Bcc, Borghesi (Lega): l’idea di Renzi smonterebbe il sistema creditizio bresciano

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"Sono preoccupato per il sistema creditizio del nostro territorio essendo centrale, a Brescia e nella nostra provincia, il ruolo del credito cooperativo, che ha permesso nel corso degli anni di accompagnare uno sviluppo economico ed industriale importante. Pensare di snaturare le BCC vorrebbe dire peggiorare l’accesso al credito delle imprese bresciane – tuona il deputato della Lega Nord, Stefano Borghesi – Ma purtroppo temo che l’annunciata riforma delle BCC che Renzi sta per partorire sarà l’ennesima mazzata all’economia dei nostri territori, perché se le BCC fossero costrette a trasformarsi in banche popolari o a maxi-aggregazioni si snaturerebbe il loro legame con i territori”.

Questo il timore di Borghesi, che ha paura che “Renzi voglia strumentalizzare il momento di crisi del sistema bancario per smontare il sistema delle BCC, che stia montando un polverone mediatico contro le banche più piccole, giocando sulle paure dei risparmiatori, per poi portare un attacco politico ad un sistema che oggi sfugge al suo controllo in quanto legato a poteri locali e a dinamiche di ordine storico e sociale collegate ai territori. Da uno come Renzi che salva Banca Etruria, lasciando sul lastrico migliaia di risparmiatori truffati senza che i responsabili vengano puniti, non ci aspettiamo nulla di buono. Per questo non appena il decreto sarà varato vigileremo affinché vi sia una riforma reale delle BCC che ne preservi le peculiarità e, allo stesso tempo, garantisca una maggiore sicurezza per i risparmiatori, perché vogliamo tutelare le BCC della Lombardia e i cittadini lombardi”.

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UN COMMENTO

  1. Borghesi non mi pare che le BCC abbiano brillato per gestione trasparente e grandi risultati….basta vedere i prestiti facili e illimitati concessi negli scorsi anni ai trampolanti del mattone. Mentre agli onesti piccoli imprenditori veniva chiusa la porta in faccia

  2. Alcuni quesiti sulle BCCB: il valore delle azioni è dato da cosa visto che non sono quotate e nemmeno hanno un mercato secondario? Le obbligazioni emesse da tali banche che mercato hanno? Tante banche piccole vuol dire tanti consigli di amministrazione e tanti direttori (pagati) alle spalle dei correntisti, oltre a tanti posti nei consigli di amministrazione a politici locali (!), che infatti pagano in commissioni e minori rendimenti. Attendi che un sistema bancario senza controlli porta alla catastrofe…

  3. Premesso che la politica deve stare fuori dalle banche, e pur con tutti i problemi segnalati, meglio comunque le BCC bresciane di Banca Etruria….

  4. caro mvb l’argomento è delicato è non possiamo ragionare salvando il meno peggio (tipica logica italiana). Per il bene di tutti le BCC vanno riformate adesso prima che i casi banca etruria si moltiplichino

  5. L’unica riforma logica è che le BCC si trasformino in SPA ed escano dalle consorterie politiche e affaristiche locali, come per le banche popolari.
    Di sicuro la riforma in discussione non ha alcuna logica e non risolverà di sicuro i problemi delle piccole banche locali. Mettere tutto in un unico carrozzone centralizzato, può forse piacere a chi pensa che i problemi si risolvano così, ma di benefici a cittadini e imprese non ne arrivano di sicuro.
    E comunque caro gilberto, la mia non è certo la logica del meno peggio, ma la logica che vuole più mercato e meno politica. E se l’Etruria e le altre 3 banche sono saltate è proprio per le eccessive ingerenze della politica. Che nelle 3 ex-casse di risparmio nominava i vertici delle Fondazioni che poi nominavano gli amministratori delle banche.
    Detto questo, in provincia di Brescia ci sono alcune BCC che hanno risultati di tutto rispetto, sono cresciute nel tempo, hanno fatto la Banca come si deve.

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