Si è spento Gino Corioni. Lo storico presidente del Brescia aveva 78 anni

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E’ morto Gino Corioni. Lo storico presidente del Brescia si è spento all’età di 78 anni dopo una lunga malattia. E’ stato per 22 anni il numero uno della dirigenza delle Rondinelle, guidate dal 1992 al 2014.

Da imprenditore fondò la Saniplast (arredamenti da bagno) nel 1962, mentre nel calcio fu presidente dell’Ospitaletto, consigliere del Milan e presidente del Bologna.

Il suo grande amore, tuttavia, è stato il Brescia, dove è riuscito a portare grandi firme del calcio mondiale. Su tutti Roberto Baggio, ma anche Pep Guardiola e Gheorghe Hagi. Nel 2001 la squadra allenata da Carlo Mazzone sfiorò l’accesso in Coppa Uefa, il punto più alto della sua parabola sportiva in biancoblù, che si chiuse nel 2014 con il commissariamento da parte di Ubi Banca.

 

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UN COMMENTO

  1. Quanto ingratitudine nei suoi confronti. Di errori ne ha fatti, soprattutto a livello gestionale, ma ha fatto sognare una piazza. Non è da tutti

  2. Ha fatto il possibile per il Brescia calcio. Gli va riconosciuto il merito di aver portato la società' in serie A per alcuni anni e di aver avuto giocatori di grande talento nel suo organico. Grande Gino resterai per sempre nella storia del Brescia.

  3. CONDOGLIANZE DOVEROSE ALLA FAMIGLIA….MA NON E’ PERCHE’ E’ MORTO CHE SI DIMENTICA IL RESTO…HA FATTO COSE BUONE E COSE MENO BUONE…I DEBITI CHE HA LASCIATO CI SONO IN PARTE ANCORA…ALTRIMENTI SIETE DEGLI IPOCRITI

  4. Corioni ha avuto grandi intuizioni che gli hanno consentito di regalare stagioni indimenticabili ai tifosi bresciani. Uno sguardo, del tutto personale, agli allenatori più noti che sono transitati da Brescia durante la sua gestione: Luscescu, Reja, Sonetti, Mazzone, De Biasi, Zeman, Maran, Cosmi, Iachini. Aldilà dei diversi destini con le rondinelle, nomi importanti o allenatori giovani allora che ancora oggi sono in primo piano. Certo, la parabola finale non può essere dimenticata anche se il declino societario è coinciso in realtà con la scomparsa di Corrado Faissola, il banchiere che lo sostenne sempre e, alla fine, ben oltre i confini della mera valutazione tecnica di affidabilità dell’impresa “Brescia Calcio S.p.A.”.

  5. BAGGIO, GUARDIOLA,TONI E ALTRI CAMPIONI SONO MERITO SUO…ALTRETTANTO MERITO PERO I BILANCI IN ROSSO…MENTRE IL DISCORSO DEI GUADAGNI FAMILIARI PARLIAMOCI CHIARO NESSUN PRESIDENTE LO FA SOLO PER PASSIONE…RIP GINO

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