Ozonoterapia, “risultati incredibili” nella cura dei bimbi del Terzo Mondo

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“Ozono, respiro di vita”. Attorno a questo tema hanno dibattuto oggi – all’Ircss San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di via Pilastroni, a Brescia – autorevoli rappresentanti del mondo scientifico e cattolico bresciano.

Il parterre dei relatori comprendeva, infatti, Fra Fiorenzo Priuli (medico chirurgo missionario Fatebenefratelli), Antonio Carlo Galoforo (medico chirurgo, direttivo Sioot, università di Pavia), Marianno Franzini (presidente Sioot, società scientifica di ossigeno ozono terapia, università di Pavia), Paolo Garbelli (medico veterinario) e Fra Luca Beato (presidente Uta onlus), intervistati dal direttore dell’agenzia Cattolica Zenit Antonio Gaspari.

Spunto per la discussione le proprietà dell’ozono, il più grande battericida esistente, e le sue applicazioni pratiche nella cura di malati in Italia e nel mondo. Grazie al contributo di medici e volontari bresciani, infatti, l’ozonoterapia è oggi uno strumento importante anche per migliorare le condizioni di salute delle popolazioni del cosiddetto terzo mondo, con significativi risultati (e risparmi) su: infezioni osteoarticolari, ernia discale, artrosi della colonna e delle articolazioni, piaghe, traumi cranici con emorragie, ischemia degli arti inferiori e piaghe diabetiche, autoemoinfusioni ozonizzate etc.

“L’idea di utilizzare l’ozono per curare la terribile piaga dell’ulcera di Buruli”, ha sottolineato Galoforo, “è nata in un incontro al Rotary: abbiamo iniziato a sperimentarne l’utilizzo a basso dosaggio e i risultati sono stati da subito significativi. Poi abbiamo incontrato fra Fiorenzo all’Oms e con lui abbiamo ragionato sulle possibili applicazioni: da lì è nata l’avventura dell’Africa. La proposta e l’obiettivo, ora, è che tutte le Onlus che lavorano in quel continente possano dotarsi di questo strumento”. “Di ozono non sapevo nulla”, ha sottolineato Priuli, “ma ne ho capito subito l’importanza. I risultati pratici sono stati incredibili, anche ben al di là di quanto certificato fino a oggi”. Quindi l’appello: “l’ideale sarebbe che ogni reparto del nostro ospedale avesse una macchinetta per risparmiare sulle cure e liberare i letti per accogliere coloro che stanno fuori dalla struttura”.

Il confronto – a cui ha assistito un centinaio di spettatori – ha preso le mosse dall’opera che ha dato il titolo all’iniziativa pubblicata da If Press, frutto di un’inchiesta condotta negli anni dai Alessandro De Vecchi, Antonio Gaspari e Massimo Nardi. Tra le curiosità l’intervento di Garbelli, che ha sottolineato come l’ozono – somministrato nell’aria e nell’acqua – possa essere una valida alternativa all’utilizzo di antibiotici negli allevamenti animali (“nel mio allevamento ho ottenuto un calo del 92 per cento nell’utilizzo degli antibiotici”). Franzini, sul punto, ha anche sottolineato che in collaborazione con Sioot sta nascendo un consorzio per la produzione di carni senza antibiotici. 

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