Gli indiani sikh firmano un assegno da 30mila euro e lo donano all’Ospedale Civile

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Un assegno da 30mila euro per l’acquisto di una cabina destinata al Centro di Fototerapia dell’Ospedale Civile di Brescia. È questo il dono dell’Associazione Gurdwara Singh Sabha, composta da immigrati indiani, una comunità che vanta 15mila presenza nel territorio Bresciano.

"Il fatto che la generosità nei confronti della nostra struttura si sia estesa anche ai nuovi bresciani è straordinario" ha commentato il direttore dell’Ospedale Civile Ezio Belleri. Significative le dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’associazione Singh Dalbir al Giornale di Brescia: "Si tratta di un passo molto importante se vogliamo vivere in pace. Se ci isoliamo, diventiamo ghetti e questa non è certo la strada migliore per vivere in armonia. Ci anima uno spirito di fratellanza e di rispetto che è il cardine della nostra fede religiosa".

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UN COMMENTO

  1. Bene, bravi, finalmente contribuite anche voi alla sanità italiana. E comunque mi domando: con tanti pakistani che ci sono qui che non lavorano e aggiungo anche quelli di altri stati, visto che la solidarietà, come mi insegnano i sinistri, non deve essere solo per i propri, perchè non aiutate chi è senza casa e occupa le proprietà degli altri, chi è indigente? Mi sembra che prima si debba combattere la fame, no?

  2. Sei poco informato e vittima di stereotipi. Gli stranieri già danno allo Stato molto più di quello che consumano. Sono in gran parte giovani, sani e lavoratori: quindi “consumano” poco in sanità, pensioni ed assistenza.

  3. Fatti un giro in un qualsiasi Comune e dai un’occhiata ai servizi sociali, poi parliamo di chi è giovane, lavora, ecc…

  4. Gli stranieri danno talmente tanto allo stato che se si fermano loro si ferma l’Italia! Infatti noi strabocchiamo di offerte di lavoro, i nostri rifiutano i lavori umili, loro invece sono la locomotiva del paese. Il nostro stato va a gonfie vele grazie a loro. Complimenti per l’analisi che hai fatto. La sentivo già 25 anni fa quando ci volevano a tutti i costi imporre gli immigrati. Tutto si è avverato…

  5. Gli stranieri danno talmente tanto allo stato che se si fermano loro si ferma l’Italia! Infatti noi strabocchiamo di offerte di lavoro, i nostri rifiutano i lavori umili, loro invece sono la locomotiva del paese. Il nostro stato va a gonfie vele grazie a loro. Complimenti per l’analisi che hai fatto. La sentivo già 25 anni fa quando ci volevano a tutti i costi imporre gli immigrati. Tutto si è avverato…

  6. La sanità, cioè quella di cui possono beneficiare da noi come in pochi altri Paesi anche tutti gli immigrati e pure se clandestini, coincide con lo Stato Italiano ed è pagata quindi (a prestazione o ticket) da tutti noi italiani. Sia pubblica che privata ha un costo finale sul bilancio dello Stato. La “sanità lombarda” cosa minchia vuol dire ?

  7. Questa volta non sento Rolfi, sarebbe gradito un suo parere. I media enfatizzano assai quando un miliardario fa una donazione, che per lui significa nulla dal punto di vista economico ma molto da quello dell’immagine, ma cercano di nascondere questi encomiabili gesti di solidarieta’ che a queste persone, spesso sfruttate e odiate, costano molto. I commenti precedenti lo confermano, tanto da risultare frutto di indicibili acrobazie nel tentativo di scavalcare l’episodio. Evitano perfino di nominarli.

  8. Ma perchè dovrebbe commentare. Lui rappresenta quelli che questa gente non li vuole qui e quindi è inutile che facciano gesti di “solidarietà” quando comunque a casa loro potrebbero farli ed aiutare gente molto più bisognosa, oltre al fatto che di pakistani bisognosi ce ne sono una marea anche qui.

  9. ignorante, i sikh sono indiani, non pakistani. Ma perché non state zitti quando non sapete le cose? Questi hanno regalato 30.000 euro e state anche qui a questionare? Ma che gente siete?

  10. Sappiamo quasi nulla degli indiani e dei nick: due indiani entrano in un bar. Il barista chiede “sif hindu?”. Gli indiani rispondono ” no hindu, siamo sihk”. Il barista “go mia posto per sics persune”

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