Il Traforo del Mortirolo al centro del dibattito di Confartigianato all’Aprica

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«Unire la montagna, unire l’economia, unire l’Europa» è lo slogan che ha riassunto gli intenti e i risvolti legati al progetto di traforo del Mortirolo, l’importante opera che collegherebbe la Valtellina con la Valcamonica di cui si discute da anni, protagonista del convegno organizzato da Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale insieme alla Confartigianato di Sondrio tenutosi all’Aprica e moderato da Giancarlo Maculotti.

Istituzioni delle principali realtà, ma soprattutto artigiani, piccoli e medi imprenditori, hanno risposto numerosi alla chiamata di Confartigianato di Brescia e di Sondrio, fautrici della tavola rotonda dedicata alla realizzazione del progetto di 14 chilometri per collegare Edolo a Tirano con tempi di percorrenza dimezzati rispetto agli attuali. Per Carla Cioccarelli, sindaco di Aprica: «Un sogno per chi vive e lavora in montagna, un sogno da perseguire» e, da più parti ormai, sono maturi i tempi perché si possa passare finalmente ai fatti. Sono seguiti gli interventi dei presidenti di Confartigianato Sondrio Gionni Gritti e di Brescia, Eugenio Massetti. «Le infrastrutture – ha dichiarato il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti – sono da sempre una delle condizioni indispensabili per lo sviluppo economico delle economie territoriali. Questo vale soprattutto per territori montani e con una forte vocazione artigianale e turistica coma la Valtellina e la Valcamonica. Il Mortirolo ha assunto in questi anni una notorietà internazionale e le potenzialità per il sistema economico e imprenditoriale legate ad un traforo che unisca Valtellina e Valcamonica sono al centro di un dibattito da troppi anni, ma oggi vi sono le condizioni per una riflessione nuova e diversa anche alla luce dei possibili futuri scenari dell’Europa».

Per il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli: «Se non ora, quando? Non sussistono oggi impossibilità economiche che impediscano la realizzazione del traforo. I fondi dei comuni confinanti e la macro regione alpina offrono condizioni irrinunciabili, da cogliere per creare una ferrovia di vocazione turistica». «I tempi sono maturi affinché si passi dai programmi a qualcosa di più concreto» ha auspicato anche Evaristo Pini in rappresentanza della Provincia di Sondrio. Deciso l’intervento di Franco Bettoni, presidente BreBeMi: «Il nostro Paese ha bisogno di crescere, non si può dire no alle grandi opere fondamentali come questa se si vuole andare avanti».

Conclusioni affidate al sottosegretario della Regione Lombardia alle politiche della montagna e Macroregione alpina, Ugo Parolo, che ha specificato come «il progetto del Mortirolo non confligge con quello dello Stelvio. A quest’ultimo corrisponde uno studio di fattibilità avviato perché a finanziarlo è stata Bolzano, mentre Regione Lombardia non ha investito nulla. Vedremo dove condurrà l’esame e seguiremo il tutto con attenzione e sostegno necessario».

Inequivocabili appaiono i dai elaborati dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia e presentati da Licia Redolfi: la creazione di questo asse di congiunzione tra le due grandi aree montane e di queste con il resto del paese porterebbe effetti concreti alle tante realtà aziendali presenti su ambedue i territori e attualmente vincolate ai limiti imposti loro dalla grande fragilità infrastrutturale. La Comunità montana della Valtellina di Tirano, con i suoi 12 Comuni conta oltre 2 mila imprese (la quasi totalità di microimprese, 15,8% sul numero totale di aziende di Sondrio) di cui il 28,3% appartiene al comparto artigiano; per quanto riguarda la Valcamonica: 41 Comuni e 8 mila imprese, il 34,1% delle quali artigiane e che pesano per il 7,3% sul numero complessivo relativo a Brescia.

Sulle attività di questa non irrilevante porzione di economia locale andrebbe a incidere positivamente il richiamato collegamento in rete, grazie al quale potrebbero agevolmente transitare merci e beni, accorciando le distanza col resto dello stivale, ma anche con la vicina Svizzera. Un discorso non troppo distante da quello che può farsi in merito al turismo, specie estero, che andrebbe a beneficiare in maniera esponenziale del collegamento con l’Europa, lungo l’asse Europa-Svizzera-Sondrio-Brescia. Proprio grazie al miglioramento delle condizioni di mobilità, crescerebbe notevolmente la quota di turisti stranieri, ad oggi pari al 39,6% per Sondrio e al 46% per Brescia.

Una manovra progettuale di connessione che avrebbe anche il merito di innalzare Valtellina e Valcamonica da periferia, a cuore dell’Europa. E a segnare il disegno che gli imprenditori e gli artigiani camuni e valtellinesi non vogliono veder sfumare, la clessidra che provocatoriamente Paolo Oberti, presidente del comitato pro Mortirolo, ha consegnato nelle mani di Franco Bettoni perché non si perda ulteriore tempo e si viaggi spediti verso il futuro e le infrastutture ritenute essenziali.

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  1. sarà sicuramente un successo..come la Bre-Be-Mi,stesse menti,stessa megalomania.Intanto, in valle, non si riesce a riasfaltare e coprire le buche sulla statale 42,e non parliamo dello sfalcio dell’erba alta ai bordi della strada…lor signori volano alto ed in basso il cittadino comune subisce e paga.

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