Caso Artematica, la Loggia si costituisce parte civile contro Brunello

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Il Comune di Brescia si costituirà parte civile nel processo contro Andrea Brunello, amministratore unico di Artematica accusato di aver “falsato” i numeri delle mostre da lui organizzate. La Loggia fa sapere che nel caso la magistratura dovesse accertare le sue responsabilità è pronta a chiedere i danni patrimoniali per quanto “illecitamente trattenuto” e il danno funzionale “per aver avviato e istruito i procedimenti amministrativi finalizzati alla regolamentazione dei rapporti con Artematica”.

ECCO IL TESTO INTEGRALE

Il Comune di Brescia si costituirà parte civile nel processo penale nei confronti di Andrea Brunello, amministratore unico di Artematica, in merito alle vicende legate alle mostre “Matisse. La seduzione di Michelangelo” e “Inca. Origine e mistero della civiltà dell’oro”. Il Comune vuole ottenere che Brunello, nel caso in cui sia affermata la sua responsabilità penale per i fatti di reato che gli sono addebitati, sia condannato a risarcire l’ente di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali derivati dalla sua condotta.

L’imputato, dichiarando e attestando con documentazione falsa il superamento delle soglie di visitatori al quale era condizionato il pagamento per intero gli importi pattuiti per la realizzazione delle due mostre, ha illecitamente tenuto e poi trattenuto le risorse finanziarie stanziate dell’Amministrazione per tali eventi, cagionandole così un ingente danno patrimoniale.

A questi danni patrimoniali si accompagna il danno funzionale subito dal Comune per aver avviato e istruito i procedimenti amministrativi finalizzati alla regolamentazione dei rapporti con Artematica. Procedimenti dei quali l’ente ha ingiustamente sopportato i costi, sia in termini economici, sia in termini di efficacia ed efficienza della propria azione amministrativa.

Il fatto che il Comune abbia autorizzato le due mostre di Artematica e abbia garantito ed effettivamente erogato le risorse illegittimamente pretese ha altresì determinato un danno all’immagine di fronte alla collettività, agli altri enti pubblici e agli operatori economici.

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  1. Ottima iniziativa. Così si saprà perché è stato cambiato, dalla Fondazione presieduta da Lechi, lo Studio legale che aveva già predisposto il Contratto per la precedente mostra Inca. Perché è stato allentato il sistema di controllo e di rendicontazione. Perché dopo solo 5 mesi dalla approvazione del Contratto Matisse si è pretesa, da parte di Artematica, una specifica modifica che ha sottratto più della metà del Bilancio della Mostra ad una possibile verifica da parte della Amministrazione Comunale e della Fondazione stessa. Perché è stato tolto dal nuovo Contratto il riferimento ai visitatori effettivamente “paganti”, al fine di erogare ad Artematica il corrispettivo di fine mostra e il pagamento dell’eventuale penalità per il mancato raggiungimento di 230 mila visitatori.
    A suo tempo con le Interpellanze da me presentate in Consiglio Comunale avevo posto nello specifico l’interrogativo sull’eventuale intenzionalità di questi cambiamenti al Contratto, proprio al fine di poter alterare i dati, manipolare le voci di spesa e il numero dei visitatori effettivamente paganti. Proprio a seguito della limitazione dei controlli, che invece erano previsti per la Mostra precedente. Interrogativi rimasti allora senza risposta e che spero ritornino in campo in sede giudiziaria per individuare le responsabilità dell’intera vicenda.

  2. Repetita? Sempre iuvant, ma nel caso mio un errore per una pennellata di colla… di troppo! Confido nella clemenza anche della Redazione…

  3. Le ultime tre righe del testo pubblicato dal Comune bastano ed avanzano per ricordare cosa abbia rappresentato per Brescia, la sua immagine e le sue casse comunali, la gestione della cosa pubblica nel quinquennio Paroli-Rolfi, anzi Rolfi-Paroli in ordine all’effettiva guida delle sorti della città. Un insieme di improvvisazione, incapacità, dilettantismo, superficialità, disorientamento strategico e gestionale. Tanto basta e basterebbe se, all’orizzonte, non stessero crescendo le quotazioni magari proprio di Rolfi come candidato a primo cittadino nel 2018. Bene allora rinfrescarsi la memoria e bene fa Bragaglio ad evocare i contorni inquietanti della vicenda Artematica, il fiore…nero all’occhiello della Giunta precedente.

  4. Le crederei se non avessi sentito da parte di Bragaglio (a tempo debito( un silenzio su mille altre vicende oscuredella nostra città. Tra l e migliaia ricordiamogli pure fusione A2A ed ancora scelta degli advisor per quella fusione. All’interno di quelle vicende vi furono molte cose che lasciano molto amaro in bocca. Ben venga la precisione del professor Bragaglio, ma quando è a fasi alterne accende solo sospetti

  5. Cerco di attenermi molto ai fatti e meno alle opinioni. E quindi, doverosamnete, ricordo che altrettanto censurabili ed inquietanti, parlando di scelte e di spreco del denaro pubblico, sono le vicende della fusione per incorporazione di ASM con la nascita di A2A e la costruzione del Metrobus. Vicende nelle quali il centrosinistra cittadino si è improvvidamente fidato di analisi inadeguate e di advisor visionari, nonchè strapagati, solo per assecondare cordate, ricatti e consuetudini politiche anzichè procedere ad analisi realistiche di merito e di metodo nella realizzazione dei due progetti. E so che Bragaglio le giudica due buone operazioni che si dovevano fare e che hanno portato vantaggi alla comunità bresciana. Io, rispolverando una vecchia parola, credo invece che il bene comune non sia mai stato nemmeno preso in considerazione nè prima, nè durante, nè dopo.

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