Del Bono: “Resistenza pagina memorabile”. A Salò scritta R.S.I. sul monumento

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Sindaco Emilio Del Bono
Emilio Del Bono

È stata piazza Loggia a fare da sfondo alle celebrazioni per il settantunesimo anniversario della Liberazione. “Il 25 Aprile – ha commentato il sindaco Del Bono – ci obbliga a fare un bilancio che riguarda ciascuno di noi, a chiederci se siamo all’altezza di quegli uomini cha hanno dato la vita per il loro Paese e per un ideale grande. Abbiamo lo stesso rigore morale? Se saliamo sulle spalle di quei giganti possiamo guardare lontano. La Resistenza è la pagina più bella della nostra storia, scritta nel senso del dovere verso le istituzioni. A noi, oggi, il compito e l’eredità di rendere il Paese migliore”.

Come da “tradizione” non sono mancati episodi di contrarietà ad una giornata che, ancora oggi, è motivo di discussioni e discordie. A Salò nella notte tra domenica e lunedì il Monumento ai Resistenti è stato sfregiato con la scritta R.S.I.

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  1. Purtroppo sarà sempre la festa di qualcuno e non di qualcun altro. L’Italia non è mai stata unita su nulla e mai lo sarà

  2. Io so solo che se penso a quello che hanno passato i nostri nonni posso ritenermi fortunato e provo gratitudine per chi ci ha liberato

  3. Caro Emilio…se i nostri Avi che han dato la loro vita per liberare il loro Paese nella speranza di lasciarci qualcosa di Buono, credendo nei loro ideali fini alla fine, vedessero con i loro occhi, la realtà dei nostri giorni, il degrado, l'umiliazione e il poco Amore nei riguardi del Paese da parte di chi lo Vive…probabilmente si girerebbero nella tomba!

  4. Nel momento in cui si compie questo rito di celebrazione, che è comprensibile perché in Italia, ma anche allora nasce dalla liberazione, nel momento in cui si compie c’è qualcuno da una parte che vuole spostare i tempi, tutto il ventennio berlusconiano e leghista c’è stato dentro la destra qualcuno che ci spiegava che no, che si trattava di due parti buone dell’Italia, che avevano una visione diversa della storia ma entrambi volevano fare il bene del proprio Paese. E naturalmente un anti-fascista non poteva che opporsi a questa lezione perché una delle due parti rappresentava il peggior male e non soltanto politico ma anche culturale che abbia colpito l’Europa negli ultimi secoli. Poi improvvisamente compare da una presunta sinistra, certo totalmente priva di orientamento e di radici, compare una sinistra che ci vuole dire che dobbiamo nel giorno della resistenza “la resistenza italiana va dedicata alla resistenza Palestinese”. Che vuol dire a tutti i popoli che combattono per la propria libertà. Benissimo io per esempio la dedicherei al Tibet e ai monaci tibetani che si immolano per non vedere il loro Paese letteralmente depredato e occupato dalla Cina. Lo dedicherei a tutte le minoranze malesi che vengono ricacciate nella giungla e costrette a vivere nella giungla perché la maggioranza malese non vuole saperne di condividere le proprie risorse con le minoranze. Le condividerei come molti di noi abbiamo in tanti imparato dal Partito Radicale, o la vastissima minoranza islamica cinese che viene oppressa perseguitata sistematicamente in Cina. C’è una lista dell’orrore, un elenco dei primi 50 Paesi al mondo dove i cristiani vengono oppressi, uccisi, cacciati. Allora se si fa un discorso del celebrare la Resistenza vuole dire celebrare tutte le resistenze potrebbe avere logicamente avere un senso. No, questi mi vengono con le bandiere di un gruppo che al quel tempo era nazista. Quindi il disorientamento è così forte che richiede un’opposizione e una protesta. Perché se si cambia un pezzo della storia, si cambiano tutti gli altri tempi. Allora se non era vero che le persone da salvare erano tutte coloro che venivano perseguitati dai politici agli ebrei e, quindi le persecuzioni politiche, le persecuzioni raziali. Se non è vero che il dramma tremendo che ha vissuto l’Europa è stata la dittatura feroce sanguinosa del fascismo e del nazismo. Se non è vero, di quella dittatura feroce sanguinosa facevano parte gli alleati arabi e tutti erano schierati dalla parte del nazismo, allora non sono vere tutte le cose precedono la resistenza e non sono vere tutte le cose che seguono la Resistenza. Cioè la conseguenza fondamentale che è resistenza e libertà, resistenza e democrazia, resistenza e liberazione…

    Cels o Vassalini

  5. A certa gente che prova nostalgia del ventennio e ha il coraggio di paragonare l’Italia odierna a quella di allora, servirebbero delle spesa e manganellate, olio di ricino e passeggiate nella gelata steppa russa… Lo meritano

  6. Certo, e cosa ci trovi di strano? la Germania è unita, non per questo giustifica il nazismo. È così difficile da capire?

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