Caffaro, sono ancora un miraggio i soldi per la bonifica

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Non sono ancora arrivati i 50 milioni, quelli promessi un anno fa dal ministro dell’Ambiente per la bonifica della Caffaro. E’ ancora sconosciuta la data e anche la modalità. A fare il punto il sindaco Emilio Del Bono, che giovedì ha incontrato Gianluca Galletti a Roma: «il ministro aveva immaginato di ottenere i soldi dai fondi di coesione europei: questa disponibilità è rimasta in piedi – dice il primo cittadino al Corsera – ma devono capire qual è la modalità tecnica per reperire i fondi».

Intanto ci sono dubbi anche sul destino della «Fedeli» di Pisa, attiva nella fabbrica di via Milano, che avrebbe l’intenzione di spostare tutta la produzione, in Friuli. Se succedesse il ministero dell’Ambiente dovrebbe continuare a emungere migliaia di litri d’acqua, per evitare la contaminazione della falda, per una spesa annua da 700 mila euro. 

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  1. Come mai per salvare l’inutile disastro della Brebemi si sono subito trovati ben 360 milioni (oltre alle altre molte centinaia di milioni già predate dalla Cassa Depositi e Prestiti, alla faccia dell’opera interamente finanziata dai mitici “privati”) e per salvare la vita di chi è inquinato (sempre dai mitici “privati” che si sono arricchiti sulla pelle dei bresciani) non si trovano i soldi?

  2. Perchè dobbiamo salvare le opere, non dobbiamo valutare se sono utili o meno alla cittadinanza. E quindi dobbiamo salvare Brebemi, Metropolitana, Inceneritore, A2A, raccolta porta a porta, tariffe sempre più alte di acqua, luce, gas. L’importante è salvare loro. Non che le multiutility servano per dare dei servizi a basso costo ai cittadini e, se non servono, si chiudono. No, sarebbe troppo giusto così…

  3. Inutile dire che Tentenna e la sua giunta si erano gasati come pazzi del grande successone. Come pure la piadina in parlamento che per far nominare Moreni (sempre i soliti….) commissario delle bonifiche. Oggi scopriamo che siamo ancora all’inizio… nulla è stato fatto. Bravi Questo si aggiunge alla cavolaia della Cancellieri che con Del Bono annunciò.. tra 15 gg la soluzione del carcere. Mi sembra Tentenna che ne stai cantando tante. E’ questa l’aria cambiata?

  4. Le solite balle della politica. Tanto poi la gente si dimentica, vota lo schieramento, ed è sempre la stessa menata. D’altronde se non ci fossero gli schieramenti (destra e sinistra) dovremmo vedere i progetti e quindi è meglio continuare ad essere comunisti, fascisti, centristi, ecc… che fa più comodo e fa più “ideale”. Le cose concrete intanto aspettano…

  5. Ma il Sindaco Del bono aveva promesso nel programma che avrebbe bonifi ato la Caffaro. Bresciani riflettete sulle bugie del sindaci del fare.

  6. Moreni, commissario del Sito d’Interesse Nazionale Brescia Caffaro, nominato solo 6 mesi fa dal Ministro, non ha nulla da dire circa il suo operato? Nominandolo Galletti disse: “Entriamo cosi a tutti gli effetti in una nuova fase operativa per il Sin Caffaro. Dobbiamo accelerare nella bonifica di un’area molto delicata sotto il profilo ambientale, che ha bisogno di risorse pubbliche e del rispetto degli obblighi di bonifica da parte dei privati: su questo, la mia ordinanza chiarisce ogni responsabilità. Moreni, cui rinnovo i miei auguri di buon lavoro, può contare sulla massima collaborazione del ministero dell’Ambiente”. E lui, roboante, a settembre dichiarava: “Il Comune mi ha messo a disposizione sei valide persone. La nostra è un’unità di progetto che entrerà materialmente in funzione dal 28 settembre. Definiremo in tempi brevi le azioni da intraprendere, coinvolgendo tutti gli enti ma anche i saperi dell’università. Voglio un piano con delle priorità d’intervento e relativi costi”. Poi a dicembre ha scoperto che a Roma c’è la burocrazia.

  7. Sarebbe ora che gli Italiani smettessero di farsi prendere per i fondelli con le cantilene sui soldi che mancano per le necessità della popolazione: i soldi ci sono eccome, solo che lorsignori li sprecano per cose inutili, dannose e contrarie agli interessi delle persone. Per esempio, L’Italia spenderà circa 15 milioni di euro di fondi pubblici per ristrutturare i bunker dove saranno ospitate delle bombe atomiche di proprietà americana, in barba al Trattato di non proliferazione nucleare. Eppure gli Italiani si preoccupano e si accapigliano per l’immigrazione, per le leggi sui diritti civili e per qualsiasi arma di distrazione di massa sia loro propinata dai media.

  8. Del nono definì incapaci gli amministratori precedenti perché non erano riusciti a farsi finanziare la bonifica. Lui disse che in sei mesi massimo un anno avrebbe fatto tutto. Bene ne consegue che del bono è un incapace. E

  9. I Bresciani storicamente sono una popolazione che si rimbocca le maniche e la soluzione la trova e la esegue (gente pragmatica che va al sodo). Ora vanno con il capello in mano ed in ginocchio a Roma.

  10. Moreni conosce bene la burocrazia e Roma. Ci si dimentica che fu Direttore Generale di Brescia Mobilità quando la neonata partecipata fu consegnata nelle mani di Ettore Fermi per il Progetto Metrobus, la creatura ideata nel 1983 quando l’ormai oggi ottuagenario Presidente di Brescia Metro partrorì il mostro infrastrutturale divoratore di risorse economiche. Moreni, lì voluto allora da Corsini, seguì e vide tutto. Compresi i contatti con la “burocrazia romana” ed anche l’insipegabile accensione del mutuo trentennale con Cassa Depositi e Prestiti che si rivelò il primo dei cappi messici al collo come bresciani. Chi sa se Moreni e Fermi si rivedono ancora e ricordano i bei tempoi andati. Ah, già, quasi domenticavo che oggi c’è la bonifica del SIN Caffaro.

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