Brescia, adesso servono otto milioni di euro per iscriversi al campionato

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    Il Brescia deve fare ancora i conti con i debiti e in particolare con l’Iva non pagata allo Stato tra il 2011 e il 2014. Si tratta di otto milioni e 100mila di euro che il vecchio Brescia calcio aveva versato alla Brescia Service, la ex controllante, che però a sua volta non aveva girato la somma all’erario. Il risultato è che ora è la nuova società che deve farsi carico del debito. Insomma: servono 8 milioni freschi per iscriversi al prossimo campionato. E non è chiaro chi sarà a versarli.

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    1. Sagramaola and Co. , quando hanno ritirato il Brescia calcio a maggio 2015 ,
      hanno accettato anche l’assorbimento totale dei debiti , ed ora devono pagarselo
      loro e nessun altro…

    2. A me sembra che gli 8 milioni servano alle casse dello stato, cioè ai cittadini, altro che iscriversi al campionato. E com’è possibile che non si sappia chi deve pagare questi soldi? Solo ai cittadini qualsiasi arrivano le cartelle da Equitalia? Invece di fare le riforme farlocche, sarebbe ora che si facesse una riforma che semplifichi davvero le cose, in modo che si sappia sempre chi è debitore verso lo stato o verso un privato. Certo, finché la maggior parte delle persone si farà abbindolare da chi istiga alla guerra tra poveri, gli squali ingrasseranno a spese nostre.

    3. no money, no game. se Brescia (con la B maiuscola) non ha alle spalle una proprietà degna, meglio che il brescia (stavolta con la b minuscola) riparta da zero, come il Parma. poi se son rose fioriranno.

    4. OK SAGRAMOLA DOVEVA SAPERE CHE ACCETTAVA TUTTO IL PASSATO….PERO’ RESTA IL FATTO CHE LA FAMIGLIA CORIONI ALLORA COSA HA PAGATO ?? BAH SIAMO VICINI ALLA FINE SE NON PAGA L’UOMO DELLA OMR…

    5. Non sembra essere una cosa semplice da un punto di vista societario, oltrechè contabile ed economico. Ma soprattutto bisogna trovare una cifra importante per iscriversi al campionato e non si vede chi, oggi come oggi, possa intervenire. Nubi, o magari Ubi all’orizzonte ?

    6. ricordo le parole nel momento dei funerali del presidente Corioni, bellissime e commoventi, genio del calcio, vecchia volpe che vedeva tutto in anticipo. Forse vleva la pena di dire semplicemente un uomo che ha provato a fare qualcosa ma le cose sono andate male, molto male. Molti errori sono stati coperti, quindi l’errore è stato anche di chi non lo ha aiutato a fermarsi. L’errore ogni anno era più grande. Oggi quello che leggiamo è ancora una eredità di quella gestione. Non serve elogiare e non serve criticare. Ricordiamolo come un uomo che ci ha provato ma che ha lasciato la società Brescia Calcio in pessime acque. Questi 8 milioni girati alla controllante Brescia Service ne sono l’esempio… dove sono finiti quegli 8 milioni che dovevano servire per pagare l’IVA? Ma lasciamo perdere, il presidente Corioni se n’è andato e deve riposare in pace. Ma chi lo aiutava nella gestione è da considerarsi innocente?

    7. alla fine era meglio fallire e ripartire dalla exC1 per meriti sportivi come hanno fatto tanti (Fiorentina, Napoli ecc…) e ad oggi eravamo ancora in B senza un debito e società sana.
      a questo punto Bonometti tiri fuori i soldi!

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