Nuovo piano cave per il 2018. Grandi (Aib): le aziende hanno bisogno di pianificare

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Il nuovo piano cave sarà pronto nel 2018 e prevederà un ridimensionamento dei quantitativi. Ad annunciarlo è stato Giambattista Groli, sindaco di Castenedolo e consigliere delegato in Provincia sul tema cave, al Giornale di Brescia.

Il precedente piano prevedeva 54 ambiti estrattivi (ATE) con 70,3 milioni di mc di materiale da scavare: alcuni non sono mai partiti e ad oggi risultano estratti solo 31 milioni di mc. “Segno che il vecchio piano era sovradimensionato. Ora dovremo ragionare su numeri ben più modesti”, ha commentato Groli. Che ha aggiunto: “Non ci saranno nuovi siti estrattivi utilizzeremo gli Ate esistenti, cercando di mettere le aziende in condizione di poter programmare l’attività del prossimo decennio”.

Ma i cavatori la pensano in maniera molto diversa. “Senza pianificazione, per le aziende è impossibile fare investimenti e portare avanti il proprio business. Il piano cave è scaduto da un anno e mezzo. Per elaborarne uno nuovo in maniera rigorosa servono tre anni. Eppure l’iter non è ancora partito”, ha replicato Daniela Grandi, sottolineando che “prima di parlare di quantità, bisogna avviare un confron to che tenga conto delle esigenze del territorio, sia in termini di fabbisogno territoriale, sia in termini di capacità imprenditoriale e tutela dei posti di lavoro. Bisogna partire da lì. Sia chiaro, un ridimensionamento delle quantità è condivisibile. Ma deve essere l’esito di un percorso che, allo stato attuale, non è stato nemmeno avviato”.

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  1. Ancora con questa storia che i cavatori hanno pagato gli oneri di escavazione e quindi hanno diritto a richiedere altri volumi.
    Comincino a pagare l’IMU in categorie catastali adeguate invece di continuare a pagare l’IMU agricola.
    E con 35 milioni di metri cubi non estratti dai 70 milioni autorizzati da Formigoni nel 2005 hanno il coraggio di chiederne ancora? Ma state zitti per favore!

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