Carenza d’organico, ministero della Giustizia convoca a Roma i magistrati bresciani

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Da anni lamentano una carenza d’organico che impedisce la corretta funzione della giustizia bresciana e rallenta le pratiche. Lamentele che il ministero della Giustizia ascolterà direttamente dalla voce di tutti i procuratori del distretto della Procura di Brescia chiamati a Roma per “l’esame dei temi rilevanti per la funzionalità degli uffici della Corte d’Appello di Brescia”.

Ad annunciarlo il procuratore generale Pier Luigi Maria Dell’Osso che durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario aveva ribadito “la drammatica carenza di personale della Corte d’Appello di Brescia”.

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UN COMMENTO

  1. Speriamo che il Ministro della Giustizia faccia chiarezza anche sugli immigrati che si sono visti bocciare la domanda di asilo e che in pratica risulterebbero clandestini nei confronti dei quali c\\\’è da chiedersi se sia un diritto dei cittadini italiani che si applichi nei loro confronti il reato di clandestinità e il relativo rimpoatrio?

  2. Mentre la Costituzione prevede la libertà di manifestazione del pensiero, non trovo nessun articolo che preveda il potere discrezionale della Magistratura che non dovrebbe per questo essere allora costituzionale dal momento che crea disuguaglianza e disparità di trattamento a seconda di chi giudica, nè un articolo che riguarda il vilipendio, ci sono? Possibile che se la sovranità appartiene al popolo che puo’ esercitare la libertà di pensiero, sia prevista una tutela particolare solo per certi organi dello Stato? Il vilipendio solo per alcuni e non per tutti non lede l’uguaglianza?

  3. Non c’è dubbio come sostiene il Presidente della Repubblica che salvare le vite in mare sia un dovere morale, ma altrettanto lo sarebbe applicare il reato di clandestinità a chi penetra irregolarmente in un territorio a chi non ha i requisiti e i documenti in regola e non farli circolare clandestinamente mettendo a rischio la sicurezza. Speriamo che il Ministro della Giustizia prenda atto che la Corte Costituzionale con sentenza 250/2010 ha definito il reato di clandestinità della Bossi Fini non irrazionale nè arbitrario in quanto posto a difesa di valori di rango costituzionale quali la difesa dei confini, salute, sicurezza, sanità e ordine pubblico, e metta in evidenza che questo reato andrebbe applicato a tutti i clandestini per garantire la sicurezza di tutti gli italiani.

  4. Se criticare la Magistratura è un reato e pericolo per la democrazia? Non applicare il reato di clandestinità è un diritto che la Magistratura ha oppure è una discriminazione che favorisce i clandestini e discrimina gli italiani? Chi ci risponde? O anche fare domande viene classificato vilipendio?

  5. Alcune risposte, essendo notoriamente la magistratura organo autonomo ed indipendente dello Stato, possono essere contenute nel testo seguente:
    “Il principio di indipendenza, imparzialità e terzietà del giudice è consacrato, oltre che nel ricordato art. 104, nell’art. 101 della Costituzione italiana, che stabilisce: “i giudici sono soggetti soltanto alla legge”.
    Detta formula evidenzia, in primo luogo, che qualsiasi provvedimento giurisdizionale deve essere fondato sul dettato legislativo, che il giudice è chiamato a interpretare e applicare. In secondo luogo, l’avverbio “soltanto” rimanda, innanzitutto, al concetto di indipendenza “esterna” del giudice, vale a dire all’indipendenza da qualsiasi interferenza estranea alla legge.
    Il giudice è, in altre parole, libero di decidere il caso concreto in piena autonomia di giudizio e coscienza. D’altro canto, l’avverbio in esame vuole richiamare, altresì, l’indipendenza “interna” del giudice, ossia l’assenza di vincoli e condizionamenti derivanti dalle precedenti decisioni della giurisprudenza.

  6. Grazie per la risposta, Ammetto la mia ignoranza in materia. Cio’ che non è chiaro è quale articolo della Costituzione autorizzi il giudice a interpretare la legge? Che sia chiamato ad applicarla è giusto e doveroso, ma ad interpretarla proprio no. Interpretare una legge significa poter dare a quella legge anche un significato anche diverso da quello che esprime,persino piu’ ampio, e questo è certo che crea disuguaglianza e disparità di trattamento a seconda del giudice che interpreta la legge a scapito di chi quella legge puo’ subirla. Il Capitolo XVIII DELLA COSTITUZIONE indica che la Costituzione deve essere osservata fedelmente non solo dai cittadini, ma anche dagli Organi dello Strato, che comprendono quindi anche la Magistratura e se si osserva fedelmente l’art.3 della Costituzione, questo indica che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, il che significa che la legge deve essere applicata in modo uguale per tutti perchè se invece la si interpreta, si fa perdere alla legge quella caratteristica di uguaglianza che deve avere nei confronti di tutti o sbaglio? Penso che il potere discrezionale sia incostituzionale o sbaglio?

  7. Il principio sacro dell’indipendenza della Magistratura, l’impunità del loro operato non sono di fatto, un argine sicuro per quei Magistrati che le leggi le interpretano stravolgendole a vantaggio della corrente, sempre di SX, che li ha generati ed a cui sistematicamente si ispirano?????

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