Comunità Shalom a processo, suor Rosalina scrive al Papa e a Mattarella

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Non si arrende suor Rosalina Ravasio, la fondatrice della comunità “Shalom” di Palazzolo, che il 5 maggio prossimo si dovrà presentare in un aula del Tribunale di Brescia insieme ad altre 41 persone per rispondere di maltrattamenti sugli ospiti della struttura, 180 uomini, 100 donne e 24 mamme con i loro bambini, tutti affetti da tossicodipendenza. Non si arrende e scrive una doppio missiva a papa Francesco e al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nella lettera suor Ravasio spiega tutte le attività che si svolgono all’interno del centro di recupero sottolineando inoltre che la struttura è stata costruita dagli ospiti durante il loro periodo di degenza nel centro e dai circa 2 mila volontari che si sono alternati in questi anni. Nella lettera suor Rosalina chiede al Papa e a Mattarella di pregare per la comunità che ha fondato e invita chiunque voglia a visitare il centro. Questo per provare a dimostrare che non ha nulla da nascondere e che le accuse di maltrattamenti (negato il permesso di uscita a chi diceva di essere guarito, ma anche privazione del sonno e lavori per molte ore) non la riguardano.

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  1. Suor Ravasio spiega un una lettera come si svolgono le attività del suo centro al Papa e al Presidente della Repubblica e invita tutti a visistare il centro ? Legittimo, ma è lei che, come persona e come prevede il Codice Penale, ad essere stata rinviata a giudizio e che deve rispondere davanti alla legge dei reati a lei ascritti. Si difenda e in sede processuale dimostri le sue ragioni, la sua estraneità, la sua innocenza. O no ?

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