Bomba Polgai, sindacati della polizia: servono con urgenza uomini

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"I fatti di questi giorni ci stanno dando tristemente ragione, purtroppo ogni struttura dello Stato deve essere ritenuta un possibile bersaglio, fortunatamente l’ordigno esploso a Brescia non ha causato vittime ma solo danni alle cose". Così i sindacati della polizia di stato, in una nota congiunta, commentano i fatti di venerdì, quando intorno alle 4.30, è stata fatta esplodere una bomba di fronte alla scuola della Polgai. I sindacati ribadiscono che c’è anche un problema di carenza di organico e che la chiusura di uffici non aiuta la situazione, ma la aggrava.

DI SEGUITO IL COMUNICATO INTEGRALE

Sono ormai anni che le nostre O.S. continuano a dichiarare in tutte le sedi ed a tutti i livelli che l’apparato della sicurezza è sotto organico e che la dotazione di materiale non è sufficiente a garantire un adeguata sicurezza sia per il cittadino che per gli operatori di polizia.

I fatti di questi giorni ci stanno dando tristemente ragione, purtroppo ogni struttura dello Stato deve essere ritenuta un possibile bersaglio, fortunatamente l’ordigno esploso a Brescia non ha causato vittime ma solo danni alle cose.

I limiti della Polizia di Stato in questa provincia sono ormai tristemente noti, purtroppo sono limiti non dovuti alla volontà degli operatori o dei vertici provinciali.

Per quanto possibile, data la cronica carenza di uomini (soprattutto degli Ufficiali di P.G. che compromette il buon funzionamento delle strutture di Polizia), si cerca di garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini ma quando le risorse sono poche inevitabilmente i problemi non possono essere risolti.

Ogni Ufficio di Polizia della Provincia ha una carenza di organico più o meno grave e sicuramente la soluzione non è quella di chiudere/accorpare Uffici per reperire personale come preannunciato più volte e fortunatamente bloccato tramite un’attenta azione sindacale, ma bensì quella di potenziare tutti gli Uffici esistenti per poter rafforzare la presenza sul territorio (vedasi chiusure previste da parte del Ministero per la stradale di Salò, Iseo e la Polizia di Frontiera di Montichiari).

I limiti si vedono quando vengono portati attacchi diretti alle istituzioni come l’ordigno posto davanti alla Scuola di Polizia di Brescia, una struttura che era all’avanguardia per l’insegnamento ma che nel corso degli anni ha vissuto una diminuzione costante nel personale assegnato, con la conseguenza che al momento vi sono poco più di trenta operatori.

Una situazione che deve essere risolta non con operazioni “tampone” e di “facciata” mettendo alcuni militari a presidiare un edificio od una piazza. La sicurezza và garantita ovunque non solo nel salotto bello della città ma in ogni via e per ogni cittadino.

Servono con urgenza uomini per aumentare i servizi investigativi (quelli deputati a bloccare gli eventi prima che accadano, magari con ben più tragiche conseguenze) e per intensificare la presenza sul territorio di personale in divisa nonché mezzi adeguati a contrastare ogni tipo di evenienza.

Non si può continuare ancora per molto con queste carenze e con direttive che giungono dal centro in cui viene richiesto di aumentare la sicurezza ed aumentare i servizi.

La sicurezza reale e percepita dai cittadini si basa sulla presenza fisica dei poliziotti, servono uomini e non proclami.   

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