Crisi Hanjing Shipping, merci bresciane bloccate nei porti italiani. La denuncia Api

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Merci destinate all’import-export ostaggio nei porti italiani. È preoccupante la situazione segnalata da diversi imprenditori bresciani associati ad Apindustria a seguito dell’annuncio che il Consiglio di Amministrazione della società sudcoreana Hanjin Shipping ha approvato la richiesta di amministrazione controllata.

«Al porto di La Spezia spedizionieri di nostre aziende associate ci dicono che la situazione è difficoltosa perché c’è grave incertezza e discontinuità sull’operatività dei servizi portuali come il carico e scarico dei container fino a quando la questione non sarà chiarita», spiega Douglas Sivieri, presidente di Apindustria Brescia. Il problema è diffuso in tutti i porti italiani nei quali la società sudcoreana è presente e sta causando gravi danni alle imprese, che si trovano le merci bloccate, e questo nel pieno della stagione di trasporto merci su container, che va da agosto fino a fine ottobre.

I timori di un imminente fallimento stanno infatti comportando il fatto che alcuni porti vietino l’accesso alle portacontainer della compagnia sudcoreana per timore di un’insolvenza sulle tasse e sui servizi portuali. «Le società portuali creditrici, nel loro pieno diritto, possono valutare di non proseguire i propri servizi nei confronti di compagnie marittime inadempienti – sottolinea Sivieri -, ma ciò si ripercuote sulle attività d’impresa che di fatto rischiano di non ricevere le merci affidate alle compagnie marittime. È necessario che la situazione si sblocchi il più presto possibile, che si garantisca, quanto meno, il servizio alle navi già salpate dai porti e che si dica per quali imbarcazioni che partiranno nei prossimi giorni non saranno invece garantiti i servizi».

 

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