Omicidio Raccagni, Beccalossi in aula con t-shirt contro sconto di pena

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"Sono qui innanzitutto come cittadina italiana ma anche come rappresentante delle istituzioni per testimoniare ancora una volta vicinanza e solidarietà a Federica e per schierarmi in maniera forte e decisa contro qualsiasi ipotesi di riduzione della pena". Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e Citta’ metropolitana Viviana Beccalossi, che questa mattina si e’ presentata, con una maglietta che riportava la scritta "Io sto con Federica Raccagni", al processo d’Appello in corso al Tribunale di Brescia, a carico dei quattro rapinatori albanesi che nell’estate 2014 uccisero il macellaio di Pontoglio, Pietro Raccagni e condannati in primo grado a pene che variano dai 10 anni e 3 mesi ai 13 anni.

CASO ANALOGO – "Mi ha fatto molto piacere incontrare, oltre a Federica e a tutte le persone che la stanno sostenendo in questa battaglia, anche Rodolfo Corazzo, il gioielliere milanese che, tenuto in ostaggio insieme alla sua famiglia durante una rapina nella sua casa, uccise un pericoloso malvivente. Per lui, proprio in questi giorni, il Tribunale di Milano ha chiesto l’archiviazione riconoscendo giustamente la legittima difesa".

NECESSARIA CERTEZZA DELLA PENA – "La giustizia deve rivelarsi tale anche per il processo Raccagni – conclude Viviana Beccalossi -. Ma quale sconto di pena! Per me e’ gia’ troppo blanda la sentenza di primo grado. Solo con la certezza del diritto e con condanne esemplari i cittadini torneranno ad avere fiducia nello Stato".

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  1. Pur condividendo l’idea che la pena comminata in primo grado sia già bassa, temo che facendo troppo clamore intorno a questo caso ottenga l’effetto opposto.

  2. In generale i politici, di ogni partito e a qualunque livello, tendono a strumentalizzare ogni occasione della nostra vita sociale, sportiva, affettiva ecc. per mantenere viva la loro visibilità o per raccattare mezzo voto in più. E’ il loro stile, ovunque. Personalmente ritengo disgustoso e odioso questo modo di ” fare politica “

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