Osservatorio InfoJobs, Brescia sesta provincia italiana per offerte di lavoro

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Donne al lavoro
Donne al lavoro

Il 2015 è stato un anno segnato da riforme e cambiamenti importanti per il mercato del lavoro nel nostro Paese. L’entrata in vigore del Jobs Act e il ritorno alla crescita dell’economia nazionale hanno dato sostanza ai segnali di ripresa mostrati nell’arco del 2014, generando un clima di fiducia in grado di far ripartire le assunzioni nelle aziende italiane.

In questa cornice, l’Osservatorio InfoJobs sul Mercato del Lavoro 2015 conferma il diffondersi di un clima di maggiore fiducia anche in Lombardia, supportato da un aumento del 42,1% delle offerte di lavoro regionali rispetto al 2014. Con questa performance la Lombardia si conferma la regione più attiva in Italia, dove raggiunge il 34% del totale delle offerte nazionali, in crescita rispetto al 32,5% del 2014.

Brescia si conferma la terza provincia in Lombardia (e sesta in Italia) con il 10,2% delle offerte, pari al 3,5% del totale nazionale. E’ preceduta al secondo posto da Bergamo, con l’11,2% dell’offerta complessiva (quinta a livello nazionale), e al primo posto da Milano, che si conferma nel 2015 capofila nazionale e regionale con il 48,7%.

A guidare la classifica dei settori più dinamici è ICT, comparto che, in linea con il dato nazionale, concentra il maggior numero di offerte di lavoro, con il 27,7% sul totale regionale. A seguire, Marketing e Pubblicità con il 13,1% dell’offerta regionale e, di seguito, Insegnamento e Formazione con il 10,9%.

Per quanto riguarda le categorie più ricercate, dai dati dell’Osservatorio InfoJobs 2015 emerge una top 3 guidata da Manifatturiero, produzione e qualità, che si posiziona al primo posto con il 22,0% delle offerte in Lombardia. Sul secondo gradino del podio troviamo Vendite (10,5%) e, a seguire, Amministrazione e contabilità, (10,4%).

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  1. Demagogia pura: è pieno di gente senza lavoro che non trova nulla. Sfruttati e malpagati nel migliore dei casi; costretti ad accettare il nero, o a casa

  2. Una sintesi ineccepibile. L’aspetto più grave è che la stragrande maggioranza delle persone che vive sulla sua pelle questo problema abbocca alla demagogia più squallida e si dedica alla guerra fra poveri istigata ad arte da chi ha tutto l’interesse a trasformarci in capponi di Renzo.

  3. Diciamo pure i capponi…di Renzi, visto che si parla degli enormi successi del Jobs Act. Quello farà sparare ancora qualche fuoco di artificio finchè si azzerano gli incentivi fiscali, poi si comincerà finalmente a licenziare con il semplice motivo di una riorganizzazione più un bel vantaggio: scomparsa dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori. E gli imprenditori ringraziano.

  4. E guardacaso sono proprio i sinistri ad aizzare questa guerra e a togliere diritti. Tanto loro i loro posti pubblici nessuno li tocca, sindacati complici. L’avesse fatta berlusconi una riforma del genere apriti cielo e via con mille manifestazioni contro i padroni e la destra schiacciaproletari. Invece, siccome l’ha fatta la sinistra tutti zitti, anzi, la cisl difende pure questa riforma!

  5. Cosa c’entra Renzi con la sinistra? Renzi e il Pd stanno alla sinistra come il Job’s Act sta allo Statuto dei Lavoratori. Non è che ci vuole una laurea in scienze politiche per capire cosa è il PD…

  6. Quindi gli ex democristiani di sinistra alla martinazzoli, prodi, mottinelli e groli non sono la sinistra moderata? L’ex pds, ds, ecc alla corsini, rebecchi, dalema, bersani cioe’ ex pci non rappresentano la sinistra italiana? Non quella estrema alla capanna?

  7. Caro ma.. fammi capire qual e’ oggi la sinistra… Se esiste ancora… Oppure, come penso, si e’ imborghesita ed e’ diventata peggio della destra?

  8. Non facciamo confusione. Renzi è la sintesi di un Paese senza più ideali ed ideologie, estraneo alla critica construttiva ed al dibattito. Un Paese di furbi e paraculi, capaci di affermare tutto ed il contrario di tutto, di schierarsi a caso là dove fiutano il vincitore di passaggio, che considerano la democrazia ed il Parlamento solo degli ostacoli operativi, ai quali sta a cuore solo l’esercizio del potere fine a se stesso. Non ci sono più nè colori nè bandiere, c’è solo in circolazione un fritto misto di opportunisti senza identità e senza dignità che di fatto considerano i cittadini come sudditi. Ed il problema è serio, molto più serio di quanto si creda.

  9. Ma quello non era berlusconi e il suo partito, tanto aborrito per anni proprio dal pd? Solita incoerenza cattocimunista che vuole solo il potere?

  10. Non si tratta di incoerenza cattocomunista, bensì di convenienza spicciola. Renzi è il leader del PD, ma viene dalla più schietta tradizione democristiana, quella che contemplava al proprio interno tutto, cioè da sinistra a destra l’intero l’arco costituzionale delle idee e delle opinioni politiche, quella del “potere che logora chi non ce l’ha” come diceva il Divo Giulio Andreotti. Renzi è andato oltre: ha fatto salire sul prorpio autobus tutti, ma proprio tutti, da Verdini a Cuperlo, ex-forzisti ed ex-compagni, democristiani d’annata e post-fascisti, garantisti e giustizialisti, ex-repubblicani ed ex-repubblichini, socialisti craxiani, prodiani, rutelliani e chi più ne ha più ne metta. Un genio, praticamente. O forse imprudenti gli italiani che lo votano. Dipende, come sempre.

  11. E quindi la sinistra dov’e’? Esiste? E’ mai esistita o era soli una posizione di comodo e un’utopia? Alla fine ammetti anche che e’ peggio di berlusconi ma l’accanimento mediatico che c’era col nano impomatato adesso non c’e’ per il bravo ragazzo tutta casa e chiesa…

  12. Quindi chi fa parte del pd sono tutti una manica di opportunisti… Me l’ero gia’ accorto da tempo nells dc, nel pci e nel psi con i rispettivi cisl, cgil e uil. Non e’ csmbiato nulla!

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