Alimentari, Confartigianato: nelle festività i bresciani hanno speso il 20% in più del 2014

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Grazie a cenoni e feste celebrate con i propri cari, cresce la spesa per prodotti alimentari e bevande delle famiglie bresciane, con le vendite al dettaglio di prodotti alimentari superiori del 21,2% alla media mensile dell’anno.

L’Osservatorio di Confartigianato stima che la spesa di prodotti alimentari delle famiglie della provincia di Brescia a dicembre 2015 sarà di 297 milioni di euro, pari a 52 milioni di euro in più del consumo medio mensile. Il consumo annuo per gli alimentari in questo territorio ammonta invece a 2.946 milioni di euro. Stabile il numero di imprese artigiane attive nel settore alimentare a Brescia: sono 1.736 (al III° trimestre del 2015), lo 0,1% in più rispetto ad un anno prima. Per comparto, la maggior parte di esse sono rappresentate da pasticcerie, panifici e gelaterie (821, +0,9%); servizi di ristorazione e cibi d’asporto (721, -1,4%); aziende attive nella lavorazione e conservazione di carne (60, +3,4%); pasta (41, 2,5%); industria lattiero casearia (16, +23,1%); vini, distillerie e birra (15; +15,4%).

Per il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti: "I prodotti alimentari bresciani sono vere eccellenze del territorio, lavorati da artigiani che credono in quello che fanno e da imprese che si sono dimostrate pronte a intercettare l’impennata dei consumi durante le ultime festività. Una dinamica positiva per la prima volta dopo 8 anni di cali consecutivi che ci fa ben sperare”.

A livello lombardo, il 16,6% della spesa media mensile familiare per beni e servizi è destinato ai prodotti alimentari e alle bevande, pari a 461 euro al mese per famiglia. A pesare maggiormente nel carrello della spesa dei lombardi sono i prodotti della carne, il 22,7% della spesa alimentare mensile, pari a 105 euro per famiglia. Seguono frutta e verdura per il 18,6%, pari a 86 euro per famiglia, quindi pane e cereali per il 17,1% (79 euro), latte, formaggi e uova per il 13,7% (63 euro), bevande per il 9,9% (46 euro), pesce per il 7,1% (33 euro), zucchero, caffè e drogheria per il 7,4% (34 euro) e infine oli e grassi per il 3,5% (16 euro).

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