A Brescia 114 beni confiscati alla mafia. Siamo la prima provincia lombarda per capacità di riutilizzo

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I beni immobili confiscati alla criminalità in Lombardia sono 1266, il 7,2% del totale delle confische nazionali. Di questi 114 sono sul territorio bresciano, seconda provincia lombarda dopo Milano: 29 sono ancora in capo all’ANBSC, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, 12 sono stati mantenuti dallo Stato per finalità istituzionali, 52 sono già stati destinati ad associazioni o cooperative locali, 21 sono tuttora in corso di assegnazione agli enti territoriali che ne hanno fatto richiesta. I beni confiscati in provincia di Brescia sono così catalogati: 6 abitazioni in villa (di cui 5 già riutilizzate e assegnate), 50 appartamenti in condominio (38 riutilizzati e assegnati), 23 box e garage (14 riutilizzati e assegnati), 13 immobili di carattere commerciale o industriale, 8 terreni (6 riutilizzati e assegnati)  e i restanti 14 di altre tipologie.

Il 42% dei beni confiscati a Brescia e provincia viene utilizzato per finalità di housing sociale, il 19% per finalità educative (asili e centri educativi), il 25% per assistenza a disabili e anziani. Brescia è la prima provincia lombarda per numero di beni e immobili confiscati già riassegnati e in utilizzo (47% del totale).

I dati sono contenuti in un rapporto presentato in Consiglio regionale e promosso da Eupolis  Lombardia. Tra i relatori anche il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il Presidente della Commissione regionale Antimafia Gianantonio Girelli e Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Milano.

"Dobbiamo lavorare affinché i beni  sequestrati al malaffare possano essere utilizzati e reimpiegati in maniera appropriata e resi disponibili nel più breve tempo possibile per fini sociali. A questo proposito  sollecitiamo la realizzazione di  un portale dedicato cui dovrà spettare il compito di organizzare, aggiornare e rendere  trasparente l’informazione sui beni immobili e le aziende sequestrate presenti sul territorio. Va inoltre ampliato il plafond da destinare al finanziamento dei lavori di ristrutturazione dei beni confiscati", ha commentato il Presidente Gianantonio Girelli.

"Bisogna tenere alta la guardia e continuare a promuovere la consapevolezza di un fenomeno che c’è, anche se non appartiene alla nostra cultura tradizionale -ha detto il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo-.  In Lombardia la criminalità è meno diffusa rispetto ad altre regioni, ma la vittoria dello Stato deve servire da monito a tutti noi per aumentare la consapevolezza e la partecipazione civile su questi temi".

Tra i casi analizzati nello studio si segnalano quello dell’Associazione Famiglie Affidatarie di via Aldo Moro a Brescia e quello della Cooperativa sociale Il Mosaico a Lumezzane. L’Associazione Famiglie Affidatarie riunisce le associazioni bresciane di famiglie che si occupano di affido e tramite bando pubblico ha ottenuto in gestione dal Comune di Brescia un immobile nei pressi della Stazione Centrale, dove attualmente prestano servizio un educatore, tre psicologi e un assistente sociale che si occupano di affidi e accompagnamento alle rispettive famiglie. A Lumezzane l’Amministrazione comunale ha recuperato un appartamento nella zona centrale della città e lo ha affidato direttamente alla cooperativa sociale Il Mosaico Onlus che in loco svolge un servizio di assistenza psicologica e psicoterapeuta.

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UN COMMENTO

  1. Ma solo enti pubblici e cooperative possono usufruire di beni confiscati alla mafia? Perchè non utilizzarli anche per sostenere l’imprenditoria giovanile garantendo risorse a chi ha buone idee e parte da zero?

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