Il rettore Pecorelli a processo: l’accusa della Procura è truffa

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Inizierà il 14 ottobre – secondo quanto riportato dal Corsera – il processo a carico del rettore uscente dell’Università di Brescia con l’accusa di truffa. Secondo i pm, infatti, Pecorelli avrebbe ricevuto tre anni di retribuzione aggiuntiva senza averne diritto (nel mirino in particolare l’indennità incassata per il 2012, 2013 e 2014 in qualità di direttore dell’Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia al Civile, funzioni che però non avrebbe svolto), mentre per la difesa l’accusa è totalmente infondata perché la presenza in ospedale non era il criterio fondamentale per percepire la retribuzione.

Resta ancora aperta, poi, l’inchiesta che vede Pecorelli indagato per abuso d’ufficio con quattro componenti della commissione che nel 2014 diede il placet all’assunzione dell’ex segretaria del ministro Gelmini con un concorso per l’accusa indetto ad arte. La donna sarebbe stata assunta ufficialmente in veste di consulente per un progetto internazionale che coinvolgeva l’università, ma di fatto, secondo l’accusa, utilizzata come segretaria personale.

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  1. Brutta storia, anzi brutte storie entrambe. Truffa e abuso d’ufficio non sono qusquilie per colui che, in base alle deleghe ufficiali, ebbe pure come Rettore la rappresentanza legale dell’Università di Brescia.

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