Giovane della Brescia bene indagata per vicinanza al terrorismo islamico

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Burqa a Brescia
Il Burqa, un capo d'abbigliamento che fa discutere
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Un espulso e un’indagata, un’italianissima ragazza della cosiddetta Brescia Bene, per terrorismo. E’ questo il risultato dell’indagine della Questura sul fenomeno dei movimenti religiosi simpatizzanti dell’Isis nel Nord Italia.

Le indagini della Digos di Brescia e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione della Polizia di Stato hanno coinvolto una cittadina bresciana di 30 anni (una insospettabile di buona famiglia) e il marito, tunisino in attesa di rilascio di permesso di soggiorno (i due si erano sposati nel 2010 con rito islamico e nel 2015 con rito civile).

. Gli elementi raccolti dagli agenti della Digos, infatti, hanno evidenziato il concreto rischio di una prossima partenza della coppia per la Siria, ipotesi che secondo la Polizia sarebbe “avvalorata dal fatto che la donna aveva recentemente manifestato la volontà di acquistare una macchina di grossa cilindrata”. La donna, inoltre, aveva iniziato a usare il niqab, uscendo di casa solo raramente per incontrare il marito (che non abitava più con lei).

Sulla propria bacheca Facebook – utilizzata per comunicare con il coniuge – la donna scriveva – dopo essere mostrata con il niqab integrale di colore nero – “Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano…” – “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta …Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…” ed ancora “…Che Allah ti conceda Shahada (martirio) e un posto nel paradiso”, esternazioni alle quali il marito apponeva il proprio consenso, oltre a ad espliciti riferimenti della donna al jihad “…Dio dai la tua gloria ai Mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra…”

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati vari supporti informatici – su cui è in corso ulteriore attività di indagine – ed i documenti validi per l’espatrio intestati alla ragazza e che la stessa avrebbe potuto utilizzare per raggiungere il sedicente “Stato Islamico”.

La donna è indagata per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo ed è stata sottoposta a perquisizione personale e domiciliare. Mentre il marito è stato espulso dal territorio nazionale con provvedimento del Ministro dell’Interno.

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UN COMMENTO

  1. Ho visto i filmati con cui gli investigatori hanno fatto vedere il modo di vivere di questa ragazza…burqua integrale con visiera è sempre un passo dietro al marito. Una persona così non può essere a 100. Deve avere seri problemi esistenziali usati dal marito per plagiarla.

  2. Proprio bene, perché non mandarla là? Tanto prima o poi se è così invasata ci andrà! Ma un qualche riferimento al papà imprenditore no? non si può sapere chi è quello che forse ha pensato più all’ azienda e ai soldi che alla famiglia!?

  3. Io mi accontento di sapere finalmente (i media hanno mostrato le foto scattate in città) che a Breacia circolava almeno una persona con il niqab. E’ bresciana purosangue, di nota famiglia bene inprenditoriale, stava acquistando una lussuosa autovettura magari per dare meno nell’occhio ed espatriare in Siria per combattere a fianco dell’Isis. Tutta colpa del tunisino plagiatore ? Voleva riconquistarlo dopo che se ne era andato di casa ? Voleva morire nel paese del profeta, cioè in…Arabia Saudita ? Vicenda intrigante…

  4. no be allora teniamocela qua col rischio che faccia disastri qua, poi io ho detto biglietto di sola andata per la siria, non è mica detto che ci arrivi, facciamo partire un bel barcone pieno di aspiranti bombaroli nostrani e non e poi si sa….le burrasche, le tempeste, le onde, arrivare in siria è lunga e magari poseidone ci fa un favore

  5. questa si è bevuta il cervello cercando allà …si , allà al bar con mezzo litro di pirlo !
    che preghi chiusa in cella la stroxxa o che si faccia esplodere nel deserto che trova l’ acqua .
    barbona

  6. Andrei cauto con le solite raffiche di commenti che queste notizie portano sempre con sé. Magari fra un paio di settimane si scopre che era tutto un falso allarme ecc ecc.. non sarebbe la prima volta e nemmeno l’ultima. TENETELO IN MENTE QUESTO COMMENTO…

  7. una volta i cretini facevano le loro battute al bar e tutto finiva lì. Invece adesso possono scrivere nel blog. Ma sempre cretini restano e cosa possono scrivere i cretini? Cretinate.

  8. una volta i fessi facevano le loro battute al bar e tutto finiva lì. Invece adesso possono scrivere nel blog. Ma sempre fessi restano e cosa possono scrivere i fessi ? fesserie …dedicato al guru delle 22,47

  9. anche poco furba la schiava ..scrive i pensierini sul web che nessuno li vede. In casa però essendo bresciana la digos ha trovato 2 cotechini , 4 salami nostrani e salsicce a volontà… a tradizione non si dimentica .

  10. …si è integrata bene l’ allucinata che aspira alla morte sul sentiero..che vada sul blumone che ne trova di dirupi dove precipitarsi con il corano in mano.

  11. e chi la trattiene ? che vada sul balcone al 5 piano di casa e si consegni al suo allà che lo attende sorridente a braccia aperte in cortile … malata di mente .

  12. Più degli immigrati sono pericolosi gli indigeni. Anche i terroristi di PArigi e Bruxelles erano indigeni, non certo appena arrivati sui gommoni. CHisà perché?

  13. Evidentemente è d’accordo con quanto è successo a Mosul, ha nno trucidato e bruciato 19 ragazze che rifiutavano di essere schiave. o forse, è talmente fusa che non se ne rende conto.

  14. Infatti bisognerebbe partire dall’Italia e anzichè mandare i nostri soldati all’estero bisognerebbe mandarli anche a Napoli dove ancora esistono famiglie camorriste che si uccidono e non solo a Napoli. Las nostra intelligence e la Commissione antimafia come mai non le hanno ancora sconfitte!!! Ormai dovrebbero essere sconfitte per sempre anche con le intercettazioni telefoniche!!! O non si vuole?

  15. Alla fine, per diventare terrorista, risulta più pericoloso nascere in una famiglia padana che non frequentare una moschea.

  16. Ieri alle elezioni del rettore di Brescia ha preso i maggiori voti un candidato che insegna Diritto mussulmano presso giurisprudenza. . Sono molto preoccupato .
    Voi cosa ne pensate ?
    Grazie

  17. Parli di Regasto ? Beh, si conferma che il potere ed il suo esercizio nelle varie forme, compreso il rettorato di un’università, hanno orgini e tratti identificativi che pochi conoscono e magari nessuno condivide. “Così è, se vi pare” direbbe Pirandello…

  18. Ai fini dell’indottrinamento sarà più pericoloso frequentare una famiglia padana che una moschea, come dici tu. Mi sembra però che la voglia di andare in Siria le sia venuta frequentando il marito, mia a casa dei parécc a maià spiet e custìne co i fons!
    Quindi chi continua a dire che l’Islam e la sua cultura non sono un problema, o è in mala fede o è fuori dalla realtà.

  19. La ragazza padana non é stata costretta da nessuno, ha fatto le sue scelte (sbagliate) ma partendo da una famiglia che é tutt’altro che islamica e che probabilmente mangiava , come dici tu, costine di maiale. Come mai? É qs che mi chiedo. Così come mi chiedo come mai i terroristi di Parigi e Bruxelles non erano frequentatori di moschee e nemmeno appena sbarcati dai barconi, ma persone che avevano avuto tutto il tempo di assimilare i valori occidentali. Sembra si tratti di persone ai margini, più che integrati in una qualche cultura.

  20. Aggiungo che la ragazza é stata a lungo frequentatrice dell’oratorio del suo paese. Cosa l’ha portata all’emarginazione sociale ed ad odiare la sua comunità?

  21. Ogni tnto leggendo le polemiche tra chi vede tutto rosa e chi a tinte fosche trovavo le parole di qualcuno che asseriva di non aver mai visto un Burqua o fenomeni di famatismo. purtroppo ci sono anche nella nostra provincia, togliamo di mezzo le ideologie e vediamo questo fenomeno assolutamente nuovo e pericoloso. Ne va della qualità della vita di tutti

  22. leggo sul giorno che sul cancello di casa della aspirante terrorista c’é un cartello perentorio: “Attenti al cane e al padrone” con l’immagine di una pistola. Sta a vedere che é una famiglia leghista. É in ogni caso un dramma famigliare ed a quella famiglia va la mia solidarietà, ma apre scenari nuovi: i terroristi non crescono in moschea, ma finamai nelle famiglie ad impronta lega.

  23. Io non vedo ne tutto rosa ne a tinte fosche. La verità è molto semplice se si lasciano a casa le ideologie. Ci sono donne che indossano il burqua (o niquab) a Brescia? Si. Tutte le donne musulmane di Brescia lo portano? No. Capita tutti i giorni di vedere donne col burqua? No. A Brescia, sono più le donne musulmane che lo portano o quello che non lo portano? Quelle che non lo portano, altrimenti se ne vedrebbero tutti i giorni. Diamo il giusto peso alle cose, purtroppo esistono anche nella nostra città realtà di fanatismo come questa, ma non riguardano tutte le donne musulmane, ma solo una minima parte, infatti nella maggior parte dei casi portano lo chador. Si può parlare di “fenomeno” con questi presupposti? Io credo di no.

  24. Ma il marito frequentava la Moschea oppure no? Comunque anche se non frequentava la Moschea questo dimostra che anche solo leggendo il Corano il suo contenuto puo’ portare ad ad odiare i miscredenti. Oltretutto il marito di questa giovane stava per ricevere la cittadinanza italiana? Sarà meglio approfondire bene sulle Moschee, sul contenuto del Corano e sulla cittadinanza facile che si regala a chi non la merita.

  25. Xindottrinamento. Altro motivo per non mandare i ragazzi all’oratorio. Luoghi senza controllo con preti incapaci e dediti solo ai loro affari. Meno male che ci va sempre meno gente dei nostri..

  26. Lasciate in pace la famiglia , cosa c entra ?!?! È un dramma anche per loro. Purtroppo a volte esistono delle tragedie e questa la considero tale. Solidarietà ai suoi parenti. Momento difficile

  27. Certo, la solidarietà alla famiglia va certamente data. Non si puo’ non pensare alla mamma dell’altra burqata di Inzago la cui mamma è poi morta e forse è in qualche modo stata costretta dalla figlia a subire le rigide regole dell’Islam. Questa di Inzago interpretava alla lettera il Corano e non era tenera nemmeno nei confronti della mamma. Lo spiegava lei il Corano e le sue brutalità, altro che gli studiosi di Islam che eludono le parti piu’ brutali.

  28. Sei un genio…ti domandi se frequentasse una moschea, ma poi affermi che anche se non la frequentasse sarebbe comunque colpa del corano…in poche parole fai una domanda di cui non ti interessa la risposta perchè qualsiasi essa sia per te il risultato non cambia! Cerchiamo di capirci, per arrivare a certi livelli di fanatismo bisogna essere indottrinati da qualcuno, secondo te esistono fanatici che lo sono diventati semplicemente leggendo il corano, senza che nessuno li indirizzasse a una certa interpretazione funzionale alla causa del fanatismo? No, perchè in questo caso il corano sarebbe un libro magico…credi alla magia?

  29. ha 24 anni e si è sposata nel 2010, aveva già le pigne in testa a 18 anni ? .. spero che le 18enni bresciane trovino molto di meglio da fare …

  30. Il Corano, se non erro, sostiene che un musulmano non puo’ sposare una donna che non lo sia e costei si è convertita all’islam probabilmente per poterlo sposare. Non ci hanno detto poi se il marito frequentasse o meno la Moschea. Anche la giovane di Inzago che parlava di Corano e ne dava una interpretazione terrificante,non ci hanno detto se frequentava la Moschea o le è bastato seguire le indicazioni del Corano o quelle che le insegnava il marito? Credo che andrebbe fatta chiarezza sia sulle Moschee che sul Corano, nonchè sulla religione islamica, perchè è terrificante che si lasci libera una religione che traendo insegnamento e ispirazione dal Corano possa portare o in Moschea o anche solo nel silenzio della propria stanza, oppure istruiti dal marito o da altri a portare persone a violenze inaudite o a immolarsi.

  31. alla fin fine dopo aver letto le diverse minchiate quà sotto , una sola cosa è certa : i musulmani buoni sono quelli + come diceva la fallaci e noi dei semplici babbei che non vediamo , non sentiamo , non parliamo…e intanto l’ erba cattiva ci cresce in casa !

  32. Cosi’ come c’è da chiedersi dove sia lo Stato, quando lascia circolare donne in burqa e niqab per le nostre strade e nelle varie città italiane, che oltre a rappresentare come abbiamo viksto l’interpretazione piu’ violenta dell’islam, sono anche lesivi dei nostri diritti umani e della nostra libertà, altrettanto c’è da chiedersi dove sia lo Stato a Rosarno, dsove la sensazione di clandestinità non viene accertata nemmeno dalla giustizia e dove un poliziotto che malaugaratamente si è difeso da una aggressione con tanto di coltello ha sparato, ed ora si troverà sul banco degli imputati con probabilità di condanna. Poi dicono che gli italiani non vogliono fare quel tipo di lavoro, a parte la remunerazione, ma voi ci mandereste un vostro figlio o figlia tra una maggioranza di immigrati anche cosi’ violenti? Che fine mai farebbe?

  33. Sono d’accordo, a Rosarno perchè non si interviene sia nei confronti di chi fa lavorare in nero, sia verso chi è immigrato irregolare e clandestino? Come mai adesso che la stagione delle arance è finita chi è arrivato con un permesso di soggiorno limitato non è rientrato in patria ma è ancora li’. Vedremo se la Magistratura condannerà solo il poliziotto o anche gli immigrati clandestini e chi fa lavorare in nero. E l’USL dov’è quella che nelle fabbriche del Nord fiatava sempre sul collo degli imprenditori ormai scappati per troppe tasse e troppa rigidità? Il Sindaco chiede l’intervento dello Stato, chissà se si farà vedere.

  34. Guarda che anche al nord sono tantissimi gli imprenditori che sfruttano i lavoratori immigrati in nero, e sempre in nero eludono ed evadono il fisco. Alla grande, altro che rigidità: é permesso tutto, ma la gente preferisce pendersela con gli immigrati non con gli imprenditori disonesti ed evasori.

  35. Dobbiamo deciderci se volgiamo lo Stato oppure no. Quando non c’é lo invochiamo, ma quando c’é ci lamentiamo che é troppo rigido.

  36. Non bastavano i buonisti politici e non, non bastava il Papa e Avvenire che propaganda l’immigrazione a tutto spiano senza minimamente evidenziare che la clandestinità è ancora un reato che non sappiamo perchè, ma non viene applicato discriminandoci, ma addirittura Draghi in un consesso europeo invoca l’integrazione? Ma allora è una congiura a tutti i livelli, che avesse ragione chi annunciava fosse in atto il piano Kalergi? Ma Draghi si studi anche lui i trattati internazionali, europei e ci spieghi come deve essere interpretato il diritto di asilo, la Convenzione Africana Rifugiati e anche il regolamento Schengen che prevede che le frontiere esterne siano controllate e non come ora un vero colabrodo!!! Ha ragione chi ha detto che siccome a Creta i profughi non li vogliono, portiamolo dai cretini (che siamo poi noi italiani). Ma chi ha dato l’autorizzazione di portare in Italia anche i profughi che dovevano andare a Creta? La nostra stampa perchè non ci dà queste informazioni?

  37. Piu’ che stronzisti ci hanno detto che gli italiani sono “cretini”, dato che a Creta non li vogliono i profughi li portano dai “CRETINI”. Fantastica e reale questa vignetta.

  38. Non sono gli italiani stronzisti, ma quelli che continuano ad usare il termine buonista a sproposito. A sud di Creta sono morte centinaia di persone e io sono orgoglioso della nostra marina che é intervenuta per salvare, insieme alla marina greca, centinaia di persone. Chi usa il termine buonista in circostanze come queste di fronte a centinaia di cadaveri é uno stronzista.

  39. Ma era la nostra marina o una nave battente bandiera europea che li ha tratti in salvo? Comunque nulla da dire sui salvataggi che vanno effettuati, ma non si capisce perchè non li abbiano portati a Creta anzichè in Italia e che ci è valso l’appellativo di “CRETINI”? Lo sai spiegare tu il motivo?

  40. Il naufragio a sud di Creta – L’imbarcazione su cui viaggiavano i migranti ha iniziato ad affondare in acque internazionali 75 miglia a sud del porto di Kalo Limeni. A dare l’allarme è stata la Guardia Costiera italiana. Quattro imbarcazioni, oltre ad aerei ed elicotteri, prestano soccorso. “Alcuni migranti sono finiti in acqua. Le navi che incrociavano in zona (almeno quattro) hanno lanciato delle zattere di salvataggio e stanno intervenendo per salvare vite umane“, hanno annunciato le autorità portuali. Secondo gli inquirenti il barcone potrebbe essere partito da Libia, Egitto o Turchia (secondo le testimonianze dei primi uomini tratti in salvo). I morti potrebbero essere oltre 300. Sono orgoglioso della mia marina.

  41. Bravissima il Sindaco o la Sindaca di Augusta(M5Stelle) ieri mattina a Omnibus su LA7 ad esternare tutta la sua indignazione per essere stata lasciata sola dallo Stato, a governare degli sbarchi su un porto commerciale. Un conto sono i salvataggi in mare che sono doverosi, un altro sono gli sbarchi tutti in Italia sulle spalle e a spese degli italiani e dei Sindaci che poi si trovano soli a doverli gestire. Dov’è lo Stato nella gestione dell’immigrazione clandestina, a Rosarno e perchè non si rimpatria nessuno?

  42. Comunque se il barcone era partito dalla Turchia o dall’Egitto, dopo averli salvati e rifocillati, avrebbero dovuto portarli anche secondo la legge del mare da dove erano partiti ossia Egitto e Turchia e non in Italia come al solito.

  43. Se non si sa nemmeno da dove é partito, dove volevi che li portassero. Inoltre non si possono portare i naufraghi in un altro paese. Infine, ma ben più importante, di fronte alle centinaia e migliaia di morti, mi sembra l’ultimo dei problemi a cui pensare, se si ha un cuore non si é bestie.

  44. Di fatto li hanno portati ad Augusta e anche la Sindaca era piuttosto arrabbiata ieri mattina a Omnibus su LA7, lasciata sola davanti a queste emergenze. Persino un rappresentante del Governo presente in trasmissione sapeva che arrivavano da Creta questi naufraghi. Ma chi ha dato l’ordine di portarli in Italia e non in Grecia, nemmeno lui a quanto pare lo sapeva?. La risposta comunque pare scontata ed è una barzelletta ormai, dato che a Creta non li volevano li hanno portati dai “CRETINI”

  45. Siamo davvero messi bene, in Europa i nostri fantastici rappresentanti europei anzichè approvare una decisione che vieti i burqa e niqab in tutta Europa e che dopo la Sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che li ha definiti lesivi dei diritti e delle libertà altrui, cioè i nostri diritti e le nostre libertà, e quindi la loro libera circolazione in ogni luogo, strade comprese, in Italia e in Europa, di fatto rappresentano una discriminazione nei nostri confronti, si preoccupano invece di approvare una decisione che punisca forme di RAZZISMO e XENOFOBIA? Vogliono forse far diventare la paura un reato di xenofobia? E tutelare la “RAZZA” palesemente incostituzionale perchè significa mettere la razza su un gradino superiore rispetto all’uguaglianza stabilita dall’art. 3 costituzione che non consente alla legge di determinare nè distinzioni nè privilegi di sesso, razza e religione? Ma questa decisione, palesemente incostituzionale, abbiamo diritto almeno che ne venga valutata la costituzionalità prima di attuarla dato che nella sentenza 348/2007, la Corte Costituzionale ha stabilito che i trattati europei hanno il limite dell’intangibilità dei principi e diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e questa decisione pare proprio leda la neutralità prevista dall’art. 3 costituzione?

  46. Se l’UNAR che è l’Ufficio Nazionale antidiscriminazione, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità, si occupa della rimozioni delle discriminazioni, come mai non interviene nei confronti dei Burqa e Niqab in Italia dopo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo li ha definiti lesivi dei diritti e delle libertà altrui, e quindi la loro libera circolazione di fatto è una discriminazioni nei nostri confronti? Dato che ha mandato lettere anche ai politici non dovrebbe occuparsi anche di rimuovere i burqa e niqab in Italia?

  47. (1) La Corte Europea dei Diritti dell’uomo non dice assolutamente quello che riporta Lei. (2) Il razzismo va punito severamente: gli uomini sono tutti uguali e chi dice l’opposto va messo ai margini, perché é lui il bastardo.

  48. Gli uomini non sono tutti uguali anzi sono tutti diversi, ma è davanti alla legge che devono essere considerati con uguale parità sociale e senza distinzione di sesso, razza e religione ecc. Perciò nessuna legge dovrebbe in alcun modo proteggere o fare delle distinzioni o determinare dei privilegi per quanto riguarda la razza, il sesso, la religione ecc.. Questo è quanto pare emergere leggendo l’art. 3 della costituzione che anche i cittadini come gli organi dello Stato, secondo l’art. XVIII hanno il dovere di osservare fedelmente. Osservando fedelmente l’art. 3, io interpreto che nessuna legge dovrebbe privilegiare e mettere su un gradino di difesa superiore, nè la razza, nè il sesso, nè la religione ecc.. Ci sarebbe da discutere se siano costituzionali tante leggi, ivi compresa quella sul razzismo. Quanto al burqa e niqab la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha definito la dissimulazione del volto lesiva dei diritti e delle libertà altrui, l’ho trovato scritto in un documento dei costituzionalisti italiani su internet e penso proprio che l’abbiano tradotto bene dato che era una sentenza nei confronti della Francia e della legge francese che vieta i burqa e niqab. Quanto all’UNAR, se all’interno del Ministero dell’Interno c’è un ufficio che tutela le discriminazioni dovrebbe essere sensibilizzato anche a valutare quelle che gli italiani ritengono discriminazioni nei loro confronti senza sottovalutarle e dovrebbero semmai essere loro a trovare questa sentenza e a dare spiegazioni in merito, visto che abbiamo visto in TV mandano anche lettere a chi secondo loro non si esprime correttamente o no? O anche questa associazione si occupa solo degli immigrati e non degli italiani come tutte le altre?

  49. Dimenticavo di chiedere visto che Lei sostiene che la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non dice che la dissumulazione del volto lede il diritto e la libertà altrui, mi dica Lei cosa dice?. 2) Anch’io penso che la violenza e l’omicidio vadano puniti fortemente cosi’ come i furti e la violazione di domicilio. Ma che non si scambino lucciole per lanterne

  50. La Corte di Strasburgo ha detto cose completamente diverse da quelle che dice Lei: ha affermato che il divieto di coprirsi il volto con il velo integrale non viola i diritti umani. Ma ha anche affermato che la Francia anziché vietare di indossare il velo integrale motivandolo con motivi di sicurezza, avrebbe potuto raggiungere lo stesso obiettivo semplicemente imponendo l’obbligo di mostrare il viso. La Francia é stata in parte bacchettata dai togati (a Lei così cari) ritenendo che emanare leggi come quella in quesitone possa contribuire a rafforzare stereotipi ed intolleranza contro alcuni gruppi sociali.

  51. Ma state parlando della stessa sentenza? Sul sito dell’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) si legge che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sancito che la legge francese che impone il divieto assoluto di occultare il volto in luoghi pubblici “non determina una violazione della Convenzione europea dei diritti umani e specificatamente del diritto al rispetto della vita privata, del diritto alla manifestazione del proprio credo religioso e del diritto a non subire discriminazioni”. La Corte ritiene: 1) che le ragioni di sicurezza siano eccessive; 2) che “assicurare l’osservanza dei minimi requisiti della vita in società quale parte della protezione dei diritti e delle libertà altrui prevista” sia legittimo. Pertanto che, sebbene “suscettibile” di ceare una possibile “discriminazione indiretta” sulle donne che indossano il velo, “la misura legislativa francese risponde ad una giustificazione obiettiva e ragionevole”. Quindi io capisco che in Francia va rispettato il divieto di indossare il velo in luoghi pubblici: ho forse capito male?

  52. @si – dici giusto. Ma la Corte ha ritenuto che meglio sarebbe stato semplicemente vietare di coprirsi il volto anziché vietare il burqa, per il rischio di creare una possibili discriminazione indiretta sulle donne che indossano il velo islamico. Per la Corte sarebbe bastato il divieto di coprirsi il volto nei luoghi pubblici, senza necessità di far menzione a burqa o altro.

  53. Ma se la Corte scrive “la misura legislativa francese risponde ad una giustificazione obiettiva e ragionevole” e “non determina una violazione della Convenzione europea dei diritti umani e specificatamente del diritto al rispetto della vita privata, del diritto alla manifestazione del proprio credo religioso e del diritto a non subire discriminazioni”, di cosa stiamo parlando?

  54. @si – stiamo parlando che é sufficiente, come dice la Corte, una norma che impedisca di coprirsi il volto in pubblico, come già esiste in Italia, senza tante tempeste in un bicchiere.

  55. Io non l’ho letta sul sito dell’ASGI, bensi’ in un documento in internet dell’Associazione italiana Costituzionalisti in cui spiegano tutto il percorso di questa legge sia al Consiglio Costituzionale che alla Corte Europea diritti dell’uomo. In questo documento si legge che il giudice europeo ha dichiarato che la legge francese non viola la Convenzione, affermando che lo Stato francese ha fatto un uso proporzionato del margine di apprezzamentodi cui gode nel disciplinare materie sensibili e sostenendo che l’intervento legislativo trova la sua ragione giustificatrice nella garanzia del rispetto dei valori democratici tra cui la Corte EDU annovera le esigenze del “vivre ensemble” declinazione della “PROTEZIONE DEI DIRITTI E LIBERTA’ ALTRUI” di cui ai paragrafi 2 degli articoli 8 e seguenti della Convenzione.. Aggiunge poi a pag.5 che nel caso di specie, la Corte EDU ha ribadito l’orientamento secondo il quale la previa pronuncia del Conseil Constitutionnel (beati i francesi che quanto emanano una legge il loro art. 61 consente loro di verificare la costituzionalità della legge ricorrendo preventivamente al Consiglio Costituzionale) che aveva sancito la conformità della legge alla Costituzione e della Corte di Cassazione (pur in un caso nel quale la ricorrente non era parte) che aveva rigettato una doglianza simile asserendo che la legge che vieta il porto del velo integrale “protegge l’ordine e la sicurezza pubblica” fossero sufficienti a far ritenere che qualora la ricorrente fosse stata condannata in applicazione di tale legge e si fosse rivolta ai giudici nazionali facendo valere la violazione dell’art. 9 della convenzione, la sua doglianza sarebbe stata rigettata. Inoltre la Corte di Strasburgo si dice “tres preoccupee” in rapporto alle accuse fatte da alcuni intervenienti a favore della ricorrente che riportavano che la legge era nata sulla spinta di propositi islamofobi e ha sottolineato il rischio che una legge come quella oggetto del suo scrutinio potesse contribuire alla creazione di stereotipi e ad incoraggiare l’intolleranza,e poi analizza tutta la storia della legge riportanto che dopo l’entrata in vigore della legge il Consei <<<<<<<<<<<<<

  56. Io non l\’ho letta sul sito dell\’ASGI, bensi\’ in un documento in internet dell\’Associazione italiana Costituzionalisti in cui spiegano tutto il percorso di questa legge sia al Consiglio Costituzionale che alla Corte Europea diritti dell\’uomo. In questo documento si legge che il giudice europeo ha dichiarato che la legge francese non viola la Convenzione, affermando che lo Stato francese ha fatto un uso proporzionato del margine di apprezzamentodi cui gode nel disciplinare materie sensibili e sostenendo che l\’intervento legislativo trova la sua ragione giustificatrice nella garanzia del rispetto dei valori democratici tra cui la Corte EDU annovera le esigenze del \”vivre ensemble\” declinazione della \”PROTEZIONE DEI DIRITTI E LIBERTA\’ ALTRUI\” di cui ai paragrafi 2 degli articoli 8 e seguenti della Convenzione.. Aggiunge poi a pag.5 che nel caso di specie, la Corte EDU ha ribadito l\’orientamento secondo il quale la previa pronuncia del Conseil Constitutionnel (beati i francesi che quanto emanano una legge il loro art. 61 consente loro di verificare la costituzionalità della legge ricorrendo preventivamente al Consiglio Costituzionale) che aveva sancito la conformità della legge alla Costituzione e della Corte di Cassazione (pur in un caso nel quale la ricorrente non era parte) che aveva rigettato una doglianza simile asserendo che la legge che vieta il porto del velo integrale \”protegge l\’ordine e la sicurezza pubblica\” fossero sufficienti a far ritenere che qualora la ricorrente fosse stata condannata in applicazione di tale legge e si fosse rivolta ai giudici nazionali facendo valere la violazione dell\’art. 9 della convenzione, la sua doglianza sarebbe stata rigettata. Inoltre la Corte di Strasburgo si dice \”tres preoccupee\” in rapporto alle accuse fatte da alcuni intervenienti a favore della ricorrente che riportavano che la legge era nata sulla spinta di propositi islamofobi e ha sottolineato il rischio che una legge come quella oggetto del suo scrutinio potesse contribuire alla creazione di stereotipi e ad incoraggiare l\’intolleranza,e poi analizza tutta la storia della legge riportanto che dopo l\’entrata in vigore della legge il Consei <<<<<<<<<<<<<

  57. poi analizza tutta la storia della legge riportanto che dopo ‘entrata in vigore della legge il Conseil consti tutionnel ha dichiarato che la legge in questione è compatibile con il dettato costituzionale riconoscendo che il porto del velo integrale puo\\\’ costituire un pericolo per la sicurezza pubblica affermando che le donne che nascondono il proprio volto volontariamente o meno si trovano in una situazione di esclusione e d\\\’inferiorità manifestamente incompatibili con i principi costituzionali di libertò e uguaglianza e che dunque l\\\’introduzione del divieto generale non poteva dirsi manifestamente sproporzionata, Questo il Giudizio del Consiglio Costituzionale francese. La Corte Europea diritti dell\\\’uomo pur non condividendo in toto il giudizio del Consiglio Costituzionale termina stabilendo che la dissimulazione del volto in pubblico crea, infatti, una difficoltà alle relazioni interpersonali e sociali, rappresentando una sorta di chiusura rispetto agli altri soggetti che vivono la collettività e ledendo il diritto altrui di muoversi in uno spazio ove la vita comune è facilitata. In conclusione solo quest\\\’ultimo profilo dei \\\”valori minimi di uno stato democratico\\\” è stato ritenuto idoneo dalla Corte Europea alla stregua di scopo legittimo in grado di giustificare l\\\’ingerenza legislativa. Emerge perciò che mentre la Corte Costituzionale francese ha ritenuto costituzionale in toto la legge che vieta burqa e niqab, la Corte Europea Diritti dell\\\’Uomo l\\\’ha ritenuta lesiva della protezione dei diritti e della libertà altrui. Non so se tu hai letto la stessa sentenza ma piu\\\’ chiaro di cosi\\\’ non puo\\\’ essere. I burqa e niqab ledono i diritti e le libertà altrui non solo in Francia ma in tutta Europa.

  58. La tempesta nel bicchiere come tu dici non ci sarebbe, se quella legge che esiste in Italia e che vieta l’uso di caschi protettivi e di qualsiasi altro mezzo a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico o aperto al pubblico “senza giustificato motivo” art.5 legge 152/75 non fosse stata interpretata dai giudici in modo tale che hanno dato alle parole “mezzo atto” anzichè il significato di mezzo adatto o idoneo a rendere difficoltoso il riconoscimento e quindi i burqa e niqab sono certamente mezzi adatti o idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento, il significato di mezzo “finalizzato”, specificando che burqa e niqab non sono mezzi che si utilizzano col fine di non farsi riconoscere ma sono attuazione di una tradizione di determinate culture, legittimandoli cosi’ di fatto. Perciò pare proprio che questa legge sia stata vanificata da questa interpretazione della Magistratura e che i burqa e niqab possano circolare per strada senza che le forze dell’ordine possano intervenire. La legge francese non è diversa dalla nostra legge, però la loro Corte Costituzionale ha dichiarato costituzionale la legge che li vieta per motivi di sicurezza e la Corte Europea Diritti dell’Uomo ha riscontrato nei burqa e niqab la lesione dei diritti e delle libertà altrui, le nostre. Perciò l’Italia dovrebbe correggere la legge vietando burqa e niqab anche per evitare una discriminazione nei nostri confronti, e tutta l’Europa li dovrebbe vietare per la stessa ragione. I veri discriminati siamo noi, e dai burqa e niqab

  59. Tra i due estremi della propaganda xenofoba e della ingenua negazione di una questione (che invece esiste), si dovrebbe mantenere un profilo di buon senso. Finchè la questione si affronta da tifosi di squadre di calcio, non si va molto lontano.

  60. Cosa dici “si” io non ho tessere di partito e sto affrontando la questione dal punto di vista della giustizia, quella vera. E siccome i burqa e niqab per strada oltre ad essere una chiara dimostrazione di una realtà che incombe con l’intento non di integrazione ma di sopraffazione dei nostri diritti, oltre a generare paura, sconcerto e dubbi in chi le incontra, spaventano anche i bambini. Che diritto allora hanno queste persone di spaventare i bambini e di generare sconcerto in tutta la gente che incontrano proprio nessuna, visto che persino il nostro Stato nell’art.26 della Carta dei valori di cittadinanza e integrazione D.M. 23/4/2007 che ti consiglio di leggere, li ha definiti inaccettabili. Sono proprio inaccettabili e non solo la Corte Costituzionale francese ha stabilito che vietarli tutela la sicurezza dei cittadini di uno Stato, anche se purtroppo il giudizio della Corte Costituzionale francese da noi non dovrebbe valere, ma quello della Corte Europea Diritti dell’Uomo invece dovrebbe valere in tutta Europa. Se questa Corte ha stabilito che dissimulare il volto lede i diritti e le libertà altrui di muoversi in uno spazio dove la vita comune è facilitata, allora burqa e niqab non solo ledono i diritti umani in Francia ma anche in Italia e in tutta Europa e sarebbe doveroso per non discriminare noi che tutti i Paesi Europei lo vietassero se come è scritto nei trattati vogliono che l’Europa sia unno spazio di libertà, giustizia e sicurezza. Ma della discriminazione nei nostri confronti nessuno è sensibile, diverso sarebbe il contrario. E poi basta con questa XENOFOBIA, fa piu’ danni la XENOFILIA visto che mette le bende agli occhi e i tappi nelle orecchie alla gente!!!

  61. La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI) ha pubblicato oggi il quinto rapporto sull’Italia, nel quale esamina i recenti sviluppi e le questioni ancora irrisolte e formula raccomandazioni alle autorità del paese.

    “Mi congratulo con l’Italia per l’adozione della legge che riconosce ufficialmente le unioni civili per le coppie dello stesso sesso. È importante concedere a tutti gli stessi diritti”, ha dichiarato Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa.

    L’ECRI accoglie con favore una serie di iniziative legislative contro il razzismo e la discriminazione razziale. Inoltre, se adottato, un disegno di legge agevolerà l’accesso alla cittadinanza italiana per numerosi minori stranieri in Italia.

    Dal rapporto emerge che:

    un numero crescente di episodi di discorsi di incitamento all’odio ha dato luogo a procedimenti giudiziari;
    il nuovo Piano d’azione contro il razzismo propone misure per combattere il discorso dell’odio e la violenza razzista, omofobica e transfobica in linea con le raccomandazioni dell’ECRI;
    l’Osserv atorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD) è una misura pratica per facilitare le segnalazioni di crimini d’odio e migliorare la comunicazione tra le forze di polizia e le vittime.

    L’ECRI elogia inoltre l’Italia per i notevoli sforzi compiuti nelle operazioni di salvataggio in mare e nel fornire sistemazioni decenti alle masse di migranti e richiedenti asilo provenienti dal Nord Africa.

    Il rapporto rileva, tuttavia, delle lacune nella legislazione antidiscriminazione che non considera reato penalmente perseguibile la discriminazione fondata sul colore o sulla lingua e che non sempre prevede una pena efficace, commisurata e dissuasiva. Inoltre, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) non è un organo indipendente e, nonostante le sue numerose attività nel campo della lotta alla discriminazione, il suo mandato è limitato.

    “Sono preoccupato per il perdurare degli sgomberi forzati dei Rom dagli insediamenti abusivi”, ha affermato il Presidente dell’ECRI, Christian Ahlund. “Esorto le autorità locali e nazionali a procedere a tali sgomberi nel rispetto delle garanzie procedurali e unicamente qualora vi siano soluzioni abitative alternative”.

    Mal grado i progressi realizzati sul piano legislativo per la tutela dei diritti delle persone LGBT, l’ECRI constata che la questione dell’educazione sessuale nelle scuole, in particolare in materia di identità di genere e orientamento sessuale, rimane materia controversa e incontra forti opposizioni da parte di alcune autorità regionali.

    Il rapporto formula una serie di raccomandazioni, tra cui le seguenti due raccomandazioni specifiche per le quali l’ECRI richiede alle autorità italiane un’applicazione prioritaria. Queste saranno oggetto di una procedura di monitoraggio intermedio condotta dall’ECRI entro due anni:

    Garantire la completa indipendenza dell’UNAR de jure e de facto, ed estendere le sue competenze alla discriminazione fondata sul colore, la lingua, la religione, la nazionalità e l’origine nazionale.
    Adottare provvedimenti negli istituti scolastici per promuovere la reciproca tolleranza e il rispetto, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

  62. L’unico burqa che si é visto a Brescia é quello di una italiana svitata, che é la notizia che stiamo commentando. Più che vietare il burqa bisognava fare un TSO alla svitata.

  63. Se l’UNAR si occupa anche delle discriminazioni nazionali, allora dovrebbe intervenire affinchè si vietino i burqa e niqab in tutta Italia, visto che nel 2014 la Corte Europea Diritti dell’Uomo li ha definiti lesivi dei diritti e delle libertà altrui, le nostre. La Commissione europea poi farebbe bene anch’essa a prendere prima di tutto in esame questa palese discriminazione nei nostri confronti, visto che burqa e niqab circolano non solo in Italia ma anche in tutta Europa. Dovrebbero poi stabilire in cosa consista il razzismo e l’istigazione all’odio, prima di giudicare o far rientrare in queste definizioni anche quella che è una semplice manifestazione del pensiero o manifestazione delle proprie opinioni in difesa dei propri diritti e valori. Troppo comodo chiudere la bocca alla gente tacciandoli di razzismo e xenofobia. Poi dovrebbe essere la Corte Costituzionale a stabilire se siano costituzionali le leggi che mettono su un gradino superiore di difesa o di protezione la razza, il sesso, la religione ecc. perchè a quanto pare leggendo l’art.3 della Costituzione non dovrebbero essere costituzionali, visto che la pari dignità sociale davanti alla legge prevista da questo articolo, deve essere intesa senza distinzioni di razza,sesso,religion e ecc.

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