Immigrazione: se ne parla con il Dirigente della Questura di Brescia Tarquini

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Tra i primati della provincia di Brescia c’è anche quello di essere, in Italia, la più popolata dagli immigrati. A mettere la lente sui dati e sulla situazione bresciana sarà il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Brescia, dott. Enzo Tarquini. Un’analisi su come si gestisce il fenomeno migratorio, sui problemi connessi e sulle prospettive future. L’incontro, organizzato da Libertà&Progresso,  si terrà Martedì 10 maggio alle ore 18.15 all’Hotel Master in Via L. Apollonio, 72.

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  1. Essere migranti non è un delitto se si rispettano le regole e le leggi. Speriamo allora si parli di immigrazione associandola al dovere di rispettare le leggi, che sono il testo unico sull’immigrazione e da quando siamo entrati in Europa anche il regolamento europeo CE 562/2006 Schengen. Che essere migranti regolari non è un reato ma essere clandestini invece lo è. Ea chi arriva clandestinamente non dovrebbe essere concesso di metter piede nel nostro Paese ma di essere respinto dalle guardie di frontiera come prevede il regolamento Schengen CE 562/2006, art. 5,6,7 e il relativo respingimento art, 13. Oppure dovrebbe essere applicato il reato di clandestinità della Bossi-Fini definito costituzionale dalla sentenza 250/2010 della Corte Costituzionale. L’Europa ha ritenuto che la difesa delle frontiere esterne sia della massima importanza non solo per gli Stati Membri che sono ubicati all’esterno dell’Europa, ma per tutti gli Stati dell’Europa, e ha emanato un regolamento europeo CE 2007/2004 che ha istituito l’Agenzia di controllo delle frontiere esterne col compito di aiutare proprio gli Stati soggetti ad invasioni clandestine a difendere i confini esterni e questa agenzia ha anche il compito del rimpatrio dei cittadini di paesi terzi presenti illegalmente negli Stati Membri. Punto 5,11,21 art.2,3,8,9 regolamento CE 2007/2004. Perciò se non siamo in grado noi di rimpatriare si dovrebbe chiedere il supporto di questa Agenzia che ha tra i suoi compiti anche quello di rimpatriare. Perchè non lo si è ancora fatto?

  2. non riusciranno mai a ripulire l’ italia dai clandestini sino a che li chiamano profughi , per poi scoprire dopo anni di desolazione e di mantenimento gratuito essere soltanto dei balordi che per la maggior parte cercano il meno peggio ovvero vivacchiare sino a che si può in italia, meglio un panino al formaggio oggi che l’ odore del formaggio soltanto…! la maggior parte di questi sono emeriti lazzaroni dai 18 ai 30 anni , scappano da soli dalle pseudo guerre si perchè pare siano tutti orfani ormai poverini , ma tutti col cellulare di ultima generazione…il passa parola che in italia si sta bene ormai è comune , mangi gratis, ti vestono gratis, ti danno soldi gratis, ti curano gratis, ti permettono di fare proteste e barricate, di randagiare per le città inquinando l’aria altrui , ma questi sono profughi perbacco e per dirindina guai a chi li tocca !
    e come faranno a mandarli via visto che la cronaca dice che a fianco di questi lazzaroni si schierano tutte quelle particelle maleodoranti ed inquinanti il mondo sociale pulito e rispettoso delle regole ?? la prefettura concede l’ incontro a chi fomenta disordine pubblico ? prima le regole del rispetto poi se ne può parlare….cattivo esempio !

  3. il 90% ed oltre dei sedicenti profughi sono in realtà sanguisughe che consapevolmente succhiano senza ritegno e senza vergogna ogni giorno il frutto ormai esiguo del lavoro che milioni di italiani laboriosi continuano ad affrontare con onestà, ben sapendo, purtroppo, che tanta parte delle loro fatiche è destinata a mantenere un esercito sempre crescente di clandestini fannulloni ed una schiera ancor piu’ folta di falsi samaritani, loro sostenitori, probabilmente altrettanto fannulloni. Fra vagabondi disonesti, si sa, l’intesa è facile e l’integrazione è rapida e totale.

  4. Speriamo che gli organizzatori abbiano visto Report quando ha mostrato un giovane del Gambia arrivato al Centro di Lampedusa, spostato dopo 4 giorni ad Agrigento e l’hanno lasciato solo alla stazione con un foglio dove c’era scritto che doveva andarsene dall’Italia dopo 7 giorni. Impossibile per lui lasciare l’Italia perchè non aveva nulla!!! Ma che sistema è questo? Ma che bella tutela della nostra sicurezza? Se l’Italia non ha per caso leggi chiare, il regolamento di Schengen CE 562/2006 sembra invece chiaro quando all’art. 13-Respingimento al punto 4. indica che le guardie di frontiera vigilano affinchè un cittadino di paese terzo oggetto di un provvedimento di respingimento non entri nel territorio dello Stato membro interessato, il che presupporrebbe che le guardie di frontiera dovrebbero anche vigilare affinchè un cittadino di un paese terzo oggetto di un provvedimento di espulsione lasci anche il paese se poi deve vigilare affinchè non rientri o no?

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