Giubileo bresciano, la Porta della misericordia della Cattedrale si aprirà domenica

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Il Giubileo bresciano, con l’apertura della Porta della misericordia inizierà ufficialmente domenica 13 dicembre alle 18,30. A quell’ora la Porta della misericordia, che nella nostra Diocesi sarà unica e sarà quella della Cattedrale, rimarrà aperta fino al 20 novembre 2016, data di chiusura ufficiale del Giubileo.

A tal proposito, e per gestire il pellegrinaggio dei fedeli alla Porta della misericordia, è stato attivato dal vescovo di Brescia, Luciano Monari, una Segreteria del giubileo collocata nella Curia Diocesana (per info contattare lo 030 37221).

Solo il passaggio dalla Porta della misericordia sarà soggetta al pellegrinaggio dei fedeli, mentre sono diverse le chiese e i santuari dislocati nella nostra provincia che verranno considerati chiese giubilari, dove si potrà ascoltare l’annuncio della misericordia di Dio, farne esperienza attraverso la celebrazione della Riconciliazione e ottenere l’indulgenza.

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  1. Possibile che quasi nel 2016 si credano ancora a ste c…… ? Ma la gente non ci pensa che se il Dio esiste non ha certo bisogno della chiesa ? Robe da matti

  2. Monari, quante volte intendi passare quelle porte per cancellare i tuoi peccati derivanti soprattutto dalla tua incapacità di gestire le situazioni? Bel modo di cancellarsi le colpe… Meditate gente, meditate…

  3. Più o meno funziona così. Poi sai ognuno ha la propria coscienza e quindi tutto diventa “soggettivo”. Intanto chi fa del male, per la chiesa, rimane impunito, e se lo fa lei, ancora meglio. Capito?

  4. Una volta te li chiedevano chiaramente, oggi, se vai a visitare quelle chiese e passi oltre quelle porte, senz’altro c’è la cassetta delle offerte e sicuramente 9 casi su dieci si lascia qualcosa… Se poi vuoi che il clero preghi per te allora fai un’offerta consistente e otterrai quello che vuoi…

  5. Papa nel continente più complicato e delle contraddizioni nel cuore dell’Africa. La cura contro la guerra, la cura per la misericordia. Una grande opportunità dal punto di vista storico di andare contro tendenza.
    Oggi siamo dominati da questa concezione ad una risposta al terrorismo agli orrori che ci circondano con risposte militari. Il tentativo di Papa Francesco, sia quello di universalizzare un messaggio d’altro tipo, di misericordia ed anche dal coraggio di esposizione al pericolo, sia per testimoniare quella che è una logica di tipo diverso, come una rivendicazione del Cristianesimo, come “una religione buona” della pace. Io, direi non soltanto buona, ma che abbia la capacità di entrare chiaramente, e politicamente all’interno dei grandi conflitti, di portare una parola di controtendenza. “Ama il tuo nemico” è in fondo la frase più paradossale del Vangelo, significa rovesciare quelle che sono le logiche identitarie, che scattano automaticamente in tutti nei momenti di crisi, bisognerebbe poter rileggere ogni tanto “Varcare la soglia della speranza un saggio scritto da Papa San. Giovanni Paolo II e dello scrittore e giornalista Vittorio Messori, effettivamente è la rivoluzione dei buoni. Il viaggio di Bergoglio, rappresenta l’apice di questo pensiero. Non scordiamoci la grande forza dei Gesuiti, il loro coraggio! Egli stesso un gesuita chiamato Francesco e in esso incarnato. Questo viaggio è una grandissima sfida!
    E’ l’inizio del Giubileo, quindi il Papa ha voluto essere due volte provocatorio! La prima volta perché certamente decide storicamente di aprire il Giubileo non dalla porta santa della basilica di San Pietro, che aprirà poi l’8 dicembre festa dell’immacolata, ma dalla periferia, partendo dalle zone di conflitto e di povertà. Due volte provocatorio per la scelta del tema perché il tema della misericordia non è un tema solo Cattolico o Cristiano, ma è anche un tema che unisce molte religioni, tra cui gli Ebrei e comprende anche il mondo musulmano “Allah è Grande e Misericordioso”, tant’è vero che il Papa è andato a visitare la Moschea in un ambiente difficile, anche dal punto di vista della sicurezza.
    Mi permetto comunque di fare un controcanto alla platea di questo giornale, per dire che è anche un messaggio rivolto all’interno della Chiesa, in quanto il Cristianesimo è stato anche portatore di odio, di divisioni e non solo di crociate, pensiamo allo scontro con l’oriente, vedi Costantinopoli e, dunque significa anche Giubileo, riflessione all’interno degli errori e di “mea culpa!”
    Il Papa si sta muovendo non solo come uomo della Chiesa, ma anche laicamente come grande ambasciatore di un occidente che ha dei limiti su alcuni fronti diplomatici. Con la sua visita a Cuba, è riuscito a smuovere il problema dell’embargo attivo da oltre 60 anni, abbiamo visto che Giovanni Paolo II, fu uno dei promotori per avvicinare al resto dell’Europa l’est europeo sulle tracce del Beato Papa Paolo VI, che di fatto per primo ha ripreso il dialogo verso l’oriente, verso l’est Europa e verso gli Stati Uniti.
    Quindi questo ruolo del papato, in questo momento difficile, perché l’Africa non è immune dal problema del terrorismo, dal problema di tensione di matrice Islamista, non Islamica, non è un caso che il Papa, abbia più volte detto che siamo in un dedalo di terza guerra mondiale, -non per motivi politici- ma per togliere subito i dubbi al pensiero che il terrorismo non è di matrice né religiosa, né islamica. Non è il Cristianesimo contro l’Islam, ma è l’Islam che viene utilizzato purtroppo per scopi terroristici.
    Il Cristianesimo stesso deve capire che, la violenza non è soltanto altrui ma anche propria, e che quindi è il compito che ogni religione, così come ogni cultura e anche la democrazia stessa deve avere.
    E’ tempo che seguendo le scosse che Papa Francesco sta dando alla cristianità e al deposito umano delle religioni, anche per noi cattolici democratici sia arrivato il momento di ripensare al tema dell’ispirazione cristiana, del fare politica e pertanto di ridefinire il concetto di laicità. In questo Giubileo delle periferie tutte le diocesi saranno invitate a celebrare sul territorio per aprire le porte sante, il filo comune di tanti luoghi delle nostre grandi e piccole Città, luoghi della misericordia le carceri, gli ospedali, l’Università Statale degli Studi di Brescia, le case di riposo, scrigno di sofferenza, abbandono e di futuro. Mia madre è la Chiesa mio padre è lo Stato.
    Celso Vassalini

  6. Non credi che prima di affrontare grandi temi, dai risvolti complessi e dai risultati dubbi, non sia prima il caso di sistemare i problemi interni della chiesa? Ma non solo quelli del vaticano, partendo invece dalle periferie? Cominciando ad eliminare vescovi che non hanno autorità e che non vogliono intervenire sui loro parroci quando palesemente sbagliano e sbagliano ai danni della gente? Ridimensionando le condizioni di vita del clero, quasi sempre in dimore dorate, ed eliminando tanta materialità che vige nelle nostre parrocchie? Analizzando e conoscendo a fondo i preti della diocesi e quei, pochi, che vogliono diventarlo, invece di non sapere niente ed accettare tutto e tutti? Forse così, in maniera meno eclatante, si comincerebbe a dare un esempio al prossimo che oggi proprio manca. E di proclami e grandi eventi siamo tutti stufi, sappiamo che alla fine non portano a niente!

  7. Speriamo che la finiscano alla svelta questa storia del giubileo e che la gente non creda ancora a queste fandonie. Abbiamo problemi molto più seri…

  8. Chissà perchè quando sei in difficoltà e hai bisogno tu, loro non ci sono mai, le loro porte le trovi sempre chiuse, e se hai il coraggio di bussare al vescovato esci con la strana sensazione di sentirti umiliato, trattato da pezzente e con la convinzione di non essere nemmeno l’ultimo dei loro pensieri.

  9. Monari, tu non hai nessuno con cui riconciliarti? O sei, come sempre, vittima dei cattivi che ti fanno osservare le tue mancanze?

  10. Perchè la porta del giubileo di tutte le chiese, canoniche e vescovati, a cominciare dal vaticano, visto che è stato il Papa ad inaugurare il giubileo, non si aprono concretamente ai tanti bisognosi?

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