Deputato in trasferta da Crema a Pontoglio per sbullonare i cartelli della polemica

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Da Crema a Pontoglio per “sbullonare il vergognoso cartello recentemente posizionato dall’amministrazione comunale”. Il cartello è quello delle polemiche sulla tradizione cristiana del Comune e la trasferta è quella del deputato di Sel Franco Bordo “Martedì 29 dicembre alle 11 sarò a Pontoglio in provincia di Brescia sulla strada provinciale 469 a sud del Paese in direzione Urago d’Oglio, per sbullonare il vergognoso cartello recentemente posizionato dall’Amministrazione Comunale con scritto: "Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana – Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene".

“E’ inaccettabile che un Comune italiano possa esporre un cartello così evidentemente escludente e discriminatorio, fra l’altro in palese conflitto con i valori della nostra Costituzione, che dovrebbe essere dovere di ogni istituzione pubblica tutelare e sulla quale anche il Sindaco di Pontoglio ha prestato giuramento – scrive in una nota il deputato di Sel – L’Amministrazione Comunale di Pontoglio con questa scritta dimostra, tra l’altro, di non aver ben compreso ne i valori di libertà e rispetto che sono la base e la forza della convivenza civile nel nostro Paese e in Europa, ne lo spirito di accoglienza e carità che appartengono alla tradizione cristiana. Per questo come Parlamentare della Repubblica sento come mio dovere andare a rimuovere un messaggio così evidentemente discriminatorio e incompatibile con la civiltà del nostro Paese”.

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UN COMMENTO

  1. Carità cristiana non significa sottomissione agli immigrati di altre religioni. La sinistra pensa davvero di riuscire ad indottrinare con l’ideologia marxista questa gente?

  2. Pd e Sel, come sempre, creano polemiche con minutaglie, a scapito dei problemi veri. Evidentemente quelli veri e gravi non li sanno affrontare e quindi si perdono con Pontoglio…

  3. Basta attingere dalla kultura di sinistra per trovare tante belle favolette condite ad hoc per raccontare la loro “storia”… Dall’unità d’Italia, al fascismo, alla prima repubblica, ad oggi…

  4. Occupatevi dei problemi seri (ambiente, disoccupazione, anziani, pensioni, jobs act, infrastrutture, riforme, banche, ….), state al parlamento a discutere e ragionare su queste cose, cosa perdete tempo sui cartelli… Che poco rispetto verso chi ha questi problemi…

  5. Spero che il deputato mantenga la promessa e vestito di coraggio faccia questo gesto da solo , senza aiuti e senza i media… Ma già so che è un ciarlatano ambizioso e codardo che ha necessità solo di farsi pubblicità…

  6. Solo questi gesti sono capaci di fare certi deputati? Riforme no? Eppure sono strapagati per questo, non per andare in un paesino della provincia a fare gesti eclatanti a caccia di voti. Siamo sempre al punto di partenza: Italia, dal 1861 paese dei furbi e dei politicanti!

  7. Si, vabbè, magari anche il sindaco potrebbe occuparsi dei problemi e delle questioni serie che riguardano il paese che amministra, anziché pensare ad attaccare cartelli che recano scritte, che solo un mentecatto può pensare di vergare.

  8. Il sindaco risponderà ai suoi cittadini, non preoccuparti. Che si scomodi un deputato per un paesino di provincia e per dei cartelli ha del grottesco e dimostra che per queste quisquilie vengono dal parlamento, perchè è più facile parlare con la pancia, mentre per problemi seri ed importanti invece non parlano col cervello e non si scomodano. Quindi più italietta di così…

  9. Il sindaco risponderà ai suoi cittadini, non preoccuparti. Che si scomodi un deputato per un paesino di provincia e per dei cartelli ha del grottesco e dimostra che per queste quisquilie vengono dal parlamento, perchè è più facile parlare con la pancia, mentre per problemi seri ed importanti invece non parlano col cervello e non si scomodano. Quindi più italietta di così…

  10. Chissà, andando avanti di questo passo può anche darsi che si scomodi Monari e venga a Pontoglio per fare una Messa contro gli esorcismi. Ma, a pensarci bene, penso che non verrà, lui non è eletto da nessuno e quindi che si sporca le mani a fare?

  11. Il rispetto deve essere per tutte le culture. Chiedere il rispetto solo per una é incivile. Meritiamo più rispetto noi? E perché? Chi offende una persona che ha credenze e abitudini diverse dalle mie, offende anche me. Siamo tutti uguali.

  12. Deve esserti andato di traverso il latte, allora. Il rispetto deve essere per tutti, non solo per te. Chi offende un buddista offende anche me e te, che buddisti non siamo (io no, magari tu, non so).

  13. Il mio potrà essermi andato di traverso ma poi mi sono ripreso; il tuo invece dev’essere stato latte artificiale, quello che non ti ha mai fatto capire che quando vai in casa d’altri prima cosa devi entrare in punta di piedi e rispettare le regole della casa che ti ospita. Se poi non ti piacciono o non le condividi sei libero di tornare nella tua.

  14. MA dove l’hanno preso il latte che ti hanno dato da piccolo? Il rispetto o é reciproco o non é rispetto. Se ho ospiti a casa il rispetto deve essere loro nei miei confronti ma anche mio nei loro. Se hanno abitudini particolari cerco di andare incontro a loro e loro faranno lo stesso nei miei confronti. Non accolgo chi viene a casa mia con un cartello con la scritta “rispetto o fuori dalle palle”. Ma dove vivi? nella giungla?

  15. Evidentemente oltre che artificiale te l’hanno dato anche avariato: è logico che il rispetto è reciproco ma, prima di tutto, quando uno viene a casa mia sta alle mie regole ed alle mie abitudini. Cercherò di venire incontro a loro per un po’, poi, come sai, siccome sono ospiti, sanno anche che devono andarsene, altrimenti, diventano come il pesce, dopo tre giorni puzza. Perchè, come sai, quando si trattengono troppo diventa difficile, per tutti, la convivenza e allora non è più ospitalità. Diventando convivenza si creano anche dei doveri che vanno rispettati. Quali doveri? Quelli del posto nel quale sei andato.

  16. A me invece piace trovare un cartello che mi dice che la casa o il posto ha queste regole: mi sento più tranquillo e più a posto perchè so come mi devo comportare. Un po’ come quando in certi posti del Trentino ti dicono di non buttare le carte in terra, non raccogliere funghi, fiori, ecc. Mi dà un senso di “patti chiari”.

  17. Per 1421: ma tu inviti cani e porci a casa tua o persone a te gradite? Io quelle a me gradite e se qualcuno che ho invitato non mi è gradito, di sicuro non rinnovo l’invito. E se il mio ospite non si trova a suo agio a casa mia cercherà di andarsene il prima possibile e di sicuro non tornerà, ti pare?

  18. I primi da allontanare sono i razzisti, che sono contro la nostra tradizione di popolo accogliente. Chi non ci rispetta, fuori dalle palle.

  19. La nostra attitudine di fondo, che ci viene dal cristianesimo, é l’amore per il prossimo e l’accoglienza. Chi é razzista é una pecorella smarrita che va recuperata, non cacciata. Curata con la forza dell’amore ma, se serve, anche la l’amore della forza. Buon Natale a tutti, a tutte le genti, da ovunque provengano.

  20. Questo sarebbe come dire: chi è babypensionato e riceve rendite dallo stato da decenni rispetta le nostre tradizioni? Come chi sfrutta le badanti, i lavoratori, chi inquina, i preti che sperperano il denaro, che non fanno la carità e che non rispettano il Vangelo, i politici con i loro vitalizi. E se cambiassimo le tradizioni? Non sarebbe più opportuno cambiare queste situazioni invece?

  21. Questo sarebbe come dire: chi è babypensionato e riceve rendite dallo stato da decenni rispetta le nostre tradizioni? Come chi sfrutta le badanti, i lavoratori, chi inquina, i preti che sperperano il denaro, che non fanno la carità e che non rispettano il Vangelo, i politici con i loro vitalizi. E se cambiassimo le tradizioni? Non sarebbe più opportuno cambiare queste situazioni invece?

  22. Finite le pseudoargomentazioni sull’ospitalità (nel senso che è stato smentito sempre), il commentatore adesso si butta sui concetti cristiani di amore per il prossimo e accoglienza. Peccato che chi predica questi concetti nella vita reale non li applica. Infatti basta partire dal clero e sono subito spiegati i motivi della non assimilazione nei millenni di tali concetti anche da parte del popolo. Ed è per questo che le tradizioni poi si sono esplicitate, nel popolo, con le regole del buon senso, mentre per preti e vescovi sono rimaste ancora astratte e fonte di imbarazzanti controsensi tra ciò che dicono e ciò che fanno (anzi che non fanno)!

  23. I sedicenti difensori della civiltà occidentale e della profonda tradizione cristiana vengono smentiti dal rappresentante locale della civiltà cristiana che parla, riferendosi a loro, di “cuori pieni di marciume”. Ma loro non si fermano, loro sono più avanti, sono oltre….

  24. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nel tuo occhio, caro rappresentante locale della civiltà cristiana?

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