Cari tifosi del Brescia, spero di incontrarvi di nuovo

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di Roberto Boscaglia – “Un anno è un lasso di tempo sufficiente per stilare dei bilanci. Per chiedersi come si sia chiusa un’esperienza, per dare delle risposte a se stessi, che abbiano una logica e consentano di guardare dentro il proprio cuore. In dodici mesi, Brescia mi ha regalato moltissimo dal punto di vista professionale, mi ha dato l’opportunità di crescere e conoscere cosa significhi lavorare in una città e in un club con grandi tradizioni. E’ un patrimonio che accompagnerà tutta la mia vita e la mia carriera in maniera pregnante. Il rapporto con la dirigenza della società è stato eccellente. Non potrò mai finire di ringraziare i miei interlocutori, per come hanno contribuito a farmi vedere il calcio da una nuova prospettiva. Grazie a loro, e tutti quelli che hanno lavorato nel corso della stagione: i medici, lo staff sanitario, il team manager, i magazzinieri e tutti i collaboratori che rendono il Brescia Calcio una famiglia meravigliosa.

Così come non basterebbero parole per evidenziare come io mi sia sentito accolto dall’intera Brescia: una splendida città, a misura d’uomo, in cui ho svolto il mio lavoro percependolo come un privilegio assoluto.

Giunga la mia gratitudine anche a tutti i giornalisti, con cui ho condiviso quest’avventura: il loro atteggiamento e la loro competenza sono stati importanti nel raggiungimento dei nostri obiettivi.

Ma il rapporto che ho sentito davvero speciale è quello con i tifosi, che hanno apprezzato dal primo giorno come i nostri calciatori abbiano sempre dato il massimo e mai si siano tirati indietro. Sono contento per le gioie che abbiamo regalato loro, mi è dispiaciuto quando il nostro rendimento non è stato all’altezza dell’impegno profuso. So perfettamente come i nostri sostenitori abbiamo apprezzato la nostra volontà di essere all’altezza del prestigio della maglia che indossavamo e per me è stata una grande soddisfazione che il lavoro dei giocatori, dello staff e mio personale siano stati valorizzati.

Un grazie anche, e soprattutto, ai giocatori. A tutti loro, nessuno escluso. Hanno interpretato al meglio il loro ruolo di combattenti al servizio del gruppo, hanno sempre subordinato i propri obiettivi personali a quelli della squadra, mostrando qualità umane, maturità, personalità e professionalità. Ognuno di loro, per le proprie caratteristiche, con quest’atteggiamento, raggiungerà certamente i traguardi che merita. Questo gruppo rimarrà sempre scolpito dentro di me.

Nel calcio, come nella vita, ci sono dei rapporti che, pur vissuti pienamente, sono destinati a finire, al di là della volontà dei protagonisti. Parlando proprio del rapporto che mi lega a Brescia e al Brescia, lo sento così elevato, che non mi piace usare la parola “finito”. Preferisco, invece, utilizzare la parola “interrotto”. Perché, al di là della professionalità che deve accompagnare il mio ruolo, la speranza è che questo non sia un addio, ma un arrivederci. La speranza è che la strada del Brescia e quella della mia storia futura possano incontrarsi di nuovo, per scrivere altre pagine esaltanti della storia di questo club.

Ex allenatore del Brescia

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