A2A, ok al bilancio, con 32 milioni per la Loggia. Valotti: ora le azioni valgono il doppio

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L’assemblea degli azionisti di A2A ha approvato il bilancio dell’esercizio 2015, chiuso con un utile netto di 73 milioni di euro, e ha deliberato di assegnare un dividendo di 0,041 euro per azione (la cedola sarà staccata il 20 giugno), che per la Loggia vogliono dire circa 32 milioni di euro. Inoltre, l’assemblea ha approvato un piano di acquisto e disposizione di azioni proprie, fino a un ammontare massimo di 313.290.527 azioni.

Quanto invece all’ipotesi di una riduzione delle quote di Milano e Brescia in A2A (la Loggia sarebbe intenzionata a cedere il 5 per cento), il presidente Giovanni Valotti ha spiegato in assemblea che spetta ai Comuni azionisti, sottolineando comunque che una eventuale cessione oggi delle partecipazioni permetterebbe ai due azionisti pubblici, titolari complessivamente del 50% del capitale, di incassare quasi il doppio rispetto al valore di Borsa dei titoli prima che gli attuali vertici entrassero in carica. "In questa fase di passaggio – ha aggiunto Maurizio Baruffi, capo di gabinetto del primo cittadino di Milano – il sindaco Pisapia lascia al suo successore un rapporto positivo con l’azienda".  

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UN COMMENTO

  1. Le azioni valgono il doppio da quando, visto che si parla a chi come Brescia si ricorda di ASM ? E poi l’ultimo rinnovo dei vertici è del 16 giugno 2014 quando la quotazione era 0,98 euro mentre oggi è 1,26. Ma si potrebbe procedere guardando oggi rispetto ad un anno fa esatto per stimare un incremento del 14,35%. E sopratutto A2A, quotata su un mercato ufficiale mai così volatile da tre anni a quasta parte, è soggetta nè più nè meno agli andamenti assai mutevoli delle quotazioni: controprova il fatto che un acquirente di 6 mesi fa avrebbe un…decremento di valore del suo investimento pari al 4,56%, Quindi, basta fumo negli occhi spacciato per certezze. Si dovrebbe dire invece che tutto, per creare valore, è stato fatto guardando molto alla redditività netta e assai poco alla gestione caratteristica. E con strategie di finanza speculativa, cioè non più da multiutility pubblica che gestisce un bene comune quale fu un tempo il core businnes energetico. Ma ochio sempre all’indebitamento pesante ed ai dividendi distribuiti, come qualcuno già commenta, depauperando il patrimonio. Da ultimo, assai malcelato, un mezzo invito da parte dei vertici di A2A ai soci pubblici perchè “si levino di torno” il più presto possibile. C’era una volta ASM, ripetiamo addolorati…

  2. oggi vale 1,2 euro. Il comune meno di un anno fa le ha vendute a circa 0,7 euro incassando più o meno 60 milioni. vendute oggi queste azioni avrebbero portato nelle casse del comune oltre 100 milioni. mi chiedo perché abbiamo venduto a prezzi così bassi? chi ha comprato quelle azioni che oggi valgono quasi il doppio? non era meglio che a guadagnarci fosse il comune?

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