Regione contro i negozi sfitti. 3,2 milioni per far rinascere i centri urbani

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"Con questo intervento stanziamo più di 3,2 milioni di euro a sostegno di un’iniziativa, innovativa e senza precedenti, di rivitalizzazione commerciale dei centri urbani. Un’azione che, attraverso l’introduzione di nuovi e più moderni servizi che rendano più vive ed attraenti le vie commerciali delle città lombarde, progetti coordinati sui negozi sfitti e sull’arredo urbano, credo possa essere un vero e proprio antidoto anticrisi". Cosi’ Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, annunciando l’approvazione da parte della Giunta, su sua proposta, del progetto ‘STOA’ 2020 – Successful Shops in Towncenters Through Traders, Owners & Arts Alliance’, che mira al sostegno e rilancio delle attivita’ del commercio in aree urbane, attraverso il recupero di spazi sfitti.

CENTRI COMMERCIALI NATURALI – "Abbiamo voluto chiamare questa misura ‘Stoa” – ha spiegato Parolini – proprio per evocare quello che nel mondo greco e romano era il portico colonnato che contornava la piazza, l’Agora’, dove si concentravano tutte le attività sociali ed economiche. Quei portici rappresentano ancora oggi, nei centri dei nostri paesi e nelle città, un centro commerciale naturale all’aria aperta, una unicità tradizionale che merita di essere ripensata, rilanciata e valorizzata attraverso azioni moderne ed innovative, che tengano conto dei profondi cambiamenti economici che, negli ultimi anni, hanno portato alla chiusura di molte saracinesche".

 

COINVOLGIMENTO COMUNI, SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI – "Regione Lombardia – ha aggiunto l’assessore – concede ai Comuni contributi fino a 100.000 euro per sostenere i progetti che nasceranno. Sull’onda del successo che ha avuto un’altra nostra iniziativa di rivitalizzazione commerciale attraverso il franchising, che ha coinvolto 25 Comuni, oltre 100 imprese del settore, associazioni, soggetti pubblici e privati impegnati a rioccupare oltre 820 negozi sfitti, faremo ancora leva sulla corresponsabilità dei Comuni, incentivando la creazione di nuove forme di aggregazione organizzate".

 

IMPEGNO REGIONE PER COMMERCIO – "’Stoa’ 2020′ – ha concluso Parolini – e’ solo l’ultima misura inserita in un ampio contesto di iniziative e di incentivi economici che l’Assessorato allo Sviluppo economico ha messo in campo per il settore del commercio. Altre sono state realizzate per la lotta alla contraffazione, all’abusivismo e alla desertificazione commerciale. Abbiamo sostenuto interventi specifici per la riqualificazione e la sicurezza dei negozi, oltre che valorizzato le attività storiche e le reti di attività commerciali che si sono distinte per la capacita’ di generare attrattività con iniziative di marketing e strategie di vendita innovative".

DESTINATARI E CONTRIBUTI – Il contributo regionale è destinato a sostenere, tramite il Comune capofila, Micro e PMI del commercio, del turismo, dell’artigianato e dei servizi. È ammesso per ogni Comune un progetto complessivo di dimensione minima di 40.000 euro e non superiore ai 100.000. I progetti avranno durata minima di 12 mesi e massima di 24.

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  1. Di sicuro i centri commerciali a due passi dal centro non hanno aiutato nè le attività già esistenti nè le potenziali novità, ma ormai è così. Giusto incentivare il ripopolamento e le buone idee

  2. altri soldi buttati inutilmente. Ma dal ciellino Parolini non ci si poteva aspettare niente di diverso.
    Qualche soldo di contributo e poi aumenti di tutte le altre tasse!!!

  3. Andranno tutti ai cinesi marocchini pakistani e simili. Gli unici che aprono negozi nei centri urbani. Con ottima qualità e ottimi prezzi.

  4. E usano e vendono gli stessi prodotti dei nostri, pagano il personale come i nostri e vengono controllati come i nostri…

  5. Grazie ai negozi in Via San Faustino o altri pago ottime fiorentine e filetti a un terzo rispetto ai negozi italiani. Non parliamo di frutta e verdura. Ottima e costa meno della metà rispetto ai nostri negozi.

  6. Fatemi capire,qui in valle,ad Esine,stanno aprendo il quarto supermercato in una zona dove,in poche decine di metri ce ne sono già altri tre.La versione dei più è che questo assurdo dipende,in buona parte, dall’ente regionale.Ora la stessa regione vorrebbe aiutare la riapertura dei piccoli negozi,ormai falcidiati dalla concorrenza dei super.In campo sanitario sarebbe un chiaro comportamento bipolare..da riapertura dei manicomi.

  7. Io ho sempre constatato che, se conosci, la qualita’ costa! Raramente ho trovato prodotti buoni a prezzi irrisori…

  8. Anch’io, pur essendo ricchissimo, ( il mio reddito da operaio è di circa tre volte quello dichiarato mediamente da commercianti, gioiellieri, tassisti, barbieri ecc.ecc. ) faccio le spese nei discount e nei negozi degli extracomunitari. Mi trovo bene per cortesia, qualità e prezzi.

  9. Dove faranno la spesa allora quella gente che tu citi, visto che hanno un reddito piu’ basso del tuo e tu vai nei negozi degli stranieri dove tutto costa poco?

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