Girelli, presidente Antimafia: rivedere il sistema dei controlli

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Anche Gianantonio Girelli, presidente della Commissione speciale Antimafia del Consiglio regionale, è intervenuto nel dibattito sulla mozione di sfiducia al presidente Maroni, oggi, martedì 1 marzo 2016, in Aula. "Voglio sottolineare la gravità della situazione che ci troviamo di fronte. E la motivazione è di natura politica – ha detto Girelli -. Nelle ultime elezioni il tema era quello della necessità di un forte cambiamento, di modificare il malgoverno che imperava. Ci furono molti arresti, alla fine della scorsa legislatura, l’ultimo dei quali quello di un assessore accusato di collusione con l’ndrangheta. E nelle nuove elezioni si riponevano tante speranze".

Quello che è successo, invece, ha certificato "il fallimento del nuovo governo di Regione Lombardia. Basti dire che è stato arrestato quello che viene definito il padre della mini riforma sanitaria – ha insistito Girelli -. Il problema che abbiamo di fronte è la mancanza assoluta della capacità di controllo. Ecco perché noi chiediamo di azzerare tutto e poter discutere come cambiare le cose all’interno di questa Regione".

Per Girelli c’è ora la "necessità di rivedere i piani anticorruzione, per evitare il rischio che la buona amministrazione rimanga nel cassetto. Servono norme di regolamentazione dei portatori di interesse. Non si tratta di voler pretendere di controllare tutto, ma ciascun gruppo politico deve trovare il modo di evitare di avere al proprio interno dei consiglieri che facciano quel che vogliono".

Come? Per il presidente dell’Antimafia regionale è presto detto: "È ora di consegnare al Consiglio il ruolo che ha: di controllo e di indirizzo. Mi rifiuto di pensare che bisogni sempre cercare qualcuno fuori da queste mura per fare pulizia: dobbiamo imparare a ripulire noi stessi".

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