Rezzato, i carabinieri trovano polvere pirica in casa della vittima. Dopo i sospetti le prime prove

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Sembrava un assurdo scenario da film. Dopo le supposizioni, però, arrivano le prime prove. I Carabinieri di Brescia hanno scovato nell’appartamento di A.P. polvere pirica, fiammiferi, carta vetrata, tutto  l’occorrente per confezionare materiale esplosivo del tutto simile a quel pennarello che nei giorni scorsi gli era scoppiato tra le mani mentre si trovava nella biblioteca comunale di Rezzato. Da presunto carnefice, dunque, l’uomo si sarebbe trasformato inavvertitamente in vittima.

Oltre all’accusa di detenzione e porto di materiale esplosivo è arrivata quella relativa alla fabbricazione dell’ordigno che gli è costato due dita e numerose ferite al volto. L’uomo continua a negare, ma i Carabinieri indagano sul suo conto e sui suoi precedenti, sospettando che fosse in biblioteca proprio per lasciare quel pennarello alla mercé del primo sfortunato che lo avrebbe impugnato.

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UN COMMENTO

  1. Occhio ai giudizi affrettati. Ricordiamoci che il tizio condivideva l’appartamento con un coinquilino fino a poco tempo fa. Non è detto che sia roba sua

  2. La polvere nera, o polvere pirica, è un tipo di polvere da sparo che brucia in maniera progressiva alla velocità di circa 3000 km/h, usata in passato (prima del 1890) come propellente per le armi da fuoco, ma anche molto usata in pirotecnica per le cariche di lancio e di scoppio. Avendo un basso potere dirompente è considerato un esplosivo relativamente poco pericoloso, pertanto è di libera vendita in nazioni come gli Stati Uniti d’America, la Francia, la Svizzera e molti altri. Quindi la foto è sbagliata.

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