Ctb, il Psi ritira la candidatura di Bianchi: vicenda farsesca

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Con una nota fiume il piccolo Psi bresciano annuncia il ritiro della candidatura di Roberto Bianchi alla presidenza del Ctb, parlando di vicenda farsesca e di mancata interlocuzione con il sindaco.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Nella convinzione che il Partito Socialista Italiano, per la storia secolare sua e personale dei suoi rappresentanti locali, fosse ricompreso nel perimetro dell’area politica di centro sinistra che oggi amministra Brescia, i socialisti bresciani, nel marzo scorso, hanno candidato il responsabile cultura della Federazione Provinciale, Roberto Bianchi, al consiglio di amministrazione di Brescia Musei.

Bianchi ha, nel suo curriculum vitae, incarichi di consigliere comunale e pubblico amministratore di importanti realtà, tra cui lo stesso CTB, oltre a molteplici esperienze in ambito culturale e all’assenza di qualsiasi genere di incompatibilità, sia formale che sostanziale. La sua candidatura è stata avanzata ufficialmente dal Partito ma anche da un centinaio di autorevoli cittadini, tra i quali pure un assessore della stessa giunta.

Tuttavia, nonostante tutto ciò, nè il segretario politico del PSI, nè il candidato, nè alcun altro esponente del partito socialista bresciano hanno ricevuto quel cenno, quell’interlocuzione che il bon ton della politica avrebbe voluto.

Nonostante ciò, alla fine di giugno, venendo d’attualità il rinnovo dell’assemblea e dell’organo amministrativo del Centro Teatrale Bresciano, la federazione socialista bresciana ha deciso di riproporre ancora una volta la candidatura di Roberto Bianchi, che quell’ente conosce meglio della gran parte dei candidati.

Il termine per la presentazione delle candidature è stato chiuso e riaperto tre volte, ed è, ormai, universalmente conosciuta la campagna candidature messa in atto dal sindaco della città grazie a quei molteplici slittamenti.

Dallo spirare dell’ultimo dei termini prorogati sono ormai passati un paio di mesi; chi ha accettato le lusinghe del sindaco nel presentare la sua candidatura ha avuto tempo di maturare una qualche irritazione, e tutta la vicenda ha assunto profili farserschi.

Inutile dire che la famosa interlocuzione con il PSI, che ha avanzato una candidatura formale e politica, non c’è stata. Non che la cosa possa meravigliare: la rozzezza pare essere divenuta il carattere tipico della politica, soprattutto a livello locale.

Quando si ha ben più di un secolo di storia politica alle spalle, però, rozzi si ha il dovere di non esserlo: preso atto che la maggioranza insediata al Comune di Brescia considera insopportabili i socialisti, agli stessi non resta che prenderne atto, traendone le inevitabili conseguenze

politiche, e ritirare la candidatura di Roberto Bianchi.

Lorenzo Cinquepalmi

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  1. Il richiamo al bon ton relazionale da parte dell’ormai defunto PSI per interloquire con chi deve decidere sul CTB (Castelletti-Del Bono, in ordine di potere decisionale) fa sorridere: contano solo il peso politico da consenso elettorale e le cambiali degli accordi pre-elettorali che ogni tanto si mettono all’incasso. Le regole (si fa per dire…) sono queste. Prendere e rassegnarsi, finchè qualcuno non le cambierà.

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