Speleologa ferita intrappolata a meno 150 metri. La salva il Soccorso alpino

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Si sono concluse questa mattina le operazioni di recupero di E.C., la speleologa che ieri pomeriggio si era infortunata mentre stava esplorando la grotta “Omber en banda al bus tra le taere de la vai surde a matina” nel territorio di Serle. I tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico appartenenti alla IX Delegazione del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo, coadiuvati da due medici del Cnsas specializzati in interventi in ambiente ostile, hanno portato la barella all’ingresso della grotta alle ore 07:35. I medici del Cnsas stanno ora valutando le condizioni dell’infortunata in una tenda allestita all’esterno della grotta prima di affidarla ai sanitari del 118 che la trasporteranno in ospedale per le ulteriori cure.

Nel tardo pomeriggio di sabato, la speleologa E.C. era stata colpita da una scarica di sassi mentre percorreva un pozzo a 150 metri di profondità. Alcuni dei suoi compagni di escursione sono risaliti per dare l’allarme tramite il numero unico di richiesta soccorso 112 specificando che si trattava di un incidente speleologico. Immediato l’intervento del Soccorso alpino, che ha portato a successo il difficile intervento.

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  1. A onor del vero va detto che il Soccorso Speleologico ha collaborato ed è stato supportato dai SAF dei Vigili del Fuoco, giunti tempestivamente sul posto e fra cui spiccano veri professionisti speleologhi, nonché grandi conoscitori della zona in questione.

  2. Questi interventi li farei pagare. Hai una passione? Ok. Non devi mettere in pericolo anche quelli che ti devono venire a salvare.

  3. Un plauso al soccorso spelologico! Un calcio nel deretano al trombettista qui sotto! La passione della speleologia e’ da apprezzare e da incentivare. Molto meglio pagare per chi soccorre gente sana e intellettualmente vivace che dei pirla che si stampano in strada perche’ guidano come dei delinquenti (giusto per fare un esempio che certamente non ti riguardera’ caro traghettatore di anime).

  4. Io non sono del tutto contraria a fare pagare gli interventi. A questo punto però effettivamente dovrebbero pagare sia le vittime dei loro hobbies che chi provoca un incidente stradale. Dovrebbe farlo chiunque metta in pericolo la vita degli altri.

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