Formazione professionale, il test di italiano obbligatorio per stranieri è legge

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Via libera ad emendamento della Lega Nord alla legge su “Istruzione, formazione e lavoro” relativo agli stranieri nei corsi di formazione professionale.

 

"L’immigrato che non conosce l’italiano non può seguire i corsi correttamente, ma soprattutto arreca un grosso danno, rallentando o addirittura bloccando l’apprendimento degli studenti, italiani e non, che invece conoscono la lingua", ha commentato il firmatario e vice capogruppo della Lega Nord, Fabio Rolfi.

L’ emendamento introduce una verifica di conoscenza linguistica, con apposito test. "Chi dimostrerà di non saper la lingua sarà obbligato a impararla, svolgendo un corso di italiano, parallelo alla formazione, durante l’anno scolastico. – ha aggiunto Rolfi – Abbiamo scelto quindi di tradurre questo principio inserendolo nella legge, proprio per non demandare ulteriormente alla lungimiranza dei singoli centri di formazione.”

 “Inutile nasconderlo, il lassismo di chi governa il Paese ha dimostrato che la vera e unica integrazione è quella muscolare, e passa dall’imporre a chi vuole rimanere sul nostro territorio regole precise a cui attenersi. – chiude Rolfi- La nostra è una norma di buon senso e chi non la vuole rispettare, scansando persino il dovere di imparare la lingua del paese ospitante, può tranquillamente tornarsene a casa propria.”

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UN COMMENTO

  1. Se non avessero una forte venatura tragica, questi soggetti sarebbero solo ridicoli. Ci tocca sentire queste baggianate da uno che sta in un partito il cui massimo dirigente si è, fra l’altro, distinto per avere affermato che “migrante” è un gerundio (Trasmissione “Virus” in onda su RAI2) ed avere scritto: “Le marcie non fermano l’Isis, non voglio che qualcuno si lavi la coscienza facendo una marcia di pace!”. Li ricordiamo, i senatori (senatori, l’élite leghista, non militanti di base qualche sezione sperduta) che sventolavano i aula cartelli recanti la scritta “Qual’è merce di scambio?”? Inutile dilungarsi sugli innumerevoli esempi di ignoranza linguistica regalatici dai leghisti; d’altra parte, cosa possiamo aspettarci da personaggi che su un loro volantino, diffuso in quel di Adro, hanno avuto la sincerità di scrivere, nero su bianco, “Noi stiamo dalla parte dei genitori e non dei cervelli!”? Come si potrebbe infierire, di fronte a tale tenerezza?

  2. Mi sembra il minimo che chiunque voglia studiare o lavorare in Italia conosca almeno la lingua italiana! Nessuno dice che debbano essere laureati, ma il minimo del minimo…. Anche i bambini italiani vengono bocciati alle elementari perchè invece un bambino che arriva in Italia e non sa parlare in italiano deve entrare direttamente in terza o quarta elementare solo in base all’età? Rallentando l’apprendimento di tutti gli altri bambini che già comprendono la lingua! Senza parlare del mondo del lavoro, della sicurezza ecc… Non sono leghista ma questa l’approvo

  3. Anche questo provvedimento non servirà a niente. Inutile mettere un corso parallelo di italiano nelle scuole per loro, come inutile dare il sostegno a chi è indietro. Semplicemente bisogna che ripeta l’anno. Se la scuola vuole tornare ad essere un luogo dove si imparano materie e discipline deve tornare selettiva. Oggi è il prolungamento dell’asilo e i risultati da decenni li vediamo: ignoranti in massa…

  4. Ogni tanto torna il sinistro radicalchic che bolla come ignorante e zoticone il leghista (concetto ormai trito e ritrito che non trova fondamento): a me pare che l’ignoranza regni in ogni parte politica e ad ogni livello, soprattutto quando è accompagnata da supponenza ed arroganza!

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