Lumezzane esulta per la salvezza, in casa FeralpiSalò ottavo posto indigesto

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Il Lumezzane è salvo. Niente play out come l’anno scorso, i battiti del cuore accelerati non sono mancati ieri nello "spareggio" contro la Pro Piacenza. Ma pareggio doveva essere e pareggio è stato: ai play out, contro l’Albinoleffe, ci finiscono gli emiliani. E, per la società valgobbina, è il momento della festa dopo una stagione infinita con 3 allenatori cambiati e l’alchimia giusta trovata solo con l’arrivo di Antonio Filippini.

In 12 partite, il gemello A di punti ne ha conquistati 22. D’Astoli e Nicolato, nelle restanti 22 sfide, ne avevano totalizzati 20 assieme. Un dato significativo per rappresentare l’effetto Filippini.

La gioia di Antonio, ieri, era evidente dopo 90 minuti di grande sofferenza: "Quando sono arrivato, avevamo 4 punti di distacco dalla zona salvezza. Pensavo di poter essere tranquillo a 41 punti, invece ne sono serviti di più. Società, staff e giocatori hanno sposato la causa: devo dire grazie a loro. I tre anni di settore giovanile mi sono serviti tantissimo, li consiglio a tutti prima di sedersi su una panchina professionistica. Il futuro? Ne parleremo tra un paio di settimane".

Il presidente Renzo Cavagna analizza la stagione a 360 gradi: "Se Antonio Filippini fosse arrivato prima, ci saremmo salvati in anticipo e forse avremmo puntato a qualcosa di più. Sono corso tardi ai ripari, ma per fortuna in tempo utile. Per quanto mi riguarda, il mister e il dg Greco sono già confermati. Il giocatore simbolo? Sarebbe facile dire Furlan, ma io dico Varas. Ho avuto l’intuizione di portarlo a Lumezzane senza sentire altri pareri, oggi tiene il campo 90 minuti e si impegna sempre alla morte mettendo in difficoltà le difese avversarie".

Diverso il clima in casa gardesano. Finale di stagione più negativo, per la Feralpisalò, non si poteva immaginare. L’ultimo ko, ieri con il Pavia al Turina, ha relegato la squadra del presidente Pasini a un deludente ottavo posto dopo che, sino a un mese dal termine della stagione, l’obiettivo play off era sembrato possibile a tutti.

In primis al presidente Giuseppe Pasini, che ieri ha parlato ai giornalisti con toni amari:

"Abbiamo chiuso con la terzultima difesa del girone – ha detto – Bisogna ripartire con umiltà imparando dai nostri errori, in settimana decideremo il futuro del mister e dei giocatori. Questo finale influenzerà le nostre scelte, qualche giocatore non è stato all’altezza per tutta la stagione forse anche a causa dell’età. Non si deve sentire tranquillo nemmeno chi è sotto contratto, si può sempre rescindere. Diana? Ha delle colpe, ma non sono tutte sue. Sapevamo che avremmo corso un rischio promuovendo lui al posto di Serena, ma se additassimo tutto a lui non sarebbe corretto. Bisogna guardare in faccia la realtà".

In settimana, verranno gettate le basi per il futuro. Tra i nomi associati alla panchina, anche i bresciani d’adozione Stroppa e Giunta. Potrebbe ritornare in pista l’ipotesi Calori, oppure la società potrebbe virare su un nome esperto fuori dai nostri confini. La sorte di Diana non è ancora segnata, ma la sua posizione è più che mai in bilico.

 

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