Provincia e Acb insieme per la riforma delle autonomie

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Il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, insieme al Vicepresidente Alessandro Mattinzoli e al Consigliere Provinciale con delega alla Costituzione e al Coordinamento delle Aree Omogenee Andrea Ratti, ha incontrato i componenti del Consiglio di Presidenza dell’Associazione Comuni Bresciani, per un confronto in merito alla Riforma delle Autonomie Locali, un riordino che si renderà necessario dopo il referendum confermativo che approverà la Riforma Costituzionale e in previsione della discussione che ci sarà in ogni Provincia lombarda, conseguente la proposta di riforma delle Aree Vaste da parte del Governatore Roberto Maroni.

“La riforma degli Enti Locali – ha dichiarato il Presidente Mottinelli – ha portato la Provincia a formulare una proposta che, nella piena attuazione della legge 56/14, legge Delrio, faccia della nuova Provincia, governata ed eletta dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali, un organo di cooperazione Regione-Comuni e di coordinamento delle Aree Omogenee e degli Ambiti Ottimali, strumenti di governance e gestione dei servizi e delle funzioni”.

La proposta bresciana prevede da una parte la creazione di aree omogenee, previste dallo Statuto, nelle zone che non fanno parte delle Comunità Montane, che, insieme alla Giunta dei Sindaci di Brescia, formano già di per se 6 Aree Omogenee, dall’altra la creazione di Ambiti Ottimali, ossia sinergie con le Province limitrofe per la condivisione di progetti per lo sviluppo di zone di interesse comune.

“In questi giorni – ha sottolineato il Presidente Mottinelli – si stanno svolgendo incontri sul territorio, divisi per zone, con i sindaci bresciani, proprio per la definizione delle aree omogenee. Nel frattempo ho già incontrato il Presidenti delle 5 Comunità Montane per verificare con loro quali ulteriori funzioni e deleghe possono essere trasferite questi Enti, che dispongono di una struttura organizzata, radicata sul territorio, in grado di rispondere alle esigenze dei Comuni che rappresentano”.

La nuova Provincia, dunque, è vista come il livello di governo tra Regione e Comuni; Comuni che, lavorando in sinergia, possono raggiungere importanti obiettivi per lo sviluppo e il benessere di territorio e collettività.

Il Presidente di ACB, Gabriele Zanni, che ha condiviso la proposta bresciana, commenta così:

“I Comuni bresciani devono saper cogliere le opportunità che i cambiamenti apportati dalla Delrio offrono, nell’ottica di rendere sempre più efficienti i servizi e le collaborazioni tra gli Enti Locali. L’ACB è accanto alla nuova Provincia, che da tempo sta lavorando a questo nuovo assetto di governance in maniera fattiva ed equilibrata".

 

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UN COMMENTO

  1. ancora consigli vice consigli tavoli enti sotto enti partecipazioni controllate con i soliti rimborsi spese per i loro amministratori benefits segretarie addetti stampa e personale a disposizione. Due anni sono passati e la riforma del sig. Ministro Delrio ? Dov0’e’ l’abolizione delle province? Cambiamo il nome e tutti felici con le poltrone sicure? E le elezioni democratiche del popolo dove sono finite?

  2. Areee omogenee, aree vaste, e poi citta metropolitane, sinergie e per finire associazioni fra Enti, nuovi assetti di governance: una gran confusione che rimanderebbe al ruolo di una Provincia dove il Presidente è del PD, il Vice di Forza Italia e poi c’è un fritto misto di autoeletti ed autoreferenziati di quasi tutti gli schieramenti in barba all’esercizio della democrazia e del consenso elettorale. Nel frattempo lo Stato centrale continua nei tagli dei trasferimenti alle periferie amministrative disattendendo di fatto il principio di sussidiarietà.

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