Polizia, pusher e clandestini nel mirino. Espulso il marocchino che aveva tentato di stuprare una giovane

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Proseguono i servizi di Controllo del Territorio disposti dal Questore per prevenire furti nelle abitazioni ed altri reati. L’azione delle pattuglie è stata indirizzata in particolare verso alcuni dei "punti sensibili" della città, segnalati dai residenti per problematiche di ordine e sicurezza pubblica, in una consolidata e moderna ottica operativa di "Territorio sotto controllo".

Nell’occasione mirati passaggi e soste sono stati effettuati nel centro storico bresciano, con servizi specifici nella zona della Stazione Ferroviaria – piazzale antistante la stazione e via Togni, piazza della Repubblica, via dei Mille, via Lattanzio Gambara, via Foppa, via F.lli Folonari e via Solferino – e nella zona Carmine.

L’attività di polizia ha interessato esercizi pubblici e complessi abitativi, oggetto di presenza di persone sospette e attività verosimilmente illecite. Sono state controllate 510 persone indagate 6 persone per reati di spaccio di sostanze stupefacenti o per posizione di irregolarità sul Territorio Nazionale. Inoltre, sono stati controllati 9 esercizi commerciali di cui 3 hanno subito delle sanzioni amministrative per un ammontare di 6.400€.

Per quanto concerne i controlli sui clandestini, durante l’ultima settimana sono stati individuati ed espulsi 20 stranieri altamente pericolosi. Tra questi si segnala un cittadino di origine marocchine, D.H. classe 1982, coniugato e padre di due minori che, la scorsa settimana, ha tentato di violentare una giovane ragazza italiana, aggredendola all’interno del giardino di casa, non riuscendo nell’intento grazie alla pronta reazione della vittima e al tempestivo intervento delle forze dell’ordine. Arrestato, ma subito scarcerato, l’uomo è stato immediatamente espulso anche a causa dei trascorsi criminali in materia di stupefacenti.

Stessa sorte è stata per un cittadino albanese, N. T. classe 1973, da tempo residente in zona Carmine. Coniugato e padre di una minore italiana, ha perso la responsabilità genitoriale a causa dell’indole violenta e pericolosa, e perché avvezzo alle risse e alle aggressioni.

Da ultimo un altro cittadino albanese, D.B., pluripregiudicato per reati in materia di sostanze stupefacenti e già gravato da diverse espulsioni. E’ tornato in Italia ma subito accompagnato in frontiera dopo aver contratto un fittizio matrimonio con una cittadina italiana. Le indagini avviate hanno mostrato che non ha mai convissuto con la moglie italiana, sposata quando era in Albania. Ha cercato di giustificarsi dicendo al giudice “che non conviveva perché aveva litigato con la moglie, come succede normalmente”. Il Giudice non gli ha creduto e per lui non c’è stato scampo, è tornato in patria la scorsa notte.   

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  1. Si spera siano stati espulsi veramente accompagnandoli o su un aereo o al Consolato o Ambasciata di provenienza come prevede il testo unico sull’immigrazione e non come nel caso El Dridi al quale pare sia stato dato ordine di lasciare l’Italia nel 2004 e nel 2010 era ancora in Italia da perfetto clandestino e da perfetto clandestino circolava nelle varie Regioni d’Italia. Questa libertà di lasciare un Paese a proprio piacere entro un termine da 7 a 30 giorni che si lascia ai clandestini è il vero colabrodo della nostra sicurezza, che è inaccettabile dal momento che la clandestinità offende valori di rango costituzionale come la sicurezza, sanità ordine pubblico ecc. meritevoli di essere tutelati (sentenza 250/2010 Corte Costituzionale). Quindi la libertà che si lascia ai clandestini discrimina e contrasta coi nostri diritti costituzionali meritevoli di essere tutelati e che in tal modo tutelati non sono per nulla.

  2. Concordo con l’autore … forse ti sfugge che il no comment si usa anche come evidente alternativa a “ne abbiamo veramente pieni i c…estini”

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