Piattaforma Civica chiede alla Loggia chiarezza su Brescia Musei

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Con una nota Piattaforma civica di Francesco Onofri interviene sui conti di Brescia Musei e sul numero di biglietti gratuiti staccati nel 2015 e chiede conto alla Loggia delle politiche culturali e degli investimenti in materia di mostre.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Visto il dibattito che è scaturito dopo l’intervento su Brescia Musei del 21 febbraio 2016, pubblichiamo i dati sugli incassi inviati a Piattaforma civica dall’assessore alla cultura Laura Castelletti e da Brescia Musei, dopo specifica interpellanza. Sono dati che contengono la distinta analitica degli incassi (vendita biglietti) dal 2013 al 2015, suddivisi nelle seguenti sei voci:

1) museo di Santa Giulia (escluse mostre)

2) area archeologica (Capitolium/ parco archeologico)

3) musei del castello

4) mostre temporanee

5) book-shop

6) cinema Eden

Le prime tre voci contengono i dati dei ricavi dalla vendita di biglietti del sistema museale permanente della città affidato a Brescia Musei. La quarta esprime invece i ricavi da esposizioni temporanee con bigliettazione separata (nel 2015 si tratta delle mostre “Brixia. Roma e le genti del Po” e “Chagall/Dario Fo“). La quinta (book shop) è “figlia” in quota parte delle prime due categorie. La sesta (cinema Eden) è una voce a se stante, non attenendo al sistema museale della città.

Il passaggio dell’intervento pubblicato su www.piattaformacivica.it in cui si dice che “i dati analitici sull’affluenza ai musei ci dicono che gli ingressi sono aumentati (ma pure l’offerta, e con quel che ci son costate la meravigliosa Quarta cella e la sistemazione archeologica del teatro avremmo anche voluto vedere) e gli incassi invece no” e che “quindi sono stati i biglietti gratuiti ad aver fatto la differenza” si riferisce evidentemente alla parte permanente degli incassi, quella che nella prospettiva ventennale dell’affidamento del servizio deve essere principalmente considerata. Ebbene, gli incassi dei tre musei sono calati complessivamente del 10% in due anni, e quelli di Santa Giulia addirittura del 17% a fronte di un incremento dei visitatori di circa il 34% . Se poi il 33% degli incassi del 2015 dipende dalle mostre temporanee, le questioni che si pongono sono in proposito due:

1) se i dati che circolano – in assenza di cifre accessibili a tutti – sui costi delle due mostre temporanee del 2015 ci parlano di una spesa complessiva di 1,3 milioni di euro, e se i corrispondenti incassi (2016 compreso e sponsor compresi) arriveranno forse a 400.000 mila, partendo dai 275.000 di vendite dei biglietti sopra indicati, allora sbagliamo a dire che le due mostre chiuderanno, nonostante i contributi di fondazioni, Regione e Ministero, con una perdita?

2) quali saranno allora le mostre temporanee del 2016, visto che non abbiamo ancora avuto modo di sapere che cosa Brescia Musei intende fare, e visto che se il finanziamento del Comune alla fondazione sarà ancora di 2,5 milioni annui, tra manutenzione ordinaria, spese di personale ed eventi, non ci saranno soldi per organizzare nient’altro? È rimasta infine inevasa la domanda sul numero di biglietti gratuiti staccati nel 2015 contenuta nell’interpellanza e cui il dott. Di Corato non ha dato risposta.

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UN COMMENTO

  1. questi numeri sono importantissimi, ma più importante ancora è la necessità di avere una politica culturale organica e coerente. Mi spiegate, ad esempio quel’è il filo conduttore che lega Fo con Chagall con Christo col dadaismo con le installazioni in metro con Brescia con le genti del po’? Ce lo dica l’esperta vicesindaco…

  2. Bisogna avere il coraggio di cambiare. Un nuovo consiglio direttivo di persone che non siano politicizzate, ma sappiano dire e fare qualcosa di utile per una realtà così importante come Brescia Musei. Non sono d’accordo su quanto è stato attuato, ma ritengo che ora, centro, destra, sinistra e cinquestelle, cerchino di invitare il Sindaco a fare nomine di persone (magari anche giovani) che possano portare e apportare idee nuove. Non bisogna avere solo il coraggio di cambiare uno statuto, ma anche il coraggio di dare una proposta diversa e nuova per il futuro della Fondazione ma soprattutto per il futuro della cultura bresciana. L’assessore competente, forse non vuole intervenire nel dibattito perché non sa cosa dire? Auspico vivamente che nel più breve tempo possibile ci possa essere un cambiamento anche nell’amministrazione , cambiare aria, insomma…

  3. Bravo signor numeri, ottima osservazione. PS: Tu che diversamente dal vicesindaco sei esperto e d’arte te ne intendi potresti suggerirmi se per la mia nuova ford fiesta è meglio il carminio o il rosso tiziano?

  4. La Signora Castelletti fa davvero quello che può. Nella scelta ardita proprio di quell’assessorato ci ricorda una vecchia battuta: “tutto il suo bagaglio culturale occupava suppergiù lo spazio di una ventiquattrore”.

  5. Dubium sapientiae initium. Infatti, la Castelletti tira diritto: nel pericoloso restyling di Brescia Musei non sembra nemmno sfiorata dal dubbio di essere sulla strada sbagliata.

  6. Concordo con chi ha scritto: “giovani” a gestire la Fondazione! Perché non un presidente di quarant’anni? Minini può fare il pensionato! Giovani, giovani!!!

  7. Il signor “numeri” delle 12.23 non è esperto di lingua italiana: scrive “qual’è” con l’apostrofo. Si faccia aiutare dall’esperto liutaio, che sempre interviene dandosi del “noi” (ma non qualificandosi ormai nemmeno più con il suo pseudonimo “diversamente piergense”…).

  8. Dai raccogliamo le firme per presentare un nuovo presidente della Fondazione Brescia Musei…oppure chiediamo a BsNews di creare uno spazio propositivo in cui indicare (e votare) papabili nomi…no?

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