Unioni civili, la polemica si infiamma. Anche Giorgia Meloni contro la Castelletti

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Si infiamma la polemica tra sostenitori dei diritti Lgbt e contrari ai matrimoni tra persone dello stesso sesso anche a Brescia. Uno scontro che ha trovato nuovo vigore con il consiglio comunale della scorsa settimana e in particolare con il "Mi piace" fatto dal vicesindaco Laura Castelletti al post di un dipendente comunale che invitava (pur con evidente intento provocatorio) a spedire in campo di concentramento i giovani di destra che avevano appena manifestato contro l’esponente di Palazzo Loggia.
 
Immediate le richieste di dimissioni della Castelletti da parte di diversi esponenti del centrodestra. Ma il caso è ormai diventato nazionale. E anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha deciso di intervenire nella polemica con un post contro il vicesindaco di Brescia che pubblichiamo di seguito:

La scorsa settimana Laura Castelletti, vicesindaco e assessore alla Cultura di Brescia, ha definito omofobo chi non condivide la nuova legge sulle unioni civili voluta dal Governo Renzi. Ieri, in occasione della composta protesta dei ragazzi di Gioventù Nazionale, ha dato il peggio di sé condividendo sui social network la posizione di chi auspicava addirittura i campi di concentramento per chi la pensa in modo differente da lei. Si fanno chiamare "democratici" e questa hanno il coraggio di chiamarla "tolleranza".

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UN COMMENTO

  1. Buongiorno. Cortesemente è possibile sapere dove la Signora Castelletti ha condiviso ‘sui social network la posizione di chi auspicava addirittura i campi di concentramento per chi la pensa in modo differente da lei’?
    Grazie.

  2. certe volte basterebbe un po’ di buon senso: un comunicato congiunto Diocesi di Brescia e Comune che si scusano entrambi per un cartello chiaramente “inopportuno” e per una reazione altrettanto “inopportuna”. Un briciolo di diplomazia per coprire due comportamenti fuori da ogni logica di buon senso e intelligenza.

  3. troppo onore ad una vicesindaca che andrebbe giudicata (e “condannata”) non per dichiarazioni improvvide e infantili ma per come (malamente) gestisce il patrimonio culturale di Brescia.

  4. La signora Castelletti si è espressa in modo rozzo sulla base di ragionamenti di un semplicismo grossolano. Ciò conferma la pochezza delle sue capacità di elaborazione di un pensiero articolato e coerente: ciò nonostante è assessore alla cultura di una importante città. Questa supponente pochezza, unita alla mancanza di rispetto per le opinioni altrui, dovrebbero indurre il sindaco a ridimensionare il ruolo della persona in questione. Non se ne può più di carrieristi politici che galleggiano a qualunque costo e a fronte di qualunque tempo. Non bastava un assessore permeato della logica del …”lei non sa chi sono io…”. Cosa ci vuole a capire che la gente non sopporta più tutta quest’arroganza?

  5. Credo che questi quattro fascistelli (poveretti facevano tenerezza, loro e le loro magliette in piedi)vadano imparati alla storia. Non scriverebbero con quei caratteri. Credo che il mio omonimo, che fa lo spiritoso, che parla di ridimensionare e di elaborazione e che utilizza lo stesso linguaggio di sempre e non ha nemmeno il coraggio di firmarsi come prima faceva e di cui conosciamo il passato debba smeterla di utilizzare le parole come asce.
    Perchè questo comporta che anche gli altri lo facciano.

  6. Non certo come prigionieri, ma come scolaretti ignoranti della storia, che ancora non hanno ben chiaro il rapporto tra fascismo e antifascismo, gli (ex?) fascisti di FdI un giretto dovrebbero farlo in un campo di concentramento. Molti di loro provengono dal MSI e dal Fronte della Gioventù, eredi storici del fascismo.

  7. ti faccio notare che qui non si parla di fare un giro, ma di “metterli in un campo di concentramento”. ora mi spieghi dove è la presunta superiorità intellettuale se tu ti auguri per chi non la pensa come te il campo di concentramento? e poi la signora Castelli si augura una loro rieducazione, starei attento ad usare concetti simili in quanto identici a quelli che in passato fascismo e comunismo “vero” hanno usato come giustificazione allo sterminio. questo è l’oggetto del contendere e non altro.

  8. Come scrivi. Il tuo italiano fa pena come i preconcetti e l’odio che ti offuscano il cervello. La signora ha insultato persino dei sacerdoti solo perché esprimevano delle valutazioni in linea con i loro precetti. Non dimentichiamo che il fascismo ha avuto origine da un socialista. Cosa c’è di più lontano dalla cultura e di più prossimo ai totalitarismi, dell’intolleranza?

  9. Vuoi vedere che da un “mi piace” può nascere in fascismo? E’ la teoria del caos di Lorenz: “Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas? La risposta è SI.

  10. Paroloni, mio accademio della crusca (della farmacia, che fa bene al colon).
    Se leggi quanto scritto dalla Signora Castelli non v’è nulla di più lontano dall’insulto agli indossanti clergyman.
    C’è solo una difesa delle persone anormali.
    E comunque anche io sono tifoso delle sentinelle in piedi e tanta cacca a diavolo.

  11. Credo che tu abbia qualche confusione in testa. arrivi a definire gli omosessuali delle persone anormali. Anormale sarai tu, non gli omosessuali. Ad ogni buon conto, io capisco che dei preti, e anche chi prete non è, possano essere contrari alle cosiddette unioni civili, senza per questo dover ricevere degli insulti da chi, forse per pochezza culturale, non la pensa come loro. La “pasionaria” dovrebbe farsi leggere Voltaire.

  12. Ho saputo in via del tutto riservata che anche Barack Obama ha fatto un post contro la vicesindaca. Anche a lui lui non piace il mi piace. Interverrà la Farnesina?

  13. Per quanto ne so io la segnalazione è sul tavolo di Mattarella. O la vicesindaca ritratta e corregge con un “non mi piace” o lo mette Mattarella stesso. Uno vale uno, indubbiamente, ma un “non mi piace” di Mattarella vale almeno due.

  14. la Giorgia è senza lavoro, ha del gran tempo libero per pensare anche a Brescia, e il Presidente Mattarella non si fa certo strumentalizzare da voialtri.

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