Banca Santa Giulia conferma i dividendi. Crescono patrimonio, raccolta e dipendenti

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Cresce il patrimonio, cresce la raccolta, crescono i dipendenti, restano gli utili e si confermano i dividendi. In barba alla crisi. E’ stato approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci, questa sera, il bilancio di Banca Santa Giulia. Che contestualmente ha provveduto al rinnovo delle cariche sociali con la conferma alla presidenza di Marco Bonometti e, nel ruolo di vice, di Daniela Grandi (i due principali azionisti dell’istituto rispettivamente detengono il 17 e il 15,7 per cento delle azioni).

Il bilancio 2015 dell’istituto diretto da Fausto Pavia si è chiuso con un utile netto di 2.826.588 euro (2.595.871 nel 2014). Un risultato che – tolto il 20 per cento da destinare a riserve legali – ha permesso di mettere nel forziere circa 1 milione e 600mila euro, distribuendone altri 600mila ai soci, con un dividendo pari a 0,02 per azione.

La raccolta complessiva ha conosciuto una crescita significativa (più 9,53 per cento) arrivando a 194 milioni – segno della crescente fiducia dei clienti, come ha tenuto a sottolineare Bonometti – mentre gli impieghi verso la clientela sono stati 71.007.420 euro (sostanzialmente in linea con il 2014). I crediti in bonis, ancora, ammontano a 68.324.026 euro mentre i crediti deteriorati soltanto a 2.7683.394 euro.

Molto positivi sono tutti i parametri che indicano la solidità della banca. Il patrimonio netto ha superato i 40 milioni. Il rapporto sofferenze nette sugli impieghi verso la clientela si è attestato al 2,25 per cento, mentre il livello di copertura delle sofferenze di Banca Santa Giulia, determinato dall’incidenza delle rettifiche di valore sull’esposizione lorda, ha chiuso sul 46,54 per cento. Inoltre – prendendo in esame i valori più valutati dagli analisti del settore – il Cet1 è pari al 26,09 (20,86 nel 2014) e sullo stesso valore – ben al di sopra al requisito minimo richiesto dall’European Banking Authority – si attesta anche il Total capital ratio.

Buone – come emerso durante l’assemblea che si è tenuta a San Polo nella sede dell’Aci – anche le prospettive per il futuro. Per il 2016, infatti, “il Cda ritiene, pur con la dovuta prudenza, che la banca possa conseguire ulteriori risultati positivi, consolidando e stabilizzando in questo modo il trend avviato nel 2011”. Ma anche il piano industriale triennale appena varato indica una prospettiva incoraggiante.

“La ripresa è ancora lenta”, ha sottolineato Bonometti, “ma il nostro risultato è stato ottimo. Siamo riusciti nuovamente ad assumere (i dipendenti sono saliti a 15, ndr), a rafforzare il patrimonio e remunerare i soci puntando alla gestione caratteristica più che sui servizi finanziari. Nel futuro contiamo di migliorare ancora con la cartolarizzazione di un quinto dello stipendio, il rafforzamento dell’organo di controllo e il potenziamento del sistema informativo per offrire anche il servizio di banca on line. Quanto a possibili aggregazioni”, ha precisato il presidente con una punta di ironia, “fino a oggi ci sono state avanzate proposte che erano opportunità per gli altri più che per noi”.

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UN COMMENTO

  1. Hanno puntato soprattutto alla gestione caratteristica, cioè a privilegiare il margine di interesse rispetto al margine da servizi ? Curioso, di questi tempi: con la remunerazione ormai sotto zero della raccolta diretta, ci piacerebbe sapere allora a quanto impiegano mediamente il denaro (quanto costa cioè ai clienti a cui danno credito) ed anche sapere chi sono e di quanto benficiano i primi 20 clienti della Banca. Mah…

  2. Quantomeno misterioso perchè non c’è banca o intermediario creditizio che non punti ad una redditività costruita su monetica (carte di debito e di credito, ecc.), intermediazione mobiliare e raccolta indiretta (risparmio amministrato e in via prevalente gestito, per capirci) più soprattutto bancassicurazione (polizze vita, piani previdenziali, ramo danni, ecc.). Ed infine gli impieghi: massimo frazionamento del rischio, cioè non dare molto a pochi gruppi o grandi imprese, ma molto ed assai oculatamente a più richiedenti di medie dimensioni solo del territorio, in questo caso. Non mi pare, ripeto pare, di leggere alcunchè di tutto ciò in Banca S.Giulia. Magari sono i migliori d’Italia e glielo auguro sinceramente.

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