premura presentare un’altra interrogazione in Consiglio regionale al Presidente Maroni per chiedergli di sollecitare i prefetti lombardi a seguire l’esempio del loro collega di Venezia."

Questo il commento del vice capogruppo in Regione Lombardia, Fabio Rolfi, propositore nei giorni scorsi di norme più rigide per l’ingresso nelle strutture di competenza regionale per chi indossa burqa o indumenti atti a celare il volto.

"Questa notizia dimostra, caso mai ce ne fosse stato bisogno, che la mia proposta era più che motivata, sia per ragioni di sicurezza che per motivi di puro buon senso. A questo punto però non posso fare a meno di domandare al segretario del Pd lombardo Alfieri, se anche il prefetto di Venezia sia affetto da ‘ossessione ideologica’, giusto per citare le parole dell’esponente democratico riferite alla Lega Nord."

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UN COMMENTO

  1. Concentratevi un attimo. Sentenza del Consiglio di Stato (la 3076 del 19 giugno 2008) che recita: “Il nostro ordinamento consente che una persona indossi il velo per motivi religiosi o culturali; le esigenze di pubblica sicurezza sono soddisfatte dal divieto di utilizzo in occasione di manifestazioni e dall’obbligo per tali persone di sottoporsi all’identificazione e alla rimozione del velo, ove necessario”. Si tratta dell’ultimo riferimento i ordine temporale della giurisprudenza che tiene conto della legislazione vigente. Allora, cosa vuole i questo caso Rolfi, se non insistere con le sue motivazioni evidentemente solo discriminatorie e propagandistiche ?

  2. Meno male c’è ancora qualcuno che è sensibile verso i diritti di noi cittadini italiani e delle nostre tradizioni ormai calpestate da tutti anche da chi straniero non pare avere fino a che non acquisisce cittadinanza come da art.3 costituzione pari dignità sociale e uguaglianza davanti alla legge sempre che la costituzione non sia diventata un optional.La Francia ha vietato già i burqa e Niqab da tempo e da loro le leggi vengono controllate preventivamente dal Consiglio Costituzionale che ha stabilito che la legge che vieta burqa e niqab è conforme alla Costituzione francese e protegge l’ordine e la sicurezza: Non contenta una musulmana francese si è rivolta alla Corte Europea Diritti dell’Uomo che fortunatamente ha stabilito che la dissimulazione del volto rendendo difficoltoso il rapporto con gli altri, lede il diritto altrui di viverein uno spazio dove la vita comune è facilitata: Se anche i diritti inviolabili dell’puomo non sono un optional, allora burqa e niqab andrebbero vietati non solo in Francia, ma anche in Italia e in tutta Europa o no? A chi spetta tutelare i nostri diritti>? Al Sindaco? Al Prefetto? Allo Stato? Lo facciano subito allora!

  3. Il testo del 2008 è obsoleto la situazione attuale non ci permette di lasciare mummie bendate e coperte da capo a piedi che girano tra noi senza essere riconoscibili! Adattati ale leggi di chi vi ospita.

  4. Apprezzabile l’iniziativa della Regione Lombardia. Pare però che riguardi solo gli uffici pubblici e gli ospedali oppure no? E i negozi? Come si devono comportare i negozianti quando entrano queste persone? Devono chieder loro di togliersi il velo che copre il volto per non discriminare gli altri clienti oppure se lo fanno si trovano poi una denuncia sul banco per discriminazione razziale e religiosa? Il Ministro della giustizia che ha detto in TV che la legge che vieta i burqa c’è già e va rispettata non dovrebbe fare chiarezza? Come mai invece non ne parla piu’ e nessuno glielo chiede?

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