Coppa Italia, i ragazzi di Bovo s’impongono 12 a 3 sullo Sport Management

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Nella seconda semifinale della Final Four di Coppa Italia 2016, l’An Brescia impartisce una lezione piuttosto severa ai padroni di casa dello Sport Management: a Busto Arsizio, i ragazzi di Sandro Bovo s’impongono 12 a 3 (3-0, 4-2, 1-1, 4-0, i parziali), guadagnandosi il diritto di contendere alla Pro Recco (vittoriosa per 13 a 5 sulla Canottieri Napoli) il secondo trofeo tricolore. Contro lo stesso avversario della semifinale dell’anno scorso (e con gli stessi arbitri dell’amara finale), il sette bresciano sfodera una prestazione di sostanza, e di grande qualità, che schianta uno Sport Management mai entrato in partita, probabilmente condizionato da un eccesso di pressione per il fatto di organizzare un evento di grande importanza.

 

Fin dai primi istanti del match, l’An fa capire le proprie intenzioni: la partenza è con la giusta determinazione, quella che serve nelle occasioni che contano. Difesa ferrea, senza sbavature, attacco con la grinta e la lucidità migliori. È così che l’An per ben undici minuti non subisce reti, con gli avversari costretti a stare sempre lontani dalla porta, senza la possibilità di servire i centroboa, e con l’adeguata prontezza nel finalizzare le occasioni da gol. Nel secondo tempo, il copione non cambia, la grinta dei biancazzurri continua a segnare l’incontro: i padroni di casa riescono, sì, a infrangere la porta di Del Lungo (la prima volta su tiro deviato, in superiorità, e la seconda con una soluzione dal perimetro) ma la sostanza non cambia, per lo Sport Management non è giornata. Dopo una terza frazione interlocutoria, nell’ultimo tempo Presciutti e compagni completano l’opera lasciando nuovamente a zero (come avvenuto nel primo periodo) gli avversari (che danno quasi l’impressione di essere storditi) e andando a segno per quattro volte. Ora la concentrazione si sposta sulla sfida ai biancocelesti recchelini: testa bassa e ancora determinazione al massimo.

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